Giuliano Pisapia

“Penso che ci ritroveremo, in fondo abbiamo lo stesso obiettivo: ricostruire il centrosinistra sulla base di una chiara e netta discontinuità di contenuti e di leadership. Come ha detto lui, questa è una citazione testuale”. Lo ha detto l’ex premier Massimo D’Alema, riferendosi al rapporto tra Mdp e il leader di Campo progressista, Giuliano Pisapia. “Se Pisapia apre a Renzi nega le cose che ha detto Pisapia fino a ieri. È un problema di Pisapia con Pisapia, non con noi” ha aggiunto D’Alema che, a proposito delle recenti dichiarazioni dell’ex sindaco di Milano, ha sottolineato: “Neanche noi” siamo interessati a un partitino del 3%, “infatti vogliamo farne uno molto più grande. Vedremo cosa succede in Sicilia. Dopo risultato siciliano faremo un dibattito e vedremo se siamo un partitino del 3%”. “C’è chi mi chiede un passo in avanti, chi indietro e chi di lato. Sembra di essere alla scuola di tango” ha proseguito D’Alema che ha ammesso, a modo suo, di essere divisivo: “Io voglio dividere la sinistra dalla destra, sì, la politica è confronto e distinzione, confronto fra identità diverse, se fossimo tutti eguali sarebbe una noia tremenda”.

“Tutta la parte di sinistra al di fuori del Pd vale, insieme, tra il 7% e il 10%. Sinistra Italiana vale 2-2.5%, Mdp vale tra il 3 ed il 3.5%, Possibile, con Rifondazione e Comunisti Italiani, possono arrivare al 2-3%”. Così la sondaggista di Euromedia Research Alessandra Ghisleri, che oggi è stata ospite del programma di Rai Radio1 ‘Un Giorno da Pecora’. Per Ghisleri invece “Pisapia non ha molti voti ma è un ottimo megafono per quella parte politica ed è una persona molto ascoltata, è un uomo di coalizione, in grado di raggruppare grandi masse di voti. Insomma – ha concluso – è una guida che piace moltissimo”

“Bisogna passare dal personalismo ai contenuti”: lo ha detto a Mesagne (Brindisi) Giuliano Pisapia, leader di Campo Progressista, a margine dell’incontro pubblico “per un campo largo e plurale”, al quale hanno partecipato il deputato Toni Matarrelli e il sindaco di Mesagne, Pompeo Molfetta. Ai giornalisti che gli chiedevano cosa intenda per discontinuita’-á politica rispetto al passato, Pisapia ha risposto: “Vogliamo partire dai contenuti, ieri abbiamo fatto le officine sui temi ecologici contemporaneamente a Torino c’era un’iniziativa sui temi della cultura. Bisogna passare dal personalismo ai contenuti, vedere cosa serve agli italiani”. “E’ ora di essere chiari – ha proseguito Pisapia – dire dove si vuole andare, noi siamo stati sempre coerenti. Vogliamo dare il nostro contributo per un centrosinistra di governo, capace di unire le anime diverse del centrosinistra: l’ecologismo,il civismo, il volontariato, l’associazionismo, tutte realta’-á che non devono essere utilizzate solo in campagna elettorale ma devono diventare parte integrante di un centrosinistra di Governo”.

“Pisapia? E’ una brava persona ed è stato un buon sindaco. Non mi affascina, non è uno che può risuscitare una sinistra in difficoltà, com’è in difficoltà la sinistra in questo momento a livello nazionale”. Così il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, ospite del programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora.

