Clima

I paesi arabi del Medio Oriente e del Nord Africa riceveranno fino a 1,5 miliardi di dollari l’anno nell’ambito del piano per il clima. Lo ha annunciato la Banca mondiale in un comunicato diffuso durante la conferenza Cop 22 in Marocco. “Nel corso dei prossimi quattro anni, il Piano d’azione per il clima del Mena – Medio Oriente e Nord Africa – si propone di raddoppiare la quota di finanziamento bancario dedicato, portandolo a circa 1,5 miliardi di dollari l’anno entro il 2020”, Il piano, come spiegato dalla Banca mondiale, si concentrerà su quattro priorità: sicurezza alimentare e acqua, città sostenibili, il passaggio di energia a basso tenore di carbonio e la protezione dei poveri. Nel corso della conferenza la Banca mondiale ha anche evidenziato che ogni anno i disastri naturali gettano nella povertà 26 milioni di persone nel mondo e costano all’economia globale 520 miliardi di dollari 482 miliardi di euro circa. Lo studio è stato realizzato tenendo sotto controllo 117 paesi. “I gravi eventi climatici ci fanno arretrare di decenni nei progressi sulla povertà – ha detto Jim Yong Kim, presidente della Banca mondiale – Tempeste, inondazioni e siccità severe si ripercuotono sull’umanità e sull’economia generale, ma sicuramente il prezzo più alto lo pagano i più poveri”.

In 150 Paesi hanno concordato di limitare l’uso degli idrofluorocarburi (Hfc), potentissimi gas serra utilizzati nei freezer e nei condizionatori d’aria, nella lotta al surriscaldamento del pianeta. L’accordo, raggiunto a Kigali (Rwanda) scrive la Bbc online, impegna i paesi industrializzati a ridurre l’uso degli Hfc prima dei Paesi in via di sviluppo. Parlando a Kigali, il Segretario di Stato Usa John Kerry ha detto che i gas in questione sono “disastrosi per il nostro clima”. L’accordo rappresenta il primo test della volontà globale di combattere il surriscaldamento del pianeta dallo storico Accordo di Parigi per ridurre le emissioni di carbonio raggiunto l’anno scorso. Secondo l’intesa, alla quale si e’ arrivati dopo negoziati durati tutta la notte, verrà posto un tetto alle emissioni di gas Hfc, che verranno ridotte gradualmente a partire dal 2019 dai Paesi industrializzati, inclusi gli Stati Uniti. Oltre 100 paesi in via di sviluppo, inclusa la Cina, seguiranno entro il 2024.