diritti civili

Non possono di certo passare inosservate le parole intelligenti e disarmanti di Massimo D’Alema che, se non suonano come una resa, di certo rappresentano l’ammissione del fallimento di un’area politico-culturale, dello smarrimento della sua linea e della sua mission. Si, perché é stato proprio l’arrogante e intelligente lider Maximo D’Alema a dire che “Papa Francesco al momento è il miglior leader della sinistra anche perché la sinistra fatica”. E non é un caso che lo abbia detto nel corso della presentazione del libro ‘Cattolici senza partito?’ di Giorgio Merlo. D’Alema, oggi dirigente di Liberi e Uguali, parla del uovo progetto messo in piedi assieme al presidente del Senato Pietro Grasso ‘non vogliamo essere un club esclusivo di ex comunisti, ma un progetto aperto che deve accogliere anche i principi cattolici”. Nel vuoto e nelle divisioni della sinistra, Papa Francesco, con la sua difesa degli ultimi, con la sua critica al turbocapitalismo che crea disuguaglianze, con la sua lotta per il riconoscimento dei diritti sociali e civili, viene a colmare un vuoto politico lasciato dalla sinistra storica ma anche da quella più moderna e secolare. D’Alema ammette la sconfitta e lancia un appello a quel mondo cattolico sensibile ad alcuni temi. Un leader della sinistra di certo non inconsapevole, Bergoglio, che continua a svolgere un ruolo importante nella denuncia dei mali sistemici di oggi. Non si può non sottolineare il coraggio e l’onestà di D’Alema che ha molti difetti ma che sa chiamare le cose con il loro nome e assumersi la responsabilità di ciò che dice, di ciò che ha fatto e, soprattutto, di ciò che non ha fatto.

E’ morto Stefano Rodotà. Il giurista, politico, accademico, Garante della Privacy aveva 84 anni. Era nato a Cosenza il 30 maggio 1933. Dal 1997 al 2005 è stato il primo Presidente del Garante per la protezione dei dati personali. Nel 2013 Rodotà è stato candidato, non eletto, per l’elezione del Presidente della Repubblica: è stato votato dal Movimento 5 Stelle, Sinistra Ecologia Libertà, alcuni parlamentari del Pd. Ha insegnato in molte università europee, negli Stati Uniti, in America Latina, Canada, Australia e India. I suoi contributi maggiori sono soprattutto nel campo del diritto costituzionale, con riferimento al rapporto tra i diritti costituzionali fondamentali e quelli relativi alle tecnologie dell’informazione. La camera ardente sarà aperta sabato alle 16 nella sala Aldo Moro di Montecitorio. E resterà aperta anche domenica dalle 10 alle 19. Cosi il presidente Boldrini: Straordinario giurista, ha allargato area delle libertà. “I diritti come bussola della politica. Stefano Rodotà è stato uno straordinario giurista che ha saputo allargare l’area delle libertà vecchie e nuove”. Lo scrive su Facebook la presidente della Camera, Laura Boldrini. “Negli anni Settanta, nell’Italia che ancora doveva fare conquiste di laicità. Negli anni Novanta, quando si cominciava a scoprire il significato del diritto alla riservatezza. E oggi, nell’età digitale, quando Stefano Rodotà ci ha aiutato a capire che in rete l’assenza delle regole non vuol dire libertà, ma predominio del più forte” scrive.

Dal discorso che ha segnato l’affermazione del diritto di uguaglianza fra bianchi e neri in America, l’ “I have a dream” di Martin Luther King a Washington nel 1963, a quello del presidente Lyndon Johnson per l’approvazione al Congresso del Civil Rights Act nel 1965, che dichiarò illegali le disparità di registrazione delle elezioni e la segregazione razziale nelle strutture pubbliche. Così la lunga marcia per i diritti civili raccontata da Aldo Cazzullo in “Grandi Discorsi della Storia”, in onda martedì 18 aprile alle 22.40 su Rai Storia. Il percorso comprende anche le parole pronunciate da Angela Merkel nell’estate del 2015 per l’accoglienza dei profughi in Germania e in Europa, e quelle del re norvegese Aroldo V sui diritti degli omosessuali e degli immigrati, fino al discorso di insediamento alla presidenza del Sudafrica di Nelson Mandela, l’uomo che trascorse 27 anni in carcere per avere combattuto il regime dell’Apartheid. Oltre all’analisi retorica e linguistica di Flavia Trupia e la consulenza storica di Agostino Giovagnoli, il programma propone i contributi dello storico della radio e della tv Giorgio Simonelli e dei giornalisti Ritanna Armeni, Veronica De Romanis, Furio Colombo e Sergio Romano.

Il presidente della Camera, Laura Boldrini, ha incontrato a Montecitorio il segretario generale dell’Onu BAN Ki-moon. Al centro del colloquio l’intesa sul cambiamento climatico e le ripercussioni del fenomeno migratorio. La Presidente della Camera ha mostrato al segretario generale dell’Onu la Sala della Lupa e anche la Sala delle Donne che illustra il contributo delle donne in politica dalla Costituente ad oggi. Tra gli argomenti che saranno oggetto di discussione quello sui diritti civili nel mondo e l’impegno dell’Onu sui vari fronti. Il presidente Boldrini ha sempre mostrato grande interesse su queste tematiche che costituiscono il background della sua formazione politica