Giuliano Pisapia preferisce non rispondere a Massimo D’Alema, che dalle pagine del Corriere della Sera lo ha invitato a essere “più coraggioso” e a mettersi in gioco personalmente candidandosi in Parlamento. E nemmeno all’ex ministro delle Finanze greco Giani Varoufakis, che lo vuole al suo fianco, come leader della sinistra italiana, per cambiare l’Europa e che suggerisce che, trai tanti arrivati alla Fondazione Feltrinelli per ascoltarli, ci sia soprattutto chi vuole sapere se romperà gli indugi e annuncerà la sua partecipazione alle politiche.. Il leader progressista pensa soprattutto a rafforzare la fragile intesa raggiunta nei giorni scorsi con tra Mdp e Campo Progressista. “Parlo solo di Europa”, si limita a dire l’ex sindaco di Milano, cercando di riportare la calma nella sua area politica dopo una giornata a dir poco turbolenta. Nel pomeriggio si erano diffuse voci di una sua reazione piccata al ‘consiglio’ di D’Alema. Voci subito smentite da Campo Progressista, che in una nota ha fatto sapere che le ricostruzioni relative a una eventuale battuta d’arresto “nel percorso unitario di Campo Progressista e Mdp” erano “del tutto prive di fondamento” e che erano state “riportate dichiarazioni virgolettate attribuite a Giuliano Pisapia che il leader di Campo Progressista non ha mai pronunciato”. A alzare nuovamente la temperatura politica, però, ci ha pensato Bruno Tabacci, vicinissimo all’ex sindaco di Milano. A Tabacci non è andato giù l’annuncio che il 19 novembre saranno eletti i delegati di Mdp per l’assemblea nazionale “che sceglierà programma, nome e simbolo con cui” la formazione si presenterà alle politiche.”E chi lo ha deciso? E la data chi l’ha decisa?”, è sbottato in Transatlantico alla Camera. La linea non cambia: non può essere un ‘congressino’, in cui ci si pesa. “Ma chi me lo fa fare? Io non devo consumare nessuna vendetta né prendermi rivincite. – rincara la dose – Un atteggiamento del genere finisce per stancare anche chi come Pisapia si è messo a disposizione con generosità”. Per il presidente di Centro Democratico, “non si può dire un giorno che Pisapia è il leader e il giorno dopo dire che deve avere più coraggio”. Per Tabacci, l’idea di Pisapia è sempre la stessa, quella di costruire un campo di centrosinistra competitivo. Per farlo – è la sottolineatura – non si può prescindere dal Pd, pur rimanendo alternativi a Renzi, “che Pisapia ha sfidato con le primarie”. “Se si tratta di rincorrere Fratoianni e quelli del Brancaccio prendiamo meno della Linke in Germania – attacca – dobbiamo fare Melenchon? Io sono più a sinistra di loro, ma non è questo il punto”. No, quindi, a una lista “contro il Pd”. “Vuol dire che vuoi perdere. Vogliono giocare ‘la partita successiva’, ma qual è la partita successiva?”. Anche il deputato di Mdp Michele Ragosta non ha gradito le parole di D’Alema e ritiene che il 19 novembre non ci siano ” le condizioni per un’assemblea comune. Noi in Mdp siamo ospiti – prosegue – Doveva essere un momento di passaggio, poi hanno accelerato e hanno fatto un partito. Se la linea politica è quella di D’Alema, l’assemblea se la fanno in pochi”. Per far calmare la bagarre, Pisapia preferisce glissare. E sperare che i lavori in corso nel centrosinistra riprendano. In serata anche il deputato di Mdp tenta di fare da pontiere, sottolineando come quelle di Tabacci siano solo “considerazioni personali”. “Noi stiamo alle parole chiare e inequivocabili pronunciate da Giuliano Pisapia in più occasioni – aggiunge – non ultima quella di ieri ad una nota trasmissione televisiva. Anche la nota di Campo Progressista fa chiarezza ribadendo che il progetto unitario con Mdp va avanti senza battute d’arresto, smentendo di fatto altre ricostruzioni. Noi oggi siamo impegnati nella ricostruzione di un nuovo centrosinistra che contribuisca a dare risposte ad un pezzo di società dimenticato dalle politiche di questi anni”

