fiscal compact

“Un po’ paraculo. Non si offenda Renzi se lo definisco cosi’ per le sue ultime posizioni sul Fiscal Compact, perche” si sentono offesi milioni di italiani dopo anni di macelleria economica e sociale”. Lo scrive su Facebook Nicola Fratoianni segretario nazionale di Sinistra Italiana commentando le parole di Renzi. “Certo – prosegue il segretario di SI – fa un po’ ridere, visto che il 22 febbraio scorso il Pd all’Europarlamento ha votato a favore del Fiscal Compact nei Trattati europei; e fa ancora piu’ ridere che la scorsa settimana lo stesso Pd si sia espresso contro la mozione di Sinistra Italiana alla Camera dei Deputati, che chiedeva il veto sul Fiscal Compact. Insomma, alla vigilia delle primarie e mentre si avvicinano le elezioni Renzi si scopre contro l’austerity. Se la politica invece si abituasse a chiedere scusa – conclude Fratoianni – questo sarebbe il caso giusto per iniziare a riparare ai danni che Renzi e i suoi amici in giro per l’Europa hanno fatto sulla pelle delle persone”.

Matteo Renzi continua la sua battaglia con la Ue nelle politiche economiche e prova a lanciare la cancellazione del Fiscal compact nel 2017, anno di scadenza. “Nel 2012 fu votato da Monti, Berlusconi e Bersani”, ha detto ieri ospite di ‘InMezz’ora’ su Rai3. “Arriva alla prova dei fatti, e c’è da decidere se inserirlo nei Trattati” o se abbandonarlo, evitando che l’accordo sulla riduzione di deficit e debito sia inserito nei Trattati europei. Il presidente del Consiglio si è rivolto anche all’opposizione: “La nostra proposta di rimettere in discussione il bilancio Ue e la politica economica, sia portata avanti anche dagli altri partiti e dalle opposizioni”. Ha spiegato il premier: “Io voglio difendere l’Italia, nella battaglia storica perchè il bilancio europeo tenga insieme diritti e doveri. Vogliamo cambiare le regole europee fatte in passato. Non c’entra lo 0,1%”. E sul probabile arrivo di una lettera da parte della Commissione europea sulla manovra di Bilancio: “Quante volte l’ha mandata? Sempre. A quanti Paesi? Almeno 5 o 6. E’ il fisiologico dialogo tra istituzioni”. Sui migranti l’attacco è ai paesi dell’Est. “In passato l’Italia ha detto sempre di sì a tutto – ha affermato – ma noi siamo contributori dell’Europa: ogni anno diamo 20 miliardi e ne riprendiamo solo 12. Possiamo cominciare a far sì che quelli che prendono i soldi prendano anche i migranti? Ma i Paesi dell’Est salvati dalla Ue oggi chiudono le porte. E’ inaccettabile”.

Delusione per Matteo Renzi al primo vertice europeo informale e senza la Gran Bretagna, che avrebbe dovuto ricompattare l’Europa. Immigrazione, politica economica: nell’Ue resta la distanza sui temi che erano stati ritenuti essenziali per rilanciare il progetto europeo. ‘Se non cambieranno le politiche sull’economia e l’immigrazione l’Ue rischia molto’, ha detto il presidente del Consiglio in una conferenza stampa solitaria, senza Francia e Germania che, invece, per la linea comune di pensiero, si sono presentate assieme all’incontro con i giornalisti dopo il vertice di Bratislava. “L’austerity propugnata dalla Germania non ha funzionato’, ha detto il premier, “serve una chiara strategia di crescita’. E poi, sul fiscal compact, in scadenza, dopo 5 anni: ‘Si deve decidere cosa fare, se ha un futuro o no’. E sui migranti: O “l’Ue fa accordi con i Paesi africani o li facciamo da soli”, ha detto Renzi – spiegando perche’ e’ ovvio che “l’unica cosa che fa la guardia costiera” europea non puo’ essere “portare i migranti in Sicilia”. Ora, ha sottolineato il premier, “vogliamo vedere i fatti”. L’incontro ha segnato da un lato Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia contrari al meccanismo di redistribuzione delle quote dei migranti su base vincolante. I paesi chiedono piu’ autonomia e una revisione dei Trattati. Dall’altro, ci sono Stati del sud che chiedono un’Unione europea piu’ attenta al sociale e piu’ presente nelle politiche verso l’Africa, come sostiene l’Italia. Sembra essersi ricreato l’asse franco-tedesco, suggellato dalla conferenza stampa a cui l’Italia ha preferito non partecipare. “Non posso fare una conferenza stampa con Merkel e Hollande non condividendo le loro conclusioni”, ha detto Renzi, parlando ai giornalisti. Per Federica Mogherini, Alto rappresentante per la politica estera europea: “Non è una novità che tra gli Stati membri ci siano posizioni diverse, anche profondamente diverse, su temi come la crescita economica o l’immigrazione”. Così ha dichiarato al Corriere della Sera: “Eppure c’è anche un terreno che ha tenuto a Bratislava, – ha affermato Mogherini – anzi si è consolidato, ed è quello della politica estera e di difesa comune”. Sulla difesa, ha dichiarato “abbiamo iniziato a costruire un nuovo assetto, sulla base di una politica estera che, a dispetto di certe semplificazioni, divisa non è”.