crolli

Un crollo ogni tre giorni di scuola, mai cosi’ tanti dal 2013. Ben settanta tra settembre 2018 e luglio 2019, di cui 29 in regioni del Nord (Piemonte 6, Lombardia 16, Emilia Romagna 4, Veneto 2, Trentino Alto Adige 1), 17 nel Centro (Toscana 5, Lazio 10, Umbria 1, Marche 1), 24 nelle regioni del Sud e nelle Isole (Campania 8, Puglia 6, Calabria 2, Sicilia 7, Sardegna 1). Tali episodi hanno provocato il ferimento di 17 persone, tra studenti e adulti. Sono dati che emergono dall’Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola, giunto alla sua diciassettesima edizione e presentato oggi a Roma da Cittadinanzattiva, alla presenza del ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti. Dal 2013 i crolli in totale, sono 276 episodi. Emblematico il caso della Girolami, I.C. Margherita Hack di Roma, quartiere Monteverde. L’edificio scolastico e’ stato dichiarato inagibile a seguito del crollo del controsoffitto, ad aprile scorso, in una classe dell’infanzia comunale. Gli alunni, circa 700, sono stati ricollocati in diverse strutture, addirittura in un altro Municipio, con pesanti ripercussioni sulle famiglie. Nonostante gli sforzi dell’amministrazione municipale, che hanno consentito una riapertura parziale della scuola, ad oggi non e’ prevista una data di inizio lavori per la parte restante dell’edificio, quella interessata da interventi di tipo strutturale.

“L’abusivismo e’ un gravissimo reato. Per questo va punito come delitto, non come una semplice contravvenzione”. A sostenerlo è in una intervista a Repubblica Antonello Ardituro, ex pm a Napoli e attualmente componente del Csm. Per il magistrato, che interviene sulla stampa dopo i crolli di Ischia, “un problema cosi’ grave e atavico non si puo’ risolvere esclusivamente con le sanzioni penali personali”. Osserva l’ex pm: “Pero’ e’ evidente come oggi la legislazione statale su questa materia sia del tutto insufficiente” e ciò deriva dal fatto che “quasi tutti i reati edilizi sono solo contravvenzioni, con la conseguenza che la stragrande maggioranze dei processi finisce prescritta”.
Riguardo ai vecchi abusi, secondo Ardituro bisognerebbe “togliere ai Comuni la competenza sugli abbattimenti” e per affidarla alle Prefetture, che “tra l’altro sarebbero in grado di gestire la fase degli sgomberi”.

“La mancanza di serie politiche di prevenzione evidenzia, dopo grandi catastrofi, come il terremoto che ha colpito l’Italia centrale un anno fa e, purtroppo, il recentissimo sisma di Ischia, come i problemi che devono essere affrontati non siano tanto connessi alla gestione dell’emergenza, cui si deve l’impegno e la gestione del Dipartimento Protezione Civile, quanto piuttosto alla mancanza della cultura della prevenzione, ossia della conoscenza, del contrasto e della riduzione del rischio”. Così il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Per gli architetti “se è significativo, e certamente apprezzabile, il recente ‘Sisma bonus” promosso dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per gli interventi edilizi antisismici, grande però è la responsabilità della politica per la mancanza di provvedimenti che contrastino con decisione abusivismo e cattiva qualità del costruito”. “Fenomeno, questo, assolutamente rilevante, considerato che dal 2006 al 2015 – secondo i dati del Cresme – in media più del 16% delle nuove abitazioni costruite in Italia è abusiva, con un picco di quasi il 21% nel 2015 (circa 18.000 su 110.000)”.