Corea del Sud

Lee Jae-yong, leader de facto ed erede della famiglia fondatrice del gruppo Samsung, accusato di corruzione e altri reati, è stato condannato a cinque anni di reclusione. Lee Jae-yong è stato riconosciuto colpevole di corruzione, appropriazione indebita e altri reati, oltre che di falsa testimonianza. La Procura sudcoreana aveva chiesto una condanna a 12 anni di reclusione. Lee era imputato per corruzione dinanzi alla Corte centrale distrettuale di Seul, nell’ambito dello scandalo che ha portato all’impeachment e poi all’arresto dell’ex presidente della Repubblica Park Geun-hye. Il vice presidente della Samsung Electronics ha sempre negato di avere mai cercato favori politici. Il manager, arrestato a febbraio, avrebbe promesso o versato 43,3 miliardi di won (38,3 milioni di dollari) a Choi Soon-sil, la confidente e “sciamana” di Park, al fine di ottenere il sostegno del fondo pensione pubblico al piano di riassetto intragruppo.

La Corea del Sud afferma che un sottomarino statunitense a reazione nucleare è arrivato nel porto meridionale di Busan, ma non si prevede che parteciperà alle esercitazioni navali congiunte di Washington e Seul. Un funzionario della Marina sudcoreana ha detto oggi che lo Uss Michigan sta facendo una sosta di routine per far riposare il suo equipaggio e fare rifornimenti. Il sottomarino è arrivato lo stesso giorno in cui la Corea del Nord celebra l’anniversario della fondazione del suo esercito. Pyongyang marca spesso date significative con dimostrazioni di capacità militari e i funzionari sudcoreani ritengono il Nord possa prepararsi a un altro ciclo di test nucleari o missilistici Usa.Corea del Sud e Giappone hanno concordato sulla necessità di “massimizzare la pressione” su Pyongyang per prevenire ulteriori provocazioni, nell’ambito delle ipotesi di un nuovo test nucleare o di un lancio di missile nel giorno dell’85/mo anniversario della fondazione delle Forze armate (Kpa). Lo ha annunciato Kim Hong-kyun, inviato speciale sudcoreano sulle vicende del Nord, dopo l’incontro avuto a Tokyo con le altre due controparti. Alla Cina, in quest’ambito, viene dato molto peso e capacità di manovra. Gli Usa non escludono un raid contro la Corea del Nord se Pyongyang effettuerà un altro test nucleare: l’avvertimento arriva dall’ambasciatrice americana all’Onu, Nikki Haley, alla vigilia della festa del 25 aprile per gli 85 anni della fondazione della Korean People’s Army (Kpa), indicata come data del possibile sesto test nucleare nordcoreano. Ma ci sarà una risposta americana, ha aggiunto la Haley, anche nel caso del lancio di un missile balistico intercontinentale o di un attacco a un bersaglio americano, ad esempio una base o una nave americana. Come la portaerei che si sta avvicinando, la Uss Carl Vinson, con cui il Giappone e la Corea del Sud hanno annunciato manovre navali congiunte e che nei giorni scorsi Pyongyang ha minacciato di affondare con un colpo solo. Anche il Pentagono ha lanciato il suo monito, chiedendo alla Corea del Nord di “astenersi da azioni provocatorie e da una retorica destabilizzante”. Il regime di Pyongyang “deve fare la scelta di rispettare i suoi obblighi internazionali e di tornare a partecipare a seri negoziati”, ha spiegato il portavoce Gary Ross

Il Parlamento sudcoreano ha dato il via libera all’impeachment della presidente Park Geun-hye, in base all’esito della votazione trasmessa in diretta dalle tv di Seul. La mozione è passata grazie ai dissidenti del Saenuri, il partito di Park. La presidente sudcoreana Park Geun-Hye, sospesa dal suo incarico dopo l’approvazione della mozione sull’impeachment, si è scusata per “il caos” politico in cui versa il Paese in seguito allo scandalo di corruzione che l’ha coinvolta e ha invitato il governo a restare vigile sulla sicurezza e sull’economia del Paese. “Mi scuso con tutti i sudcoreani per il caos nazionale che ho creato con la mia poca attenzione in un momento in cui il nostro Paese affronta così tante difficoltà dall’economia alla difesa nazionale”, ha dichiarato in un discorso trasmesso in tv dopo il voto del Parlamento. Adesso la Corte costituzionale dovrà valutare la sua sospensione. L’esame potrebbe durare anche sei mesi.