giornalisti

Un ruolo di fondamentale importanza in un contesto come quello attuale dominato dall’argomento unico della diffusione del Covid 19, maggiormente noto come Corona virus, è quello del sistema complessivo dell’informazione che deve dare le notizie esatte senza cadere nella facilissima trappola del sensazionalismo, del terrorismo psicologico, dell’allarmismo. Fenomeni che fanno vendere più copie dei quotidiani, che consentono maggiori visualizzazioni delle pagine e quindi introiti più pubblicitari più alti ma che chiamano in causa la funzione ineliminabile della stampa. E’ proprio per questo che anche in situazioni come quella che viviamo – con le comprensibili paure e l’incertezza del domani e degli sviluppi di quella che comunque non dovrebbe avere i caratteri della pandemia – la differenza la faranno i professionisti dell’informazione scrupolosi e attenti, che non si lasceranno prendere dall’emozione e da interessi diversi da quello del dovere di cronaca nel rispetto della deontologia. Un discorso a parte ma non meno importante riguarda il mondo dei social media con le sue vere e proprie piattaforme di comunicazione, alla portata di tutti. Un mezzo dal quale si continuano a propalare fake news, ultimatum catastrofici e si prospettano scenari paurosi, in dispregio delle più elementari norme di civiltà, di buon senso e di rispetto per gli altri e per la verità della scienza medica. In questa prospettiva, gli utenti più illuminati, quelli più intelligenti e meno manipolabili, hanno il dovere di contrastare il flusso di informazioni a dir poco inesatte, fornendo quelle giuste e fondate, o indirizzando verso le fonti autorevoli e autorizzate. Nessuno può sentirsi chiamato fuori da questo compito. Le ripercussioni che possono derivarne sulla nostra vita, sull’economia, sulle relazioni sociali, sul lavoro, sugli affetti e sulle dinamiche della vita di tutti i giorni possono essere devastanti, per tutti. Se la paura e la menzogna prevarranno sulla competenza, sul rispetto delle regole e sulla verità delle cose, rimarrà poco spazio per la civiltà e per la democrazia.

“Esprimiamo piena vicinanza e solidarietà ai giornalisti Nello Trocchia e Salvatore Minieri, entrambi hanno ricevuto insulti e minacce per il loro lavoro d’inchiesta”. Lo affermano i membri del Movimento 5 Stelle in commissione Antimafia. “Nello Trocchia, più volte minacciato e in attesa di adeguata tutela, è stato aggredito a Vieste mentre stava preparando un servizio sulla mafia del Gargano – aggiungono – Un’aggressione brutale che ha costretto alle cure del pronto soccorso il giornalista. Salvatore Minieri  per la sua attività d’inchiesta sui roghi tossici in provincia di Caserta, non ultimo quello di Pastorano, è stato insultato e minacciato. Il giornalista ha sporto regolare denuncia. Nel frattempo, per una precedente denuncia, sono stati rinviati a giudizio Giuseppe e Gaetano Lubrano, i figli del defunto boss Vincenzo Lubrano, per tentata minaccia con l’aggravante mafiosa sempre nei confronti di Salvatore Minieri per impedirgli di svolgere il suo lavoro di giornalista. Non solo esprimiamo piena solidarietà ma confermiamo la nostra vicinanza a tutti quei giornalisti, soprattutto precari, senza contratti e coperture di nessun genere che comunque svolgono con passione e coraggio il proprio lavoro, informando e denunciando le mafie”. Per i deputati “Una società libera e democratica non può prescindere da un giornalismo libero e senza padroni”.

