firme false

La deputata Claudia Mannino si e’ autosospesa dal gruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera ed ha formalizzato il passaggio al gruppo Misto, cosi’ come avevano gia’ fatto stamane i colleghi Riccardo Nuti e Giulia Di Vita. Lo ha reso noto, con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook, la stessa parlamentare, coinvolta insieme ai due deputati nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte firme false presentate dal M5s alle elezioni amministrative tenute nel 2012 a Palermo. “Mi rivolgo ai miei colleghi del Gruppo Parlamentare ed in particolare al mio Capogruppo – scrive Claudia Mannino -. Ho riflettuto a lungo ed ho deciso, in linea con i miei colleghi Nuti e Di Vita, di dare seguito alla sospensione dal gruppo parlamentare e quindi passare al Gruppo Misto sino allo scadere del provvedimento di sospensione stabilito dai Probiviri fissato il 28 maggio. E’ una scelta dolorosa ma necessaria. Mi piace pensare che il mio Gruppo in un momento tanto delicato dell’agenda parlamentare non debba che concentrarsi sul lavoro politico. Confidando ampiamente nell’operato della magistratura, resto in fiduciosa attesa delle determinazioni della stessa. A tutti i miei colleghi auguro buon lavoro”.

“Siamo e restiamo garantisti fino all’ultimo grado di giudizio ma e’ francamente uno schiaffo all’etica politica che Claudia Mannino (nella foto), indagata dalla procura di Palermo nell’inchiesta sulle firme false, continui a ricoprire il ruolo di segretario di Presidenza della Camera”. Lo dice Alessia Morani del Pd. “Come fa una che e’ accusata di aver falsificato le liste elettorali e che si e’ rifiutata per giunta di sottoporsi alla perizia calligrafica, oltretutto avvalendosi della facolta’ di non rispondere davanti al magistrato, a continuare a occupare un posto che per sua stessa natura prevede la vigilanza sulle regolarita’ delle operazioni di voto in Aula?”, sostiene Morani. “Mannino faccia la cosa giusta e molli il malloppo, oltretutto la sospensione dell’onorevole siciliana dal Movimento e’ la solita presa in giro: perche’ resta al suo posto se non per continuare ad avvalersi dei moltissimi privilegi che sono dovuti a un segretario di Presidenza? E in nome di quale forza politica, visto che la sua appartenenza al M5S e’ congelata, continua a ricoprire quel ruolo? Pur di tenersi ben strette le poltrone e gli stipendi, la possibilita’ di mettersi in missione senza perdere la diaria e di avere un corposo staff, i grillini farebbero qualunque cosa.. .Sono la vera casta”, conclude Morani.

“Sono sempre il Riccardo Nuti che a Palermo ha lottato contro un intero sistema di potere, di mafia bianca e nera. Proprio quell’impegno, senza gloria e arricchimento, mi ha consentito di rappresentare una comunita’ e una speranza alla Camera dei Deputati. Da parlamentare ho proseguito la battaglia: senza risparmiarmi, esponendomi e facendomi nuovi nemici. Stessa battaglia che ho tentato di portare avanti per le prossime comunali”. Lo dice Riccardo Nuti del M5s su facebook. Il deputato M5s aggiunge: “Oggi questa storia delle firme e’ come un contrappeso. La mia difesa nel procedimento penale, mio diritto e dovere, provera’ che sono estraneo ai fatti. Per il momento accetto in silenzio (presto se ne capira’ il motivo) e con fatica quotidiana la gogna e gli insulti compiaciuti che mi piovono da settimane, convinto che le indagini della magistratura confermino la mia coerenza, il mio rigore morale e la mia affidabilita’ di uomo e politico. Allora saro’ lo stesso Riccardo Nuti di sempre, quello che non abbassa mai la testa”.

Sale a tredici al momento il numero degli indagati nell’inchiesta della Procura sul caso delle presunte firme false nella lista del M5S alle amministrative di Palermo del 2012. Per l’accusa sarebbero centinaia le sottoscrizioni ricopiate dalle liste per un errore che per i grillini avrebbe rischiato di compromettere la presentazione delle candidature alle comunali. Oltre ai nomi resi noti nei giorni scorsi, risultano iscritti nel registro degli indagati Pietro Salvino, marito della deputata nazionale Claudia Mannino, la parlamentare Giulia Di Vita e Riccardo Ricciardi, marito della deputata nazionale Loredana Lupo, sentito come persona informata sui fatti. Ricciardi avrebbe materialmente portato in tribunale le firme raccolte. Oggi è iniziato il secondo giorno di interrogatori in Procura a Palermo. Sabato erano stati sentiti alcuni attivisti del Movimento 5 Stelle.