Carlo Calenda

“Commissari hanno fatto quello che gli abbiamo chiesto. Acquirenti hanno rallentato per situazione politica ma spazi ci sono”. Lo scrive il ministro uscente dello Sviluppo economico Carlo Calenda su Twitter rispondendo a chi gli chiede se abbia qualche autocritica per il fatto che non siano stati rispettati i suoi piani di vendere Alitalia. “Nazionalizzazione non elimina problema industriale. Liquidazione vuol dire regalare rotte e aerei”, precisa ancora Calenda.

“Sul canone Rai Renzi mi pare che si sia corretto, ha detto di voler continuare ad abbassarlo, cosa che trovo giusta”, mantre “abolirlo e farlo pagare con la fiscalita’ generale e’ uno sbaglio”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, a ‘Circo Massimo’ su Radio Capital. Sull’eventuale abolizione del canone Rai si e’ innescato in queste settimane un acceso dibattito, alimentato anche dalle varie promesse di tipo elettorale che i vari leader politici stanno lanciando e che riguardano il taglio di tasse e balzelli vari.

Faremo una battaglia in Europa, perche’ crediamo che questo sia un tema politico e non tecnico. Dobbiamo imparare che sulla questione delle banche e’ una questione politica, altrimenti ci ritroviamo come nella situazione del bail-in”. Cosi il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, intervistato a Night Tabloid, il programma in onda questa sera in seconda serata su Rai2, parlando delle nuove linee guida in materia di Npl. “Si rischia in particolare di colpire le Pmi. E’ un paradosso – aggiunge – perche’ mentre da un lato la Bce sta facendo una manovra di immissione massiccia di liquidita’, dall’altro le regole sul credito si restringono”.

“Non mi aspettavo questo risultato. Penso pero’ che la cancelliera Merkel e’ confrontata con una sfida che e’ molto europea e non leggo in queste elezioni un rischio di passi indietro per l’Europa”. Lo ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, a margine del G7 Industria, commentando il risultato delle elezioni politiche in Germania. Riguardo al futuro dell’Unione europea, “penso che ci sia da parte della cancelliera Merkel il desiderio, la necessita’ di lasciare una legacy forte sull’Europa, che ha avuto grandi scossoni prima con la crisi dei debiti sovrani e poi con la crisi migratoria e che quindi ha la necessita’ di ricostruirsi e penso che questa sia la sua sfida di leadership politica”. Detto questo, tuttavia, ha continuato il ministro “poi e’ chiaro che questo risultato ha anche elementi che destano preoccupazione ma credo che alla fine la volonta’ e la comprensione della necessita’ di far ripartire il processo europeo ci sia e dia largamente diffuso tra i leader europei, in primo luogo in Germania”. Alla luce della stagione elettorale che si sta per aprire anche in Italia, a chi gli chiedeva se possa esserci il rischio di un risultato analogo a quello tedesco, con una avanzata della destra, Calenda ha replicato: “Non lo so. Ogni Paese e’ fatto a modo suo, ogni Paese ha le sue componenti populiste di colori differenti”.

“Non abbiamo superato la crisi, lo sarebbe se avessimo recuperato tutto cio’ che si e’ perso in posti di lavoro e Pil”. Lo ha detto Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, parlando al Meeting di Rimini in un incontro con manager di imprese private. “Non dobbiamo abbassare la guardia”, ha aggiunto, “la ripresa riguarda solo un gruppo di aziende o un gruppo di territori. E allora bisogna investire, sul lavoro e sulla produzione. Governare l’innovazione e’ fondamentale, perche’ bisogna fare attenzione a presentare la tecnologia come un processo che porta solo benefici e non controindicazioni. Come e’ successo con la globalizzazione”. Calenda ha poi ha parlato di politica industriale: “Con industria 4.0 lo Stato premia gli imprenditori che investono nel loro settore di appartenenza. Nel nostro progetto ritorna al centro l’impresa: lo sviluppo lo costruiscono le imprese private. A settembre monitoreremo i primi risultati e siamo disponibili a rafforzare il nostro intervento, specie sulla formazione in azienda”. “Ci sara’ un forte credito d’imposta sulla formazione in azienda all’interno della prossima legge di bilancio”, ha poi annunciato il ministro. Sui rapporti con gli investitori cinesi in Italia Calenda ha poi detto che “bisogna essere forti nel dire dei no, come abbiamo fatto con Francia e Germania nei confronti della Cina alla minaccia di acquisizioni di brevetti in Italia da portare in altri Paesi”.

