crisi

“La logica del declino si puo’ e si deve rovesciare”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan intervenendo al convegno organizzato a Chieti su ‘Silvio Spaventa: l’Abruzzo che pensa Italia’. In riferimento all’opera di Spaventa che nel 1876 ha elaborato il progetto di legge per la nazionalizzazione della rete ferroviaria, Padoan ha sottolineato che “la visione va tradotta in misure concrete”. E ha fatto due esempi dell’attivita’ dell’attuale governo. “L’introduzione del reddito di inclusione per la lotta alla poverta’ che e’ un fatto tecnicamente storico e l’approccio del benessere economico-sociale, il Bes”. Il ministro dell’Economia ha sottolineato che non bastano solo le buone idee ma queste vanno tradotte “in cose concrete altrimenti a cosa serve la politica?”.

“La crisi e’ alle spalle ma non per tutto il Paese”. Lo ha affermato il ministro della Giustizia Andrea Orlando, a margine del seminario Ambrosetti di Cernobbio. “Ci sono persone che non vedono ancora ricadute positive – spiega – il compito della politica e’ di redistribuire i dividendi positivi di questa fase”.

“Non abbiamo superato la crisi, lo sarebbe se avessimo recuperato tutto cio’ che si e’ perso in posti di lavoro e Pil”. Lo ha detto Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, parlando al Meeting di Rimini in un incontro con manager di imprese private. “Non dobbiamo abbassare la guardia”, ha aggiunto, “la ripresa riguarda solo un gruppo di aziende o un gruppo di territori. E allora bisogna investire, sul lavoro e sulla produzione. Governare l’innovazione e’ fondamentale, perche’ bisogna fare attenzione a presentare la tecnologia come un processo che porta solo benefici e non controindicazioni. Come e’ successo con la globalizzazione”. Calenda ha poi ha parlato di politica industriale: “Con industria 4.0 lo Stato premia gli imprenditori che investono nel loro settore di appartenenza. Nel nostro progetto ritorna al centro l’impresa: lo sviluppo lo costruiscono le imprese private. A settembre monitoreremo i primi risultati e siamo disponibili a rafforzare il nostro intervento, specie sulla formazione in azienda”. “Ci sara’ un forte credito d’imposta sulla formazione in azienda all’interno della prossima legge di bilancio”, ha poi annunciato il ministro. Sui rapporti con gli investitori cinesi in Italia Calenda ha poi detto che “bisogna essere forti nel dire dei no, come abbiamo fatto con Francia e Germania nei confronti della Cina alla minaccia di acquisizioni di brevetti in Italia da portare in altri Paesi”.

A spingere il carrello della spesa e’ l’aumento del 9,7% dei prezzi al dettaglio della frutta e del 7,7% dei vegetali freschi rispetto allo stesso mese dello scorso anno ma nelle campagne e’ crisi per l’effetto congiunto di speculazioni e condizioni climatiche avverse con quotazioni che in molti casi non coprono i costi di produzione delle aziende. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti a commentare i dati Istat sull’inflazione che scende a maggio ad un valore tendenziale dell’1,4%. Proprio nel momento in cui si assiste ad un aumento dei consumi, importante per fronteggiare il grande caldo, pratiche commerciali sleali lungo la filiera stanno provocando situazioni di crisi diffuse per i coltivatori di frutta estiva – sottolinea la Coldiretti – che chiede interventi per prevenire e perseguire tali pratiche, in una situazione in cui nelle campagne le anomalie climatiche della prima parte del 2017 hanno gia’ provocato danni stimati in oltre un miliardo di euro. Nel campi coltivati lungo tutta la Penisola con il grande caldo gli agricoltori – continua la Coldiretti – devono ricorrere all’irrigazione di soccorso per salvare le produzioni, dagli ortaggi alla frutta, dai cereali al pomodoro, ma anche i vigneti e il fieno per l’alimentazione degli animali per la produzione di latte per i grandi formaggi tipici dal grana padano al parmigiano reggiano fino alla mozzarella di bufala. Se l’Emilia Romagna ha richiesto addirittura al Governo lo stato di emergenza la situazione e’ preoccupante dal Veneto al Piemonte, dalla Lombardia alla Liguria, dalla Toscana al Lazio, dall’Umbria alla Calabria, dalla Campania alla Puglia, dalla Basilicata fino in Sicilia e Sardegna. Sono gli effetti – conclude la Coldiretti – di un primo semestre del 2017 in cui le precipitazioni in Italia sono praticamente dimezzate provocando una situazione di grave siccita’ dopo che l’inizio dell’anno e’ stato segnato dal rincorrersi di nubifragi, grandine, siccita’ e gelate fuori stagione.

Per la maggioranza degli spagnoli il peggio della crisi economica che si e’ abbattuta negli ultimi anni sul paese e’ passato. Secondo il sondaggio Gad3 pubblicato oggi da Abc una maggioranza assoluta della popolazione, il 52,5%, ritiene ora chiuso il periodo piu’ difficile della crisi. Il sondaggio sottolinea pero’ come la piaga della corruzione continui a preoccupare molto gli spagnoli (il 62,5%), piu’ che il terrorismo islamico (50,3%) e l’instabilita’ politica (21,5%).

