hotel Rigopiano

Per la tragedia all’Hotel Rigopiano di Farindola (Pescara) sei persone sono state iscritte nel registro degli indagati. Gli avvisi sono stati notificati dalla Procura della Repubblica di Pescara. Tra questi, il presidente della Provincia Antonio Di Marco e il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta. Per tutti l’accusa è di omicidio colposo. Il 18 gennaio scorso una slavina si abbattè sull’albergo provocando 29 vittime. Undici le persone tratte in salvo.

Sono terminate le operazioni di soccorso all’Hotel Rigopiano, sepolto da una valanga. Il bilancio è di 29 vittime. Undici le persone sopravvissute. Prosegue intanto sul luogo il lavoro degli operatori. A comunicarlo è la Protezione Civile.
“Da parte di tutti gli operatori del soccorso c’è stata grande professionalità tecnica e operativa