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“Oggi ci siamo riuniti al Tempio di Adriano per aprire un grande dibattito e costruire un’area politica nuova. Eravamo tantissimi, italiani, fieri, ed europei, che amano la pace, la prosperita’, la liberta’”. Lo scrive su facebook Angelino Alfano, ministro degli Esteri e leader di Alternativa popolare. “Con Casini, Tosi, Zanetti- spiega- e’ in corso un processo che nasce dal ‘basso’. Non c’e’ in cantiere una fusione fredda ma qualcosa di veramente grande e robusto, che vedra’ il coinvolgimento e la partecipazione di tantissimi italiani: le primarie. La parola d’ordine e’: spogliarsi dei propri particolarismi di partito e aprirsi a un’area nuova che si posiziona saldamente al centro. Le primarie sono aperte a tutti, devono essere aperte a tutti, vogliamo che siano aperte a tutti! Chi vuole, quindi, puo’ partecipare”. “Ci sono solo due paletti insormontabili- sottolinea Alfano-: noi non ci possiamo alleare a destra con chi ci vuole portare fuori dall’Europa e a sinistra con chi guarda ancora al passato come abbiamo visto, per esempio, con la battaglia sui voucher. Centrodestra e centrosinistra sono finiti: nasce un’area politica nuova, moderata, popolare, liberale! E le primarie saranno il calore per riscaldare questo ambizioso progetto che oggi ci ha visto qui, tutti insieme”.

“Le primarie sono lo strumento indispensabile per superare il frazionismo e l’irrilevanza del centro italiano. Dobbiamo con tanti amici acquisire la consapevolezza che partiamo da zero: per noi ‘uno vale uno'”. Lo ha detto il coordinatore dei “Centristi per l’Europa” Gianpiero D’Alia all’iniziativa “Insieme per le Primarie” in corso al Tempio di Adriano. “Oggi – ha spiegato D’Alia – siamo stretti tra il populismo di Salvini e Grillo che ha saldato massimalismo della sinistra, sovversivismo di destra, il disagio del sud, dei disoccupati, piu’ aree radical chic : una miscela unica, inedita per l’Italia. Dall’altra parte c’e’ una sinistra in crisi permanente di identita’. Il centro – ha aggiunto il parlamentare – e’ in difficolta’ per tante ragioni: e’ complicato introdurre elementi di buonsenso quando il dibattito politico e’ governato dall’insulto e dall’esasperazione”. “L’area centrista popolare di questo Paese – conclude l’ex ministro – deve fare sul serio, organizzare una risposta incisiva senza timidezze: siamo dentro una lotta politica dura e dobbiamo farla con coraggio”.

“Fioriscono molte iniziative di singoli e di gruppi in tutte le aree e anche in quella cosiddetta ‘centrista’. Segno di un sistema politico alla ricerca di un assetto capace di assicurare rappresentanza e stabilita’. Tuttavia, prima di mettere in campo proposte organizzativo-elettorali, servirebbe ricostruire un pensiero strategico”. Lo afferma Lorenzo Dellai, Presidente di Democrazia Solidale e Capogruppo alla Camera. “Noi di Democrazia Solidale, pur cortesemente sollecitati da diverse parti, riteniamo prioritario, nella attuale fase, dedicarci a questo. Del resto – prosegue Dellai – se con la parola ‘centro’ si intende richiamare non gia’ una suggestione topografica e neppure una attitudine da ‘cespugli’, ma piuttosto una cultura politica di governo, utile al Paese, l’esigenza di una aggiornata architettura di pensiero diventa ineludibile. Cosi’ come ineludibili appaiono la credibilita’ – che passa anche da una rilettura critica delle scelte compiute dagli anni novanta in poi – e la novita’ nella forma della rappresentanza politica. Vedremo nelle prossime settimane, anche alla luce del sistema elettorale, quale sbocco potranno avere le iniziative in atto e quale assetto sara’ piu’ utile per evitare al Paese una pericolosa avventura sovranista e populista”.

Tutti alla corte del deputato del Pd, Giacomo Portas, detentore del simbolo e del nome ‘Moderati, registrato anni fa. L’ultimo in ordine di tempo ad evocarlo é stato Angelino Alfano, e prima di lui Silvio Berlusconi. Ma il parlamentare dice no. In una intervista a Il Tempo e a Il Fatto Quotidiano, ribadisce che il suo movimento ‘I Moderati’ registrato nel 2005, può gravitare solo nell’area di centrosinistra. ‘Alfano abbandoni  Salvini e il centrodestra anche nei Comuni e nelle regioni -spiega Portas -, e si dimostri un vero moderato di centrosinistra: solo a queste condizioni potremmo varare un progetto comune’. Tutto questo per dire che i vari gruppi che si muovono al Centro e che usano la parola ‘moderati’ in ogni frase o dichiarazione politica, non potranno dare vita ad un partito con questo logo e con questo nome. E i simboli, i nomi, nonché i brand in politica contano eccome.