“Airola prima chieda scusa ai giornalisti aggrediti al Foro italico di Palermo, a tutti i membri della loro surreale black list di giornalisti, al direttore del Tg 1 Mario Orfeo. E quindi, intanto, ci chiediamo: i Cinque Stelle chi? Quelli che hanno aggredito i giornalisti al Foro italico? Quelli che fanno le black list? Quelli che hanno inseguito il direttore Orfeo? Se sono proprio gli stessi, e’ divertente e rilevatrice la loro pronta reazione a difesa di Gazebo. Fa capire tante cose! Escludiamo che siano appassionati alla democrazia, altrimenti non accetterebbero le regole di funzionamento del loro partito e il modo in cui si caccia la gente da quel partito. Esclusa la passione per la democrazia, resta la complicita’ con un certo modo di gestire il servizio pubblico e i relativi benefici e utilita’. Ovviamente, benefici e utilita’ solo per Cinque Stelle e non per il contribuente”. Cosi’ Valentina Castaldini, portavoce nazionale di Alternativa Popolare.

“Il Consiglio dei ministri ha dato l’ok definitivo alla riforma dell’Ordine dei giornalisti”. Lo scrive su Facebook Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai. “Impegno mantenuto, dopo tanti anni di attesa – aggiunge – grazie al ruolo decisivo del Governo Renzi e al compimento dell’iter con il Governo guidato dal giornalista Gentiloni”. Scrive Anzaldi: “Con la riforma si dà nuova forza e credibilità all’Ordine, per rilanciare una professione posta troppo spesso sotto attacco da chi cerca di mettere il bavaglio all’informazione e da chi trae vantaggio dalla delegittimazione dei giornalisti”. E conclude: “I membri del Consiglio Nazionale vengono più che dimezzati, passando a 60, e la rappresentanza viene rivista per ripristinare il rapporto originario di 2 a 1 a favore dei professionisti, cioè di quei giornalisti che svolgono la professione in modo esclusivo e che hanno sostenuto un esame di stato. Razionalizzazione che serve per accrescere autorevolezza, efficienza e rilievo dell’Ordine, dando nuova dignità a chi sostiene la responsabilità di informare i cittadini”.

Giulia Bosetti di Presa Diretta (Rai3) per la televisione, Emiliano Fittipaldi (L’Espresso) per la carta stampata, Paolo Condo’ (Sky Sport) per lo sport, Nando Santonastaso, responsabile del progetto ” Il Mattino 4.0″ sono i vincitori della 38/ma edizione del Premio internazionale Ischia di giornalismo. Lo ha deciso la giuria composta dai direttori di quotidiani e agenzie italiane e dai rappresentanti della stampa estera in Italia, che ha inoltre assegnato il premio Ischia ‘social-blog’ Diego Bianchi, Zoro di Gazebo (Rai 3), mentre un premio speciale per la divulgazione culturale, in collaborazione con Cultura Italiae, e’ andato a Philippe Daverio, noto critico d’arte che inaugurera’ il premio il 22 giugno al Castello aragonese di Ischia con una lectio magistralis. La consegna dei premi e’ in programma invece il 30 giugno e il primo luglio ad Ischia e sara’-ápreceduta da una serie di dibattiti, che vedranno come protagonisti giornalisti, politici, esperti in economia e politica estera. Il Premio Ischia e’ patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dalla Regione Campania, dalla Camera Commercio di Napoli, dalla Istituto per il Credito Sportivo, da Autostrade per la Italia, dall’Aci e da Poste Vita.

Inizierà il prossimo 7 marzo il confronto tra la Federazione nazionale della stampa italiana e il ministro della Giustizia, Andrea Orlando sul tema delle “querele temerarie”. L’avvio del tavolo di discussone è stato comunicato dalla segreteria del gabinetto del ministro con una lettera inviata al segretario generale Raffaele Lorusso e al presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti. “Apprezziamo il gesto di attenzione e la sensibilità dimostrata dal ministro – hanno dichiarato Lorusso e Giulietti – e saremo lieti di essere presenti con l’obiettivo di arrivare a definire in tempi rapidi, anche a prescindere delle sorti del ddl di riforma della diffamazione, una proposta che sia davvero risolutiva del problema e che scoraggi quei temerari che hanno ormai preso l’abitudine di scagliare richieste di risarcimento esorbitanti al solo scopo di impedire ai cronisti di indagare su mafia, malaffare e corruzione avendo la certezza di restare impuniti e di non dover pagare adeguato pegno per questo vero e proprio assalto nei confronti del diritto di cronaca e dell’articolo 21 della Costituzione”.