Serve un tavolo permanente di confronto interministeriale (Lavoro, Sviluppo economico e Ambiente) che si occupi di difesa del lavoro, rilancio dell’occupazione e gestione di eventuali esuberi per rilanciare il settore del cemento. Lo chiedono i sindacati dell’edilizia, in occasione di un convegno unitario al centro Frenanti, cui partecipa anche il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. I confederali segnalano che il settore vive una “crisi complessa” per cui “occorre un nuovo governo del settore che riconosca la strategicita’ del sistema produttivo cementiero nazionale e preveda strumenti straordinari per affrontare la crisi”. A nome delle tre sigle di categoria il segretario nazionale della Fillea, Gianni Fiorucci, lancia l’allarme: “Abbiamo il timore che senza un sostegno al settore nei prossimi mesi potrebbe essere non piu’ possibile mantenere un clima sociale gestibile”. Fillea, Feneal e Filca chiedono un “rilancio delle costruzioni come leva di sviluppo dell’economia e una politica industriale che spinga le imprese ad investire in ricerca e innovazione”. (Immagine: foto Ansa)

“L’Europa sta vivendo una crisi profonda. Molte persone non riescono più a identificarsi con le idee dei politici. Un’economia ferma da anni, la disoccupazione, una povertà diffusa, un flusso incessante di profughi, il terrorismo e la crescente islamofobia fanno sì che si stiano diffondendo un certo senso di impotenza e di disorientamento. Ho la sensazione che gli europei non abbiano prospettive per il futuro. L’Europa potrà sopravvivere solo se si tornerà a promuovere la cellula più piccola della società, ovvero la famiglia”. Lo ha detto il colonnello Christoph Graf, comandante della Guardia Svizzera Pontificia, intervenendo nel Cortile di San Damaso del Palazzo Apostolico alla cerimonia di giuramento delle nuove reclute del Corpo. La politica e l’economia “devono creare i presupposti perché le famiglie abbiano un reddito sicuro e possano far crescere i propri figli senza preoccupazioni. In fondo i nostri figli sono il futuro della società. Una causa di questa crisi non va forse ricercata anche nella crescente scomparsa della fede, nella crescente mancanza di Dio? Non è che per caso Dio viene volutamente spinto ai margini da determinati ambienti? Svegliatevi, cari cristiani! Il mondo attuale ha di nuovo bisogno di esempi, specialmente nella nostra Europa”. “Il mondo attuale -ha continuato Graf- ha di nuovo bisogno di persone semplici, umili, che vivano e testimonino la fede. Persone che svolgano ogni giorno con amore i loro doveri, che preghino e facciano penitenza. La Vergine Maria non solo chiede che si reciti il rosario, ma esorta anche noi cristiani a digiunare. Vi sorprenderete di quello che potrete ottenere con ciò”. Quattro delle quaranta reclute hanno giurato in lingua italiana. Quest’anno hanno preso parte alla cerimonia le prime guardie che hanno seguito il nuovo modello di scuola reclute, con formazione di un mese in Svizzera, da parte del centro di formazione di polizia del canton Ticino.

“Un accorato appello al Governo e a tutte le componenti della societa’ venezuelana” e’ stato pronunciato dal Papa in piazza San Pietro, “affinche’ venga evitata ogni ulteriore forma di violenza, siano rispettati i diritti umani e si cerchino soluzioni negoziate alla grave crisi umanitaria, sociale, politica ed economica che sta stremando la popolazione”.

“Il corto circuito tra giustizia e politica sta paralizzando l’Italia e rischia di impantanare l’attivita’ di governo. Il paese vive un’emergenza economica e i dati Istat ci hanno detto che la strada per uscirne e’ ancora lunga, la politica si dovrebbe concentrare nel dare risposte agli italiani e non solo su faccende giudiziarie che sono lontane anni luce dai bisogni dei cittadini”. Lo dichiara Gianfranco Librandi (Civici e Innovatori)

“La scissione indebolisce oggettivamente il governo. Non tanto per i voti di fiducia: penso che gli scissionisti la voteranno. Pero’ accentueranno le prese di distanza su provvedimenti ed emendamenti per marcare la propria identita’. E crescera’ di conseguenza la possibilita’ di incidenti parlamentari”. Cosi’ il presidente dei senatori Pd, Luigi Zanda, in un’intervista al Messaggero. “Vedo il pericolo dell’incidente parlamentare. Non basta auto-proclamarsi forza di governo. Bisogna esserlo nella realta’”, afferma Zanda, secondo cui “dipende moltissimo dalle forze parlamentari. Abbiamo davanti un programma ancora ambizioso e la coesione sara’ essenziale. Questa legislatura puo’ essere la piu’ importante, dal Dopoguerra ad oggi, in materia di normativa a carattere sociale”. Sulle colpe della scissione, “per come concepisco la politica, la responsabilita’ e’ sempre di chi se ne va via. Soprattutto se lo fa in modo organizzato: un conto e’ uscire da un partito, un altro e’ uscirne e formare subito un altro soggetto politico, affollando un’area dove gia’ sono presenti quattro partiti di sinistra come giustamente ha osservato Veltroni”, dichiara Zanda. Quanto alla possibilita’ di alleanze, “e’ difficile immaginare che si possa uscire da un partito per poi cercare di allearsi con esso”.