elezioni Francia

Il commissario Ue Pierre Moscovici si rallegra per l’elezione di Emmanuel Macron alla guida del suo paese e, dal podio della sala stampa della Commissione gli da’ ufficialmente il “benvenuto”. Parlando della situazione francese durante la presentazione delle previsioni economiche di primavera, Moscovici ha previsto “un’accelerazione progressiva della crescita nel 2017 e un’accelerazione della creazione di posti di lavoro”, definendo il risultato elettorale “una buona notizia per la Francia. La Francia ha saputo evitare la minaccia di un populismo xenofobo anti-europeo e violento – ha detto – e che la Francia abbia scelto di battere l’estrema destra con i due terzi dell’elettorato è un buon segnale”. Secondo il rappresentante francese nell’esecutivo comunitario, si tratta di “un buon segnale anche per l’Europa, perché il nuovo presidente delal Repubblica, che conosco molto bene, è un pro-europeo impegnato che avrá a cuore di realizzare dei progressi, in particolare nella governance e sulla politica economica della zona euro”. Moscovici attende ora “con impazienza di poter lavorare con il successore di Michel Sapin”, il ministro francese uscente delle Finanze.

La vittoria di Emmanuel Macron alle presidenziali francesi è stata salutata con grande speranza da Gentiloni, Alfano e Renzi, tra i primi a commentare il voto francese sui social network. Salvini e Meloni hanno ringraziato Marine Le Pen. “Evviva Macron presidente. Una speranza si aggira per l’Europa”, ha scritto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni su Twitter. “Emmnuael Macron ha vinto. Brinda la Francia e chi crede nell’Europa, nel libero mercato, nella solidarietà. Lo aspettiamo a Taormina al #G7”, questo il commento del ministro degli esteri Angelino Alfano. “La vittoria di Macron scrive una straordinaria pagina di speranza per la Francia e per l’Europa”, ha scritto su Twitter il del segretario del Pd Matteo Renzi. “Grazie Marine Le Pen, chi lotta non perde mai”, così su Facebook il segretario della Lega, Matteo Salvini. Per Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, “ha vinto la paura” ma “il 36% di Marine Le Pen resta un dato straordinario, e sarà la base sulla quale nascerà il nuovo movimento sovranista francese”.

“Il doppio turno delle elezioni francesi e’ tra due idee diverse e opposte di Europa. Una e’ quella della Le Pen che vuole uno stato-nazione al di fuori di tutto e una e’ quella di Macron che porta avanti esattamente l’idea opposta, quella di una maggiore integrazione europea. Domani sera si chiarira’ in quale direzione vorra’ andare la Francia”. Lo dice Enrico Letta a Tgcom 24.

“L’atto sarà difficile, ma la scelta ovvia”. Benoît Hamon, ex candidato del partito socialista alle presidenziali francesi ha ribadito che voterà per Emmanuel Macron al ballottaggio e ha chiesto ai soui elettori di fare altrettanto, nonostante la campagna “pericolosamente maldestra” e “arrogante” del candidato di En marche! “Voterò contro l’estrema destra per mezzo di una scheda elettorale con il nome di Emmanuel Macron. L’atto sarà difficile, ma la scelta ovvia (…) il risultato di domenica sarà un sostegno alla Repubblica e non alla sua politica. E neppure alla sua campagna, allo stesso tempo pericolosamente maldestra e arrogante, esse stessa improntata al un populismo che aggrava un’indifferenziazione tossica per il dibattito pubblico” ha scritto il candidato del Ps in un editoriale su Le Monde. “Questo atto non vale il sostegno al suo progetto, al quale mi opporrò senza ambiguità” ha precisato. Dicendo di comprendere “il dubbio sincero” e la “legittima rabbia “degli elettori di sinsitard avanti al duello Macron – Le Pen, l’ex candidato del Ps, che ha ottenuto al primo turno il 6,35% dei voti, ha lanciato un appello “alla ragione”. “Essere di sinistra vuol dire in qualunque momento e in qualunque circostanza scegliere la ragione e la Repubblica”.

Emmanuel Macron sale nei sondaggi, a sei giorni dal ballottaggio per l’Eliseo. Il candidato di En Marche avrebbe il 61% delle preferenze, contro il 39% di Marine Le Pen del Front National. Questo l’esito dell’ultimo sondaggio condotto da Opinion Way per Les Echo e Radio Classique in vista del ballottaggio. Macron otterrebbe l’1% in più rispetto al sondaggio condotto venerdì scorso, mentre Le Pen l’1% in meno.

