compensi Rai

Riguardo ai compensi in Rai, “c’è una legge, la 198 del 2016 (Interventi per l’editoria; Ndr), che stabilisce i tetti senza alcuna eccezione, senza alcuna deroga. La stessa legge per la quale il primo presidente della Corte di Cassazione ha un tetto massimo di remunerazione di 240mila euro”. Lo ha detto Renato Brunetta, presidente del gruppo parlamentare di Forza Italia, intervenendo nell’aula della Camera in seguito alla sua interpellanza sulle deroghe per il tetto ai compensi in Rai.

“Di video sulla poverta’ ne abbiamo visti tanti ma la novita’ di questo e’ che propone un’assunzione di responsabilita’ in prima persona. E’ un cambio di mentalita’ che e’ partito dal governo anche se pochi se ne ricordano”. Lo ha detto Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della commissione Vigilanza Rai, in un’intervista a Tiscali.it., parlando del video norvegese sulla solidarieta’ che ha ottenuto 122 milioni di visualizzazioni. “E’ un cambio di mentalita’ – spiega – che e’ partito dal governo anche se pochi se ne ricordano. Ora i capi di gabinetto stanno a 240 mila euro quando prima percepivano quattro volte tanto, i ministri hanno un solo stipendio. Solo una piccola casta dentro la Rai pretende l’immunita’ dal tetto degli stipendi. Per loro il principio di solidarieta’ o la giustizia perequativa sembrano non valere. Il prossimo Cda in programma mercoledi’ dovra’ discutere, appunto di questo: se applicare o meno agli artisti il tetto dei 240mila euro all’anno. Si dovra’ cioe’ decidere se sia giusto, in un panorama sociale in cui milioni di famiglie sono tormentate dalla poverta’, che una persona debba continuare a percepire anche 2 milioni di euro all’anno indipendentemente dai risultati di ascolto che otterra’. E guadagnare dunque quasi 40mila euro a settimana per un’ora di lavoro. Ora sara’ interessante andare a vedere che fara’ il nuovo Direttore Generale Orfeo: pochi lo sanno, ma lui per primo sin da un anno fa si e’ auto-applicato il tetto dei 240 mila euro, nonostante la mole di lavoro immenso che comportano 11 edizioni del Tg1. Ora applichera’ questo criterio anche a chi spesso fa un’ora di infotainement a settimana?” “Faccio una proposta: un’intramoenia dell’infotainement televisivo. Nessuno ti vieta di fare altre cose nel privato con altri cachet. Il problema e’ il vincolo dell’esclusiva? Discutiamone. Ma nel pubblico valga per tutti il principio di una retribuzione equa”, conclude.

“Sono intollerabili i comizietti di Fabio Fazio che difende i suoi compensi milionari. È giusto pagare in termini di mercato alcuni personaggi della tv, ma buttare soldi a palate per gente come lui e’ incredibile. Il suo monologo e’ l’espressione di un’arroganza senza confine. Prima di poter riparlare con modi ragionevoli di parcelle, si metta alla porta chi fa dell’avidita’ e della superbia l’unica sua logica. Le parole di Fazio penalizzano tutti coloro che avrebbero diritto a compensi di mercato e che invece vengono mortificati da chi vuole riempirsi le tasche di milioni. Fazio poi si lamenta degli insulti che riceve anche sulla rete? Non e’ certo l’unico ad essere insultato. Tanti vengono attaccati. Un motivo in piu’ perche’ faccia un’attenta auto analisi”. Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri (Fi).

“Abbiamo letto con stupore le dichiarazioni di Giancarlo Magalli, storico conduttore Rai che, alquanto indispettito, risponde picche alla richiesta di pubblicare i suoi compensi, come previsto invece dalla legge”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “Il veterano de ‘I fatti vostri’, dall’aria rassicurante, diventa tutt’altro che disponibile quando in gioco ci sono ‘i fatti suoi’. Il fustigatore dei costumi italici, nonché mancato presidente della Repubblica praticamente per un soffio dimostra di avere la coda di paglia. Non ha alcun senso dire no alla pubblicazione dei compensi perche’ se no i conduttori si attirerebbero le antipatie del pubblico. E allora i calciatori? Hanno tutti compensi stellari e non sono certo considerati antipatici, ma anzi vengono costantemente osannati dai tifosi. Anche la scusa di non voler avvantaggiare le tv concorrenti e’ alquanto risibile, perche’ i ricchi compensi di conduttori e giornalisti, finiscono sistematicamente sui giornali, con indiscrezioni che anticipano addirittura, in alcuni casi la firma dei contratti milionari. E’ proprio vero, quando si tocca il portafoglio anche un opinion leader della sinistra tv come Magalli perde la testa. Anzi probabilmente deve averla gia’ persa nella strada verso il Colle”, conclude Brunetta.

Da lunedì la Rai, per la legge di riforma, pubblicherà online tutti i compensi dei dipendenti che vanno oltre i 200mila euro annui. Saranno rese note anche le consulenze che vanno oltre gli 80mila euro annui. E’ il ‘piano per la trasparenza e la comunicazione aziendale’, iniziativa che sarà presentata in conferenza stampa lunedì dal direttore generale Antonio Campo Dall’Orto e dalla presidente Monica Maggioni. I vertici illustreranno nell’ambito del piano per la trasparenza anche appalti, bilanci, investimenti, relazioni sull’attivita’ del Cda. Intanto Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, impegnato da anni in una battaglia per la trasparenza Rai, commenta: “Un primo squarcio nel velo di omertoso silenzio che ha sempre accompagnato le vicende della tivù di Stato, pagata con il canone dei cittadini italiani”. E continua “Bene avere trasparenza sui compensi dei dirigenti e dei giornalisti Rai, ma noi pretendiamo, e lo abbiamo sempre detto, che venga fatta piena luce anche in merito agli stipendi dei conduttori, delle star, dei collaboratori che ad ogni titolo sono pagati con i soldi dei cittadini”.