“In uno stato di diritto e’ legittimo che chi si ritiene diffamato da un giornalista si rivolga alla magistratura o al competente ordine professionale. Quello che non e’ accettabile sono invece le liste di proscrizione e le intimidazioni. L’iniziativa dell’onorevole Luigi Di Maio e’ un tentativo maldestro di screditare un’intera categoria professionale, mettendo all’indice tutti i cronisti che in questi giorni stanno raccontando con rigore e dovizia di particolari le inchieste della magistratura in cui e’ coinvolta la sindaca di Roma”. Lo afferma il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, aggiungendo che “si tratta di un’altra trovata mediatica pensata per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica da quanto sta venendo fuori dalle inchieste”. Continua Lorusso: “Ai colleghi finiti nella lista dei giornalisti sgraditi, l’esortazione, anche se non ne hanno bisogno, a continuare a informare i cittadini con la correttezza che ha sempre contraddistinto la loro attivita’ professionale”.

“Virginia Raggi ha adempiuto ai doveri indicati dal nostro codice etico (da poco elogiato pubblicamente da Nino Di Matteo) informando tempestivamente il movimento e i cittadini dell’invito a comparire che ha ricevuto l’altro giorno. Lei e’ serena e io non posso che esserle vicino in un momento che umanamente capisco essere molto difficile”. Cois’ Beppe Grillo in un post sul blog dal titolo le ‘Fantanotizie del Corriere della Sera, #fakecorriere’. “I giornalisti del Corriere della Sera sono molto male informati o volutamente disinformati. La ricostruzione della telefonata pubblicata oggi- aggiunge Grillo- e’ totalmente falsa, nonche’ ridicola. Altro che post verita’, siamo arrivati alla fantanotizia, alla fake news come sistema. Mi dispiace per i lettori di questo giornale, che continuano a spendere soldi per ricevere notizie finte e inventate. Che senso ha spendere soldi per essere presi in giro? Valutero’ con i miei avvocati l’ipotesi di una querela e pretendo un’immediata rettifica via web”

“Grillo, invece di continuare ad accanirsi sui giornalisti, il ‘Bufalino d’oro’ lo dia alla sua sindaca Raggi. Ora che tutte le bubbole dette in campagna elettorale sono venute a galla, di certo il sondaggio lo vincerebbe a mani basse”. E’ quanto afferma Stefano Pedica del Pd. “La verita’ e’ che Grillo non sa piu’ di cosa parlare per coprire le magagne del suo Movimento – sottolinea Pedica-. Un giorno si inventa la giuria popolare per giudicare l’operato dei giornalisti e un altro ancora lancia il ‘Bufalino d’oro’. Torni a fare il suo mestiere di comico. La politica e’ un’altra cosa”. “Grillo resta sempre un gran comico. Non bastavano gli insulti e gli attacchi a giornali e tv, ora propone addirittura una giuria popolare per controllare le notizie e i servizi televisivi. Ma i nuovi giudici dovranno prima giurare sul Codice del M5S?”. E’ quanto afferma Stefano Pedica del Pd. “Grillo torni a fare il suo mestiere di comico e rispetti i giornalisti – sottolinea Pedica – La politica e’ una cosa seria e non una pagliacciata”.

“Dalle minacce di morte sui social si e’ passati ad una busta contenente tre proiettili calibro 9 recapitata presso la redazione del suo giornale. Insieme ai proiettili anche una lettera con altre minacce di morte. Vittima di questi atti intimidatori e’ sempre il collega Manuel Poletti, direttore del settimanale ‘Setteserequi’. Ancora una volta l’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna esprime solidarieta’ e vicinanza a Manuel e lo invita a continuare a fare il suo lavoro serenamente”. Lo scrive in una nota il presidente Antonio Farne’. “Nello stesso tempo – aggiunge – un chiaro invito e’ rivolto alle forze di polizia affinche’ non sottovalutino questi segnali inquietanti e continuino a vigilare sulla sicurezza del collega”.