Corte Europea

“Siamo cautamente ottimisti sulla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo perché la questione è stata ritenuta rilevante e seria. In ogni caso l’8 marzo 2018 sarà possibile presentare un’istanza di riabilitazione in Italia per Silvio Berlusconi. Questo estinguerebbe gli effetti della legge Severino. E’ tecnicamente possibile anche una candidatura con riserva. La decisione la prendera’ lo stesso Berlusconi”. Lo ha detto, intervistato a Radio anch’io su Rai Radio 1, l’avvocato dell’ex premier e parlamentare di Forza Italia Niccolò Ghedini.

Oggi mercoledi’ 22 novembre la Corte europea per i diritti umani ascoltera’ le ragioni del ricorso presentato da S‎ilvio Berlusconi contro il bando dalla vita pubblica che lo ha finora tenuto fuori dal Parlamento italiano e che gli impedisce di presentarsi alle prossime elezioni politiche: l’81enne leader della coalizione di centro-destra punta ad una sentenza a lui favorevole per candidarsi nuovamente alla guida dell’Italia dopo il voto della prossima primavera. Se cio’ avvenisse, si tratterebbe del completamento di un clamoroso ritorno del magnate dei media al centro della vita politica italiana; tuttavia, secondo il quotidiano britannico “The Guardian”, e’ improbabile che la Corte europea decida in tempo prima dell’apertura delle urne.

“Rimborso totale per gli azionisti di Veneto Banca e Banca popolare di Vicenza. Questo e’ cio’ che vogliamo ottenere attraverso l’importante iniziativa che abbiamo organizzato. Stiamo ricorrendo alla Corte Europea per tutelare i risparmiatori danneggiati dal dissesto di queste banche, ed evidenziare le omissioni dello Stato italiano in loro difesa”. E’ quanto si legge in un post sul blog o di Beppe Grillo a firma dell’europarlamentare David Borrelli e del M5S Veneto. “Riteniamo infatti che chi doveva controllare – come Bankitalia e Consob – non ha controllato e chi doveva tutelare il risparmio, cioe’ lo Stato, non lo ha fatto. Il sistema e’ marcio dalla testa ai piedi. Soprattutto la politica, ovviamente, che fa continue promesse senza muovere realmente un dito ed illudendo 219mila famiglie”, si legge nel post che attacca: “e’ stato dimostrato in modo palese, da quanto accaduto ai risparmiatori, l’assoluto disinteresse dello Stato con riferimento agli articoli 47 e 28 della Carta Costituzionale”.