Emmanuel Macron e Marine Le Pen andranno al ballottaggio, tra due settimane, per la scelta del nuovo presidente francese. Nella corsa all’Eliseo il candidato centrosinistra liberal ha ottenuto il 23,75%, la leader del Front National il 21,53%. A seguire Francois Fillon, candidato dei Républicains al 19,91% e Jean-Luc Melenchon, della sinistra estrema, al 19,64. I dati definitivi del primo turno delle presidenziali francesi sono stati resi noti dal ministero dell’Interno.
Per la prima volta in Francia nella storia della Repubblica, nessuno dei due candidati dei grandi partiti di centrosinistra – i socialisti – e di centrodestra – i Républicains – va al ballottaggio per l’Eliseo. “E’ un risultato storico, un atto di fierezza di un popolo che solleva la testa, che confida nel futuro”, ha dichiarato Marine Le Pen. “Si volta oggi chiaramente pagina nella vita politica francese”, ha detto Emmanuel Macron, candidato di ‘En Marche!’. Francois Fillon, riconoscendo la sconfitta, ha invitato gli elettori a votare per Macron, dichiarando che “L’estremismo” di Le Pen “porta solo disgrazie e divisioni”.

Con la vittoria, al primo round, di Emmanuel Macron su Marine Le Pen, le elezioni presidenziali francesi riportano il Centro alla ribalta. E’ la vittoria del buon senso sul populismo – che comunque e’ in auge -, la vittoria della responsabilita’ e della costruzione sul disfattismo e sul disimpegno. Macron apre un’epoca e restituisce speranza alla speranza e alle ragioni della buona politica, ad una Europa diversa e alla razionalita’ del fare.

François Fillon attacca Emmanuel Macron, che accusa di essere l’erede di Hollande e di essere di fatto rinchiuso all’interno del Partito socialista e del governo uscente. E gli dà un soprannome, “Emmanuel Hollande”, “O François Macron se preferite”. Intervenendo questa mattina su Rtl, l’ex premier ha rinfacciato a Macron di portare avanti la politica di Hollande. Non pago di queste accuse, Fillon ha rinfacciato a Macron di ricorrere ai più vecchi trucchi della politica. “Sapete da dove viene lo slogan ‘En Marche’ di Emmanuel Macron? Era lo slogan di Jean Lecanuet, candidato alle presidenziali negli anni ’60”. In pratica, aggiunge, alludendo al suo avversario nella corsa per l’Eliseo, “il metodo che consiste nel voler compiacere tutti gli elettori, dire una parolina agli uni e una parolina agli altri…è il modo più vecchio di fare politica”.

Contro la crisi dell’Europa, l’economista francese Thomas Piketty ha deciso di entrare nella squadra del candidato socialista alle presidenziali Benoît e ha proposto la creazione di un’assemblea dell’Eurozona, per dare ai paesi che ne fanno parte un “meccanismo decisionale democratico”. Piketty, cui è stato confidato l’incarico delle questioni europee nella squadra della campagna elettorale di Hamon, ha criticato l’inerzia del Consiglio dei ministri delle Finanze della zona euro, come nel caso della crisi del debito greco e sull’idea di un’imposta comune sulle multinazionali. Propone quindi di creare una nuova istanza composta da “circa 100 o 150 membri” rappresentanti di ogni paese “in modo proporzionale alla loro popolazione e rappresentativo dei gruppi politici”. Le decisioni quindi sono sarebbero piu prese a porte chiuse – ha spiegato l’economista ospite su France INter – ma con un processo parlamentare che non necessita l’unanimità, ma almeno l’accordo dei quattro paesi che rapprensentano il 77% della popolazione europea, la Germania, la Francia, l’Italia e la Spagna. L’economista, molto critico nei confronti della politica economica del presidente socialista in carica Francois Hollande, aveva rifiutato nel 2015 l’onoreficenza della Legione d’Onore.

Il presidente francese Francois Hollande rinuncia a presentarsi per un secondo mandato alle presidenziali previste nella prossima primavera. Lo ha annunciato lo stesso presidente ieri in un discorso in diretta dall’Eliseo. “Ho pensato all’interesse della Francia”, ha detto Hollande, “Un paese che da quattro anni e mezzo ho servito con onesta’”. E ha aggiunto”: Oggi sono cosciente dei rischi che correremmo con una decisione, la mia che non convincerebbe abbastanza”. La sua rinuncia apre la strada alla candidatura del primo ministro Manuel Valls, pronto a scendere in campo per i socialisti. Valls domenica scorsa – in un’intervista – aveva dichiarato di volersi candidare a prescindere dalla decisione del suo presidente. Adesso il campo è libero.