Franco Gabrielli

“Il problema non è evitare gli sgomberi, bensì le occupazioni; impedire che si realizzino e si consolidino nel tempo. È così che si salvaguardano i diritti. E per fare questo sono necessari interventi e politiche sociali che non riguardano le forze di polizia. Noi siamo chiamati a intervenire quando l’emergenza è già in atto, e spesso per eseguire ordini impartiti da altri, come nel caso del palazzo di via Curtatone a Roma”. Lo ha spiegato il capo della polizia Franco Gabrielli in un’intervista al Corriere della Sera, aggiungendo che l’uso della forza è previsto “solo dopo aver esperito tutti gli altri tentativi”. Per Gabrielli “quando un’emergenza arriva sul tavolo del questore è già tardi, perché significa che l’uso della forza è quasi inevitabile” e “le amministrazioni locali, e dunque la politica, non possono delegare tutto alle forze di polizia, perché certi problemi, prima che di ordine pubblico, sono problemi sociali, che non si possono scaricare sulle forze dell’ordine, facendole diventare oggetto di strumentalizzazione e scontro tra chi solidarizza con loro e chi le attacca”.

“Io sto con la polizia. Di fronte a gente armata di bombole a gas, a due passi dalla stazione Termini, l’unica cosa da fare era un’azione repentina ed efficace per disperdere i facinorosi. D’altro canto viviamo nel paese in cui la politica attacca le forze dell’ordine per nascondere le proprie responsabilità”. Lo afferma la deputata di Fi, Daniela Santanché. “Franco Gabrielli l’ha spiegato molto bene: c’era un piano per trovare soluzioni diverse dalle abitazioni abusive e sistemare questa gente altrove, 130 milioni il budget di spesa. Dove è finito quel piano? Di certo non l’hanno nascosto i poliziotti che ieri sono stati impegnati in quell’azione difficile e pericolosa, come spesso accade. Attaccare chi lavora onestamente è una moda che in questo paese deve passare, altrimenti, senza rendercene conto, non sapremo più distinguere il bene dal male”, conclude Santanché.

“L’inchiesta annunciata dal capo della Polizia Gabrielli su alcuni episodi verificatisi durante gli incidenti di piazza Indipendenza e’ una decisione giusta e responsabile. Ma qui non si tratta di un episodio isolato. E’ l’intera politica sull’immigrazione decisa dal ministro Minniti che sta facendo crescere un clima di intolleranza e brutalità pericolosissimo. Alla riapertura delle Camere chiederemo conto al ministro di queste scelte, ispirate dal tentativo di rincorrere gli umori peggiori dell’opinione pubblica”. Lo dichiara la capogruppo di Si e presidente del Gruppo Misto al Senato Loredana De Petris. “La deriva leghista dell’M5s è altrettanto impressionante. Un po’ per coprire le gravissime responsabilità dell’amministrazione Raggi, un per superare il Pd nella rincorsa a destra, Di Maio sceglie di difendere la polizia ‘a prescindere’, con toni identici a quelli di Salvini e molto diversi da quelli dello stesso capo della Polizia”, prosegue De Petris. “E’ sin troppo facile – conclude la capogruppo di Si – prevedere che, in attesa delle elezioni, i prossimi mesi saranno segnati da una cupa gara tra destra, Pd e M5s per intercettare ogni spinta razzista, intollerante e repressiva”.

“Massimo impulso all’attività di rintraccio dei cittadini dei Paesi terzi in posizione irregolare, in particolare attraverso una specifica attività di controllo delle diverse forze di polizia”, è il testo della circolare emanata dal capo della polizia, Franco Gabrielli, che indica il provvedimento “necessario” e sottolinea come “riveste un ruolo altrettanto importante il dispositivo di controllo e di allontanamento degli stranieri irregolari”. La circolare sottolinea come questa “attività di controllo consenta spesso di intercettare fenomeni di sfruttamento e di inquinamento dell’economia del territorio collegati a forme di criminalità organizzata di livello nazionale e transnazionale” e di mettere in campo “un’azione di prevenzione e contrasto nell’attuale contesto di crisi a fronte di una crescente pressione migratoria e di uno scenario internazionale connotato da instabilità e da minacce che impongono di profondere massimo impegno nelle attività volte a mantenere il territorio ‘sotto controllo'”. La politica di rimpatrio per gli stranieri in posizione irregolare “rappresenta una priorità nel contesto dell’Unione europea e trova particolare riscontro oltre che nelle disposizioni obbligatorie dei trattati istitutivi, anche in numerosi atti di indirizzo politico e strategico” in materia di sicurezza.