Intesa Mdp-Campo progressista di Pisapia,in autunno assemblea per nuovo centrosinistra. Riparte il cantiere del nuovo centrosinistra. Dopo le incomprensioni e la rottura sulla candidatura in Sicilia, Mdp e Campo progressista di Giuliano Pisapia si siedono intorno a un tavolo e danno vita al coordinamento politico che porterà all’assemblea democratica del prossimo autunno. “Abbiamo fatto un importante passo avanti”, ha detto Giuliano Pisapia al termine della riunione. “È stato un incontro utile, propositivo. C’è consonanza di opinioni, obiettivi e percorso”. Non tutti i nodi sono stati sciolti ma alcuni paletti sono ormai fissati, ragione per cui molti dei partecipanti alla lunga riunione romana (durata quasi quattro ore, presenti tutti i dirigenti politici delle due formazioni: oltre a Pisapia per Campo progressista c’erano Marco Furfaro, Ciccio Ferrara, Massimiliano Smeriglio, Bruno Tabacci, Franco Monaco, Mario Catania e per Mdp-Articolo 1 Pier Luigi Bersani, Massimo D’Alema, Roberto Speranza, Guglielmo Epifani, Francesco Laforgia, Cecilia Guerra, Arturo Scotto, Aldredo D’Attorre, Nico Stumpo) parlano di “incontro positivo, costruttivo” e di un percorso ormai avviato: “andiamo avanti” è il leit motiv ribadito da Pisapia, Bersani, Epifani e altri. Anche Massimo D’Alema, che non ha rilasciato dichiarazioni come gli altri uscendo, raccontano abbia parlato di una discussione seria e di un passo avanti, come testimoniato dal comunicato finale. “Si è rafforzato e definito il percorso comune di costruzione di un centrosinistra innovativo capace di battere le destre e i populismi e alternativo alle politiche sbagliate del Pd di Renzi”, si legge infatti nella nota congiunta diffusa al termine della riunione”, nella quale “è emersa la volontà di aprire un confronto, senza veti o pregiudizi, con tutti i soggetti civici e politici che condividono la necessità di tale percorso. Per favorire la massima partecipazione e apertura si lavorerà a promuovere in autunno un grande momento di coinvolgimento popolare”. Si tratta dell'”assemblea democratica” che si terrà tra ottobre e novembre in cui cominciare a definire l’assetto organizzativo del movimento, con un metodo aperto e dal basso, assicurano da Cp, per individuare i rappresentanti su tutto il territorio nazionale. Nessun tesseramento, precisa Smeriglio, “non vogliamo accelerare sull’organizzazione del partito” e neanche primarie per la leadership: “Non esistono al mondo – continua l’esponente di Cp – Pisapia è il leader. E poi le primarie si fanno se c’è una coalizione, noi facciamo un’operazione diversa – spiega Smeriglio -, dal momento che c’è questa pessima legge elettorale” l’idea è quella di “una lista che combatta le destre e i populisti”. Anche Bersani è d’accordo sulla leadership di Pisapia: “assolutamente sì”, risponde e, a quanto riferiscono, nessuno in riunione ha avuto da ridire su questo, anche se Speranza sembra frenare: “Contano le politiche, basta parlare di noi stessi”. Il ragionamento per Mdp sarebbe quello di riconoscere la leadership dell’ex sindaco di Milano ma all’interno di una conduzione condivisa con i principali dirigenti politici che, spiegano, non a caso si vedranno sistematicamente per decidere insieme i passaggi politici e programmatici. Per ora insomma si stabilisce che il coordinamento, ossia l’organismo che si è riunito oggi, si incontrerà con cadenza quasi settimanale e il prossimo appuntamento in cui testare la solidità del progetto sarà la legge di stabilità: verranno avanzate tre-quattro proposte al governo su quelle che sono considerate le priorità. Il presupposto è “una svolta sostanziale nelle politiche economiche e sociali fatte finora – spiega Speranza – e l’approvazione della legge sullo ius soli: “riteniamo imprescindibile l’approvazione dello ius soli e per questo siamo fermamente contrari ad ogni ulteriore rinvio”, è l’altro passaggio centrale del comunicato congiunto con cui si è concluso il vertice. Il rapporto con il governo quindi non sarà nè pregiudizialmente negativo ma neanche favorevole a scatola chiusa, si valuterà in base a come l’esecutivo si comporterà rispetto alle proposte avanzate, insomma se le accoglierà o meno. L’altro punto fisso stabilito è che il nuovo centrosinistra si propone come alternativa al Pd di Renzi. Il che vuol dire pensare a un soggetto che non abbia alcuna pregiudiziale sugli interlocutori, un programma di centrosinistra di governo e soprattutto che non sia minoritario, o la riedizione di quei progetti multicolori già falliti in passato, su questo l’identità di vedute sembra già assoluta.

