Bologna

“Non possiamo pensare di cambiare l’Italia se non coinvolgiamo la popolazione delle periferie. Se li lasciamo in un limbo. Qualcosa, in passato, non ha funzionato in alcune realtà periferiche dove abbiamo perso capacità di consenso e indirizzo”. Così il ministro dell’Interno Marco Minniti da Bologna. “Dobbiamo partire da coloro che vivono in periferia perché sono il popolo italiano – sottolinea – e un partito che si chiama democratico, se non si occupa del popolo e dei più deboli, non si capisce cosa ci sta a fare. Dobbiamo occuparcene con la forza di un progetto politico”. “Rispetto a una persona che ha paura, un sentimento molto intimo e profondo – ha spiegato Minniti – quale dev’essere l’atteggiamento di una grande forza si sinistra? Stare accanto a chi ha paura, ascoltarlo. Poi è qui la differenza radicale tra noi e i populisti, la sinistra riformista cerca di liberare le persone dalle loro paure mentre i populisti fanno finta di ascoltare per tenere la gente incatenata alle loro paure”.

Ancora una vetrina costosissima e inutile. Ancora un fallimento su un tema, quello dell’ambiente ostico perche’ mette in gioco interessi privati e, come la stessa reazione di Trump ha confermato, il bene comune viene sempre dopo di essi. Il G7 e’ stato un’inutile e costosa kermesse”: e’ il commento dei parlamentari delle commissioni ambiente di Camera e Senato del MoVimento 5 Stelle. “Tanti bei proclami ma ecco il governo del bla bla seduto al tavolo dei potenti. Questi accordi internazionali dimostrano di essere un ostacolo a chi voglia veramente agire. Trump ha affossato la dichiarazione congiunta sul clima. E l’Italia cosa fa? Calenda soavemente dice che aspettera’ la decisione del presidente statunitense. Non c’e’ nulla da aspettare. Bisogna agire. Abbiamo un’occasione per farlo ed e’ il G7 ambientale che si svolgera’ dall’11 giugno a Bologna. Serve una politica industriale che vada nel segno delle rinnovabili con decisione e contro le fossili; serve una rivoluzione industriale, dei trasporti, del lavoro. Ma tutte queste speranze cozzano con la realta’: nella classifica della Ong Transport and Environment, l’Italia e’ al penultimo posto nelle politiche di attuazione degli accordi di Parigi con solo 9 punti su 100 D’altro canto cosa possiamo aspettarci da un governo che infila nel decreto parchi un emendamento per permettere le trivellazioni nelle aree protette. Il punto di non ritorno climatico e’ davvero alle porte – ribadiscono i parlamentari pentastellati Mirko Busto (Camera) e Carlo Martelli (Senato) – agli attuali livelli emissivi, senza drastiche misure globali di riduzione e, l’ azzeramento delle emissioni di gas a effetto serra, gli obiettivi di Parigi, seppur insufficienti e frutto di un accordo al ribasso, saranno impossibili da raggiungere condannandoci ad un futuro drammaticamente incerto e pericoloso. L’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura media globale a un massimo di 1,5 gradi rischia di essere cancellato in meno di 5 anni se le emissioni di gas a effetto serra non verranno drasticamente ridotte in tempi rapidissimi. Meno di 20 anni e’ invece il tempo che abbiamo per contenerla sotto i 2 gradi. A Bologna, il governo dimostri che si rende conto del problema e mostri coraggio”.

Ormai é una costante: le visite di Salvini in molte città del Paese sono motivo di raduno per i suoi contestatori, ansiosi di manifestargli il dissenso piu’ violento. Le sue provocazioni, del resto, non mancano mai e anche stavolta a Bologna, l’esito era fin troppo prevedibile.
Una prima carica delle forze dell’ordine c’è stata in Piazza Maggiore, dove un gruppo di contestatori dei collettivi è riuscito a raggrupparsi per contestare il leader della Lega Nord, Matteo Salvini. Quando si sono avvicinati ai blindati della Polizia è partita una carica che li ha allontanati. Ci sono stati anche lanci di oggetti, sia dalle fila dei collettivi, sia da quelle dei sostenitori della Lega, divisi da un cordone di camionette. Dopo la carica dei poliziotti ci sono stati lanciati dei petardi e alcuni manifestanti sono stati fermati. Salvini alza il tiro “Quando avremo finito con le ruspe coi campi rom, cominceremo coi centri sociali”. Il leader della Lega Nord, per si è presentato in piazza imbavagliato e con uno striscione, tenuto insieme alla candidata leghista Lucia Borgonzoni, con scritto “liberiamo Bologna”. “Sono 50 sfigati che dovrebbero essere rieducati con le buone maniere come facevano i loro amichetti in Unione Sovietica – ha detto – la cosa indegna è l’atteggiamento del sindaco Virginio Merola, imbarazzante, vogliamo mandarlo a casa. La provocazione non è che alcuni bolognesi vogliano andare in piazza Verdi, ma che Merola tolleri e coccoli queste persone”. E ancora ‘l’impegno dei sindaci della Lega è avere in Italia immigrazione zero, al contrario di quello che ha detto ieri il segretario generale dei vescovi italiani, non c’è più spazio per nessuno, a casa tutti quanti”.