“Quando la politica ha preteso di mantenere un controllo totale sulle aziende a livello nazionale, come a livello locale, i risultati mi sembrano decisamente meno lusinghieri”. Lo ha detto il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, puntualizzando: “Ogni riferimento alla Rai e’ del tutto casuale”.

“L’accordo siglato oggi da Ice e la statunitense Walmart, la più grande catena operante nel canale della grande distribuzione organizzata, sancisce il successo della strategia adottata con il piano straordinario per il Made in Italy che ha portato sinora negli Usa un ritorno pari a 15 volte l’investimento effettuato”. Lo ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda.
“L’accordo – ha spiegtoa – dimostra in maniera evidente che il suolo americano, nonostante sia già uno dei principali mercati di sbocco per i nostri prodotti, consente ancora notevoli margini di crescita. In particolare per il Food, negli ultimi due anni sono stati chiusi con successo 10 accordi con 7 retailer, che hanno portato all’introduzione di 368 nuovi fornitori e 1.200 nuovi prodotti italiani sugli scaffali americani”. Il ministro ha sottolineato che “grazie al lavoro dell’Ice le eccellenze agroalimentari italiane potranno contare anche sui 3600 punti vendita del più grande retailer del mondo”.

“Non solo non sono Macron per le mie ragioni di non fare politica ma perche’ penso che non si debbano importare leadership da fuori: cerchiamo le nostre strade, e’ anche una questione di dignita’ nazionale”. Cosi’ il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, nel corso de L’Intervista su Sky Tg24. “Non penso che nessuno debba guardare a Macron, noi dobbiamo trovare il nostro modello di leadership”, ha aggiunto Calenda.

Intervistato dal Foglio, il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ne sostiene la proposta lanciata dal direttore, dicendo che “occorrerebbe cercare una convergenza ampia tra le forze politiche e sociali responsabili, proprio come proposto sabato dal Foglio. E gia’ prima delle elezioni del 2018, sfidando il centrodestra a convergere su un piano di riforme ambizioso e inderogabile”. “Quello che ci serve – prosegue – e’ un riformismo forte fondato sul realismo piuttosto che sulle suggestioni idealistiche alla ‘terza via’ o sugli slogan degli anni novanta. Con l’ottimismo non ci fai niente. Un quadro internazionale piu’ duro e fenomeni epocali come l’innovazione tecnologica e la globalizzazione richiedono risposte lunghe, e anche complesse, fuori dal ‘Truman Show’, dalla spettacolarizzazione ombelicale in cui sembra imprigionato il dibattito politico italiano. Dunque dobbiamo aggredire la realta’ prima che la realta’ aggredisca noi”. “In Italia e’ fondamentale in primo luogo raccontare ai cittadini la complessita’ e i rischi del crocevia della storia in cui ci troviamo. Dobbiamo cancellare l’idea che esistano pasti gratis. Che si possa assicurare il benessere attraverso redditi inventati piuttosto che avere energia a basso costo senza fare le necessarie infrastrutture. L’offerta politica grillina si fonda su questo: sulla propensione alla fuga dalla realta’ che – avverte – e’ molto radicata nel paese anche per effetto dei decenni di spesa pubblica incontrollata. Il Pd, le forze responsabili, devono essere l’esatto contrario. II Pd puo’ essere il pilastro attorno a cui costruire questo riformismo forte. E il governo Gentiloni puo’ essere il luogo politico dove implementarlo, cercando un coinvolgimento ampio”.

“Il meraviglioso mondo della ‘politica’ da retroscena. Già detto 1000 volte: nessun progetto politico. Faccio il mio lavoro e basta”. Così il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda commenta su Twitter il retroscena uscito oggi su La Repubblica secondo il quale Silvio Berlusconi starebbe pensando proprio al ministro come candidato per il centrodestra. Calenda si é distinto per le posizioni assunte e che non sono sovrapponibili a quelle di Renzi. Questo suo sostanziale smarcamento dall’ex premier e le sue critiche ad alcune ‘uscite’ di Renzi hanno fatto pensare ad un suo futuro da leader di uno schieramento opposto a quello dell’ex sindaco di Firenze.