“Io sono rimasto alla piazza del primo luglio, a quello che ci siamo detti lì. Poi sono andato in vacanza e non ho più seguito…La Sicilia? Io non ho ancora sentito dichiarazioni di Pisapia su questa vicenda. Ho letto una nota di Campo progressista a favore di un’alleanza civica e di centrosinistra che non comprende Alfano. Questo è quello che sosteniamo come Mdp”. Lo afferma Massimo D’Alema (Mdp) in un colloquio con La Stampa a proposito del rapporto con l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia. “Mi fa piacere che Bersani e Pisapia si vedano – osserva D’Alema – ad oggi non vedo una rottura del percorso comune tra noi e Pisapia”. “In Sicilia Alfano e Renzi – sottolinea D’Alema – hanno stretto un accordo di potere per garantire ad Ap una ventina di senatori. Mi chiedo come qualcuno potesse pensare che noi avallassimo questo fatto”. Cercate di far perdere il Pd in Sicilia? “La responsabilità – risponde – è di Renzi, che si doveva fare gli affari suoi. In Sicilia ci sarebbe stata un’alleanza di centrosinistra e Alfano sarebbe andato per la sua strada. Lui ha scelto il Pd quando Lega e Fratelli d’Italia hanno messo il veto su Ap. È uno scarto del centrodestra. Meno male che i nostri compagni siciliani si sono tirati fuori da questo pasticcio. Erano consapevoli che i nostri elettori non li avrebbero mai seguiti. Se avessimo sostenuto Renzi e Alfano ci saremmo uniti a una compagnia destinata al fallimento. Non siamo usciti dal Pd per metterci a pasticciare per fare accordi con loro. In Sicilia, come alle prossime politiche, serve una voce autonoma della sinistra che esprima i nostri valori”. Voi siete solo antirenziani? “Risponderò citando l’ineffabile avvocato Pisapia, che non è accusabile di essere rancoroso come me. Lui ha detto che serve una ‘netta discontinuità’ di contenuti e leadership per un nuovo centrosinistra e ha escluso alleanze con Alfano. Io mi definisco un seguace di Pisapia. In Sicilia stiamo facendo questo, speriamo che lo faccia anche lui…”. 

‘Gli riconosco la capacita’ di ascolto e di dialogo, oltre alla sensibilita’ umana e politica. Suo compito sarebbe ora portare avanti alcuni provvedimenti indispensabili come il cosiddetto ius soli e il biotestamento, e soprattutto fare delle scelte nella legge di stabilita’ per diminuire le diseguaglianze e investire per generare rapidamente nuova occupazione”. Cosi’ l’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia su Vanity Fair, rispondendo alla domanda se appoggerebbe una candidatura di Paolo Gentiloni.

Quel pezzo di sinistra che non si riconosce nel Pd di Matteo Renzi prova ad organizzarsi e a dare voce ad una fetta di elettorato che non si sente rappresentata. Il leader di questo progetto politico é Giuliano Pisapia, ex sindaco di Milano. Queste le sue parole ‘come diceva Don Milani, la politica è trovare insieme una soluzione. Uscire dai problemi da soli è avarizia, assieme è politica. Da soli non si va da nessuna parte”. Lo afferma, nel suo intervento da Piazza SS Apostoli, Giuliano Pisapia, il quale aggiunge: “Non c’è altra strada, insieme. L’altra strada della divisione, di non essere ancorati ai principi rischia di dare il nostro Paese alla destra, al populismo, alla demagogia”. “Oggi nasce la nuova casa comune del centrosinistra – afferma ancora -. Senza dimenticare il passato, ma radicalmente innovativo”. A fargli da sponda Pierluigi Bersani ‘”Da questa piazza vogliamo rivolgerci a tutto quel popolo di centrosinistra che se ne sta testardamente a casa, disilluso, sfiduciato, spaesato, che sente in tv anche Renzi, ma gli passa come acqua sul marmo. Vogliamo reagire o no? E possiamo accettare che la destra prenda in mano il Paese?. Facciamo partire un viaggio in radicale discontinuità con quello che si è visto in questi anni. E non lo facciamo per rancore, nostalgia, antipatia, perché non abbiamo fatto il vaccino obbligatorio contro l’antirenzismo. Un po’ di misura! Il mondo non gira intorno alla Leopolda, veniamo giù!”. Pisapia e Bersani, dunque, hanno tenuto il battesimo, a Roma, a Piazza SS. Apostoli, di ‘Insieme’: la sinistra alternativa al Pd.

“Siamo convinti che solo un centrosinistra di governo e radicalmente innovativo possa affrontare con equita’ le sfide della crisi economica e sociale che l’Italia dovra’ affrontare nei prossimi anni”. Lo afferma in una nota Campo Progressista, il movimento di Giuliano Pisapia. “Per questo siamo negativamente colpiti dalla convergenza di molte forze, di destra e di sinistra, verso una legge elettorale che condurra’ molto probabilmente a un governo di larghe intese di cui questo Paese non ha bisogno e che allontanera’ sempre piu’ dall’impegno politico il popolo del centrosinistra”.