Angelo Bonelli

“Non c’e’ nessuna alleanza tra Verdi e Pd. Abbiamo ricevuto un invito a partecipare alla conferenza programmatica a cui abbiamo risposto portando il nostro punto di vista differente e critico sulle politiche ambientali sino ad oggi portate avanti dal Pd a partire dal referendum trivelle, sul consumo di suolo e sulla politica energetica”. Lo ha detto Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dei Verdi, intervenuto alla conferenza programmatica del Partito democratico a Pietrarsa. “Partecipare ad una conferenza programmatica, come abbiamo gia’ fatto con altri partiti – ha aggiunto Bonelli – non significa aderire ad un’alleanza, perche’ se lo avessimo voluto lo avremmo detto chiaramente”.

“Asfalto e cemento stanno distruggendo le bellezze dell’Italia e contribuiscono a renderla anche piu’ calda. Dopo la giusta bocciatura da parte del consiglio dei ministri della vergognosa legge blocca demolizioni voluta dalla regione Campania, c’e’ il rischio che la brutta politica approvi sotto il sole e l’afa due provvedimenti ammazza bellezze e legalita’”. Lo scrive in una nota il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, che spiega: “Il primo e’ il DDL del senatore Falanga, gia’ approvato in due letture tra Camera e Senato con il voto favorevole di PD-FI-Ala e la singolare astensione del M5S. Il disegno di legge, che si trova alla Camera per la sua approvazione definitiva, prevede il blocco delle demolizioni, ordinate dalle autorita’ giudiziarie, anche nelle aree sottoposte a vincolo . Una legge che farebbe brindare la criminalita’; che specialmente nel sud controlla il ciclo del cemento. Il secondo – prosegue l’ecologista – e’ la legge urbanistica della Sardegna approvata dalla giunta a marzo e ora all’esame della commissione regionale territorio. Una legge che autorizzera’, secondo nostre stime, nuovo cemento per 3 milioni di metri cubi sulle coste sarde per strutture turi stico-ricettive, multi proprieta’ e nuove lottizzazioni. La Sardegna e’ un gioiello ambientale, conosciuto in tutto il mondo, grazie alle sue bellezze, il suo paesaggio e al bellissimo mare e non lo sara’ piu’ certamente con le irresponsabili colate di cemento. In Italia dove il consumo del suolo viaggia al ritmo di 3 mq al secondo c’e’ ancora una politica fuori dal tempo e indifferente ai drammi ambientali che stiamo vivendo. Ribadiamo l’urgenza di una vasta mobilitazione – conclude Bonelli – per fermare questi due provvedimenti e non si accusi noi Verdi che vogliamo fermare il progresso perche’ questo non e’ progresso ma distruzione, manomissione del territorio e sottrazione del futuro a favor e di pochi che continueranno ad arricchirsi a scapito di beni ambientali e paesaggistici che non hanno prezzo se non il prezzo della loro integrita’”.

“In Italia ogni giorno c’e’ una dispersione dell’acqua di quasi 9 miliardi di litri al giorno a causa delle perdite registrate lungo la rete di 474 mila chilometri di acquedotti, e’ questo il dato drammatico che fa a pugni con l’emergenza siccita’ di queste ore”: lo afferma Angelo Bonelli dei Verdi in una nota. “Ogni 100 litri di acqua immessa negli acquedotti – sostiene Bonelli – quasi 40 vengono persi per l’obsolescenza della rete idrica, una delle medie piu’ alte d’Europa che fa il paio con il fatto che gli investimenti realizzati per rimodernare gli acquedotti sono tra i piu’ bassi del continente: 32 euro l’anno per abitante a fronte della Francia che ne investe 88, il Regno unito 102 e la Danimarca 129 (dati Utilitalia). Per ogni abitante ben 144 litri di acqua al giorno non arrivano a destinazione (dati Unione Nazionale Consumatori) e da qui si arriva alla folle cifra di quasi 9 miliardi di acqua dispersa al giorno” “Cosa ha fatto il governo finora per fronteggiare questa situazione?”, chiede Bonelli, secondo cui “non si puo’ dichiarare lo stato di crisi senza dire che per uscire dalla perenne emergenza e’ necessaria un’enorme opera infrastrutturale per rimettere a posto gli acquedotti. La classe politica sa parlare solo di emergenza ma non fa nulla per prevenire e ridurre il danno oggi si chiama siccita’ e incendi domani alluvioni e dissesto idrogeologico”. “Ma chi dovrebbe realizzare le infrastrutture necessarie – prosegue l’ecologista – per far fronte al problema: lo Stato o le aziende che gestiscono l’acqua? Visto che queste sono di fatto in gran parte in mano ai privati come Acea, quotata in borsa e praticamente dominata dal gruppo Caltagirone e dalla multinazionale francese Suez, non sarebbe il caso che il Governo imponga a queste che le realizzino con i lucrosissimi ricavi della gestione? La verita’ – conclude Bonelli – e’ che e’ necessario tornare allo spirito del referendum vinto da milioni di italiani: l’acqua e la sua gestione tornino pubbliche e lo Stato reinvesta tutti gli utili per la manutenzione della rete idrica. Quindi bisogna urgentemente convocare le Camere unite per questa emergenza ambientale che era ampiamente prevedibile”.

“In queste amministrative nel silenzio dei media e nell’oscuramento del servizio pubblico radiotelevisivo della RAI, prima e dopo il voto, i Verdi attraverso una presenza di liste del ‘Sole che ride’ dal nord al sud Italia ottengono un risultato importante che, in tutti i centri in cui si sono presentati raggiunge una media del 3%”. Lo scrive in una nota il coordinatore dell’esecutivo dei Verdi Angelo Bonelli. “A partire da Taranto dove il nostro candidato sindaco Vincenzo Fornero raggiunge il 10%, con la lista che si attesta attorno al 4,5%, proseguendo a Cerveteri, nel Lazio, dove i Verdi prendono il 6%, a Pozzuoli, dove i Verdi prendono l’8% e arrivando al Nord Italia dove ad Asti la lista del ‘Sole che ride’ raggiunge quasi il 6% fino a Grugliasco e Como, dove superano in scioltezza il 2%. Il segnale chiaro – prosegue il leader ecologista – è che laddove il simbolo dei Verdi si presenta, il consenso premia la nostra presenza sul territorio e le nostre battaglie per la salute dei cittadini e contro l’inquinamento. La novità è che resistiamo nonostante il vero e proprio ostracismo nei nostri confronti del servizio pubblico radiotelevisivo che ha deciso di farci scomparire. Noi andiamo dritti per la nostra strada in quest’opera di rilancio dei Verdi e daremo il nostro contributo in termini di proposta ecologista alla definizione programmatica e politica del Campo Progressista lanciato da Giuliano Pisapia.”

“84.400 vittime all’anno nel nostro Paese stimate dall’Agenzia Europea dell’Ambiente a causa dell’inquinamento, a questo dato bisogna unire lo studio della rivista medica Lancet che collega lo smog ai danni al cervello – spiega in una nota il membro dell’Esecutivo Nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, che prosegue: “Esattamente un anno fa abbiamo presentato ai titolari dei dicasteri all’Ambiente, della Salute e delle Infrastrutture il nostro dossier Di Smog Si Muore nel quale avevamo snocciolato dati e cifre che descrivono l’emergenza inquinamento in Italia: – 84.400 vittime all’anno nel nostro Paese a causa dello smog (dati Agenzia Europea dell’Ambiente) – 226 miliardi di euro di spese e di perdite per la collettivita’ che rappresenta il 14,6% del PIL italiano (statistiche del’Oms) – 25.000 decessi l’anno in meno grazie alla la completa adesione ai limiti di legge previsti dalla normativa europea e nazionale (progetto VIIAS) – nelle zone piu’ inquinate di Roma, come l’Aurelia, c’e’ un aumento della mortalita’ del 7% rispetto alla media per lo smog, in tutta la Capitale piu’ di 1000 morti/anno (progetto VIIAS) “In Italia e’ assodato che ci sia una emergenza sanitaria legata all’inquinamento – prosegue l’ecologista – ma la politica (sia al Governo che all’opposizione) non sta affrontando con la necessaria determinazione il problema. Per questo chiediamo ancora una volta che ci sia una sessione straordinaria del Parlamento a Camere riunite che discuta dei provvedimenti strutturali da adottare per contrastare questa emergenza sanitaria. Tra l’altro l’inquinamento del traffico spesso si somma a quello delle grande aree industriali che coinvolgono tutto lo stivale: da Priolo a Taranto passando per Piombino e Trieste.” “Questa emergenza – conclude Bonelli – oltre ad avere gravi conseguenze sanitarie rappresenta un costo sociale elevatissimo per tutta la collettivita’ e costi economici sicuramente superiori a quelli necessari per i provvedimenti preventivi che abbiamo indicato nel nostro dossier. Ancora una volta invitiamo il Governo a farsi carico del problema urgentemente.”