Giorgio La Pira

La causa di beatificazione di Giorgio La Pira, ex sindaco di Firenze, deputato democristiano e uno dei padri della Costituzione repubblicana, ha raggiunto una fase importante. “E’ stata completata la ‘Positio’, ossia la raccolta di tutta la documentazione depositata a livello diocesano”. Lo ha detto l’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, al termine della messa celebrata oggi nella basilica di San Marco in occasione dei 40 anni dalla scomparsa del ‘sindaco-santo’, come è chiamato a Firenze.
Sui tempi di conclusione della causa l’arcivescovo ha dichiarato: “Non li sappiamo. L’auspicio e’ che, visto l’interesse della Chiesa per questo straordinario personaggio, possa esserci un’accelerazione”. (immagine:www.giorgiolapira.org)

Cosa rimane oggi di La Pira? “Un’eredita’ profonda, sintetizzabile in tre concetti: la politica come vocazione e non come ricerca di un tornaconto personale; una tensione verso i poveri, gli sfruttati e gli emarginati; una ricerca della pace internazionale attraverso il dialogo”. Ad affermarlo è il presidente dei vescovi italiani, Gualtiero Bassetti, sulle pagine dell’Osservatore romano. Domani ricorrono 40 anni dalla morte dell’ex sindaco di Firenze e democristiano, di cui e’ avviata la causa di beatificazione.
Per Bassetti la fede in La Pira era: “il motore della sua azione”. Scrive il presidente della Cei: “Il ‘sindaco santo’ e’ stato uno dei simboli, non l’unico, ma sicuramente uno dei piu’ importanti, di una stagione nobile del cattolicesimo politico in Italia”. E sottolinea riferendosi a quel periodo: “La stagione dello spirito costituente e della ricostruzione del paese. La stagione di una generazione di cattolici colta, sobria e appassionata, che aveva conosciuto i disastri del fascismo, che combatteva il comunismo e che faceva politica come ‘un impegno di umanita’ e santita” senza cercare nulla per se stessi”.