Fillon

François Fillon attacca Emmanuel Macron, che accusa di essere l’erede di Hollande e di essere di fatto rinchiuso all’interno del Partito socialista e del governo uscente. E gli dà un soprannome, “Emmanuel Hollande”, “O François Macron se preferite”. Intervenendo questa mattina su Rtl, l’ex premier ha rinfacciato a Macron di portare avanti la politica di Hollande. Non pago di queste accuse, Fillon ha rinfacciato a Macron di ricorrere ai più vecchi trucchi della politica. “Sapete da dove viene lo slogan ‘En Marche’ di Emmanuel Macron? Era lo slogan di Jean Lecanuet, candidato alle presidenziali negli anni ’60”. In pratica, aggiunge, alludendo al suo avversario nella corsa per l’Eliseo, “il metodo che consiste nel voler compiacere tutti gli elettori, dire una parolina agli uni e una parolina agli altri…è il modo più vecchio di fare politica”.

Francois e Penelope Fillon hanno entrambi ricevuto una convocazione dei giudici rispettivamente per il 15 e 18 marzo: e’ quanto scrive Le Figaro. Questa mattina, il candidato della Destra travolto dal PenelopeGate ha parlato con i big del suo partito, incluso Alain Juppe’ e Nicolas Sarkozy. “E’ il grande ritorno del piano B”, commenta un dirigente dei Re’publicains, citato dal Figaro.

“Lavorando con mia moglie e i miei figli ho privilegiato una collaborazione di fiducia che genera sfiducia: è stato un errore, me ne rammarico profondamente e chiedo scusa ai francesi. Ho agito secondo una consuetudine, che è legale ma che i cittadini non vogliono più”. Lo ha dichiarato il candidato della destra alle presidenziali francesi, François Fillon, in conferenza stampa nella sede del suo partito a Parigi. Ha aggiunto: “Il primo coraggio in politica è riconoscere i propri errori. Collaborare con la propria famiglia è una pratica ormai rifiutata dai francesi, ciò che era accettabile ieri non lo è più oggi”. Ancora, ha sottolineato che “tutto ciò è stato legale”, ma “sul piano morale questa questione etica è talmente essenziale che mi mette di fronte alla mia coscienza e ai francesi, solo a loro, non ai media a cui non spetta giudicare”.