Attacco Monaco

“Non c’è solo Isis: problema è radicalizzazione islamista di massa e insuccesso clamoroso del multiculturalismo. Ma non ditelo ai nostri ‘esperti'”. Lo dice Daniele Capezzone, deputato di Conservatori e Riformisti. “E questo – aggiunge – al di là dello specifico episodio di ieri e delle sue cause singole, magari diverse, che scopriremo. Resta purtroppo il quadro d’insieme. Dalle ore successive all’eccidio di Monaco fino ad ora, la politica, i media e i cosiddetti ‘esperti’ italiani (con pochissime meritorie eccezioni) stanno parlando di nazismo, e non vedono il nazi-islamismo. Cercheranno fino all’ultimo un appiglio per parlare d’altro”. “Non hanno visto solo due cose, ormai da anni – conclude Capezzone – il nazi-islamismo jihadista, il cui programma è semplice e chiaro: ucciderci. E il fallimento del multiculturalismo: ormai è chiaro che puoi integrare degli individui (se accettano la nostra cultura), ma non puoi integrare delle comunità (se pretendono di mantenere una diversa ‘legalità’ e cultura fondamentalista)”.

Oggi lutto nazionale in Baviera, in memoria delle vittime dell’attentato avvenuto ieri a Monaco, in un centro commerciale. L’autore della strage, che ieri ha sparato all’interno del punto vendita, come annunciato dalla polizia tedesca, è stato un diciottenne tedesco-iraniano che viveva con i genitori nella periferia della città a Maxvorstadt, riferisce il  sito della Bild. Dieci i morti, di cui uno è l’attentatore suicida e sedici i feriti, di cui alcuni gravi, questo il bilancio dell’attacco di Monaco. Il killer ha sparato davanti a un fast food, è stato inseguito da agenti in borghese e poi, come riferito dal capo della polizia di Monaco, Hubertus Andrae, si è suicidato a circa un chilometro dal centro commerciale “Olympia”.