gruppo misto

“C’e’ un clima politico sospeso: le elezioni sono a pochi mesi ma gli attori principali si comportano come se l’evento fosse a loro estraneo. Eppure sul fronte dell’offerta politica sarebbe necessario chiarire quali sono le proposte e le culture che le sostengono. Abbiamo un gran bisogno, per esempio, della proposta di un centro riformista capace di interloquire fecondamente con il Pd. Il sentiment profondo del paese e’ centrista: non rendersene conto e’ un errore”. Lo afferma il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio.

La deputata Claudia Mannino si e’ autosospesa dal gruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera ed ha formalizzato il passaggio al gruppo Misto, cosi’ come avevano gia’ fatto stamane i colleghi Riccardo Nuti e Giulia Di Vita. Lo ha reso noto, con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook, la stessa parlamentare, coinvolta insieme ai due deputati nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte firme false presentate dal M5s alle elezioni amministrative tenute nel 2012 a Palermo. “Mi rivolgo ai miei colleghi del Gruppo Parlamentare ed in particolare al mio Capogruppo – scrive Claudia Mannino -. Ho riflettuto a lungo ed ho deciso, in linea con i miei colleghi Nuti e Di Vita, di dare seguito alla sospensione dal gruppo parlamentare e quindi passare al Gruppo Misto sino allo scadere del provvedimento di sospensione stabilito dai Probiviri fissato il 28 maggio. E’ una scelta dolorosa ma necessaria. Mi piace pensare che il mio Gruppo in un momento tanto delicato dell’agenda parlamentare non debba che concentrarsi sul lavoro politico. Confidando ampiamente nell’operato della magistratura, resto in fiduciosa attesa delle determinazioni della stessa. A tutti i miei colleghi auguro buon lavoro”.

“Il Parlamento ha il dovere, il tempo, la determinazione politica per disegnare una legge elettorale capace di garantire rappresentanza e governabilità. Se rinunciasse a farlo devolvendo al governo un intervento di piccolo maquillage delle due sentenze della Corte, dichiarerebbe il suo fallimento. Sarebbe un corto circuito istituzionale intollerabile”. Lo afferma il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio. “Sono convinto che, al di là del chiacchiericcio molesto che circonda da mesi la questione della riforma elettorale, spesso alimentato ad arte da chi ha interesse a non cambiare niente, esista ancora la possibilità di scrivere una legge elettorale decente in tempo utile”, conclude il parlamentare.

“Il Parlamento dia una prova di civilta’ politica e si prepari a discutere della legge elettorale senza guardare agli interessi di bottega di oggi – che poi sono sempre diversi da come i desideri dei partiti immaginano. Bisogna guardare ad una legge che traguardi il tempo breve: quattro leggi in 24 anni sono francamente un’esagerazione che destabilizza e fa venire l’ansia alle istituzioni”. Lo afferma il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio.

“Non c’e’ nessuna qualificazione possibile per un governo, non di scopo, non di unita’ nazionale. Un governo e basta. E chi deve fare la proposta e’ il Pd. Il governo deve essere fatto presto e da subito deve essere messo in grado di operare, aprendo lo spazio ad altre forze politiche di sostenerlo”. Cosi’ il presidente del gruppo Misto alla Camera, Pino Pisicchio, al termine delle consultazioni con il capo dello Stato. “Abbiamo condiviso la necessita’ di giungere a un momento elettorale che abbia sistemi coerenti tra loro, e tali da consentire la navigazione nel nuovo tempo della politica italiana in condizione plausibile e non nel caos – ha aggiunto -. Abbiamo posto la preoccupazione di un paese che soffre, l’Istat ci ha messo sotto gli occhi dei dati drammatici, il 27% degli italiani e’ in condizione di poverta’ o vicino alla poverta’. Questa e’ la grande urgenza del Paese, in particolare per il Meridione. E alla gente interessano i gesti concreti”. “C’e’ poi il problema serio delle banche, oltre a quello di recuperare un canale di comunicazione giusto e corretto con le istituzioni europee – ha proseguito Pisicchio -. E abbiamo posto al presidente Mattarella la preoccupazione forte di creare una ricongiunzione, una riappacificazione, una ripresa di dialogo civile in un contesto politico in cui 7 mesi di campagna elettorale hanno creato divaricazioni troppo forti. Una faglia aperta nel paese, per cui abbiamo il dovere di trovare toni, modi e impegni tali da chiudere e ricondurre a una dialettica in una clima accettabile”.

“Di fronte alla tragedia del terremoto che non finisce mai, le baruffe della politica italiana diventano un po’ surreali e suonano come un’offesa nei confronti di chi vede scomparire le proprie case, le attivita’ di lavoro, le citta’. Se riuscissimo, tutti insieme, dal mondo della politica ad offrire al Paese il senso di una condivisione sulle cose da fare in questo momento, lasciando da parte il conflitto, credo sarebbe una buona cosa. Se fosse possibile dire: fermiamo le divisioni, spostiamo la dialettica referendaria ad altro momento, io credo che il popolo italiano apprezzerebbe. Dobbiamo lavorare per l’Italia che soffre, non per l’egemonia di una parte politica, dunque facciamo una moratoria sul conflitto”. Lo afferma il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio.

“È almeno dal mese di maggio che la politica confligge sull’idea platonica del referendum, senza confrontarsi sul merito. Il vero pericolo è che nell’elettorato si crei un’assuefazione al rumore di fondo, senza che nessuno spieghi di cosa stiamo parlando”. Lo afferma il presidente del gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio. “Una campagna elettorale -aggiunge- che alla fine durerà sei mesi dovrebbe, dunque, far capire ad ogni cittadino italiano ogni singolo aspetto di una riforma complessa, che tocca 47 articoli della Costituzione. Fino ad ora, invece, il merito è stata l’unica cosa che la politica ha trascurato”. “Nei due mesi e una settimana che ci dividono dal voto, cerchiamo allora -conclude- di recuperare il senso profondo di questa importante modifica costituzionale, spiegando, se siamo in grado di farlo, alla pubblica opinione quali sono i veri valori in campo”.