anticorruzione

“A oggi c’e’ solo una cosa certa: un’ipotesi di corruzione per cui un imputato ha patteggiato e l’altro e’ a giudizio. Per il resto sono tutte illazioni”. Cosi’ il presidente dell’Autorita’ anticorruzione, Raffaele Cantone, intervistato da Massimo Giannini e Jean Paul Bellotto a Circo Massimo su Radio Capital sul caso Consip.
Riguardo ad un possibile complotto, dichiara Cantone: “E’ teoricamente possibile che si sia creata una ricostruzione complottistica. Io sono laico, rispetto a ipotesi di complotto voglio aspettare. Troppe volte ci siamo aspettati bombe atomiche che invece erano tric-trac. Questa vicenda sta facendo male all’immagine della magistratura, che alla fine pagherà il prezzo più alto”.

“La Rai e’ stato il mio piu’ grande insuccesso e mi pesa”. Lo ha detto il presidente dell’Autorita’ anticorruzione, Raffaele Cantone, durante il ‘Faccia a Faccia’ di Giovanni Minoli su La7. “Abbiamo ricevuto risposte formalistiche sulle assunzioni”, e “in audizione Campo Dall’Orto ha risposto in modo parziale”, ha continuato Cantone, annunciando di aver trasmesso l’informativa sulle assunzioni di cui si sta valutando la regolarità alla Procura della Repubblica. La Rai ha replicato in una nota “di aver sempre garantito massima trasparenza e disponibilità all’Autorità anticorruzione e che “La lotta contro ogni atto contrario alla legalità è sempre stata, e continuerà ad essere, una delle principali priorità aziendali”.
“Chiederemo alla direzione generale di avere chiarimenti su queste affermazioni di Raffaele Cantone che creano inquietudine, ancorché non ci siano evidenze di reati – ha detto all’Ansa il consigliere Rai Franco Siddi – Serve un rapporto puntuale e dettagliato, perché evidentemente ci sono elementi a noi ancora ignoti rispetto alle interlocuzioni avute con l’Autorità anticorruzione”.

“La repressione da sola non puo’ bastare. Lo diciamo anche contro chi ha idee diverse e cioe’ una parte della magistratura. Fondamentale e’ la prevenzione, le indagini sono importanti ma scoprono una parte marginale dei fatti”. Lo afferma al Corriere della Sera, Raffaele Cantone, sul suo libro “La corruzione spuzza”. Sul fatto che nel libro si contesta il fatto che la situazione sia peggiorata dai tempi di Tangentopoli, Cantone osserva: “Ma certo, e’ un’idea sfascista fondata sul nulla. Tangentopoli ha fatto emergere vicende che non sono neanche lontanamente paragonabili a quelle attuali. Adesso la corruzione non e’ meno pericolosa, ma davvero vogliamo credere che la maxitangente Enimont sia uguale alle “mazzette” versate per gli appalti del Campidoglio o per il G8?”. Su quale sia la differenza, Cantone spiega: “E’ cambiato il rapporto con la politica: prima la politica era il fine dell’attivita’ corruttiva, adesso e’ il mezzo e viene utilizzata da gruppi di potere a fine corruttivo. E’ una cosa gravissima, perche’ vuol dire che i corruttori sono in grado di tenere sotto controllo i politici e questo provoca danni enormi. Pensiamo a quanto e’ stato scoperto con l’inchiesta su Mafia Capitale: politici allevati sul modello dei polli in batteria per essere messi nei posti giusti a garantire gli interessi di pochi. E non e’ l’unico caso”. “L’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti – aggiunge – ha causato numerose distorsioni”.