Chiesa cattolica

La Chiesa cattolica e’ chiamata in Cina a “trovare soluzioni flessibili ed efficaci per continuare la sua missione e il suo ministero”. E’ anche “chiamata a ridefinire il suo ruolo e le sue relazioni con il Partito comunista e con la sua ideologia”, il che “non significa che la Chiesa debba essere d’accordo con la politica e con i valori del Partito, ma piuttosto che essa debba trovare soluzioni flessibili ed efficaci per continuare la sua missione e il suo ministero in Cina”. Lo scrive la Civilta’ cattolica nell’editoriale del prossimo numero, intitolato “Il cattolicesimo in Cina nel XXI secolo” e firmato dal gesuita Joseph You Guo Jiang. L’editoriale segnala inoltre che “contrariamente a un decennio fa” la Chiesa cattolica in Cina “gode, in molte regioni, di una relativa autonomia dal controllo de governo centrale e locale” e che “sebbene in Cina la liberta’ religiosa sia condizionata, la Chiesa cattolica cinese puo’ svolgere un ruolo importante nella missione e nel servizio”. L’articolo, a pochi giorni dalla ricorrenza della madonna di Sheshan – festa “nazionale” dei cattolici cinesi, nella quale 10 anni fa Benedetto XVI invio’ la sua storica Lettera ai cinesi – fa implicitamente il punto sulla strategia di papa Bergoglio verso la Cina, e altrettanto implicitamente risponde alle critiche di quei settori ecclesiali che lo accusano di eccessiva apertura e condiscendenza verso Pechino e la sua ideologia. Secondo Civilta’ Cattolica, le cui bozze vengono riviste dalla Segreteria di Stato vaticana, “la Chiesa cattolica cinese ha bisogno soprattutto di formare un buon gruppo dirigente e di preparare il clero, ma anche gli ordini religiosi e i laici devono scoprire nuove modalita’ di compiere la loro missione”. Visto poi che la Cina si sta gradualmente aprendo “sempre piu'” alle religioni, “il cattolicesimo potra’ trovare un posto stabile” nella societa’ cinese “se continuera’ ad essere espressione di una Chiesa aperta e di una Chiesa con caratteri e identita’ cinesi. La societa’ cinese e la Chiesa – rimarca la rivista romana dei gesuiti – devono capire e apprezzare i valori presenti in entrambe le tradizioni e proseguire il loro dialogo alla ricerca del bene comune”. L’editoriale, dopo un po’ di storia sul cattolicesimo in Cina e una panoramica sulle sue recenti sfide e prospettive, riflette anche sull’impatto di Internet sul cattolicesimo cinese e accenna ai campi di dialogo con la cultura locale. La convinzione espressa dal quindicinale dei gesuiti e’ che “una volta instaurato il dialogo, la Chiesa cattolica e la societa’ cinese non si scontreranno piu’; perche’ i valori culturali e tradizionali cinesi e i valori evangelici e l’insegnamento ecclesiale hanno molte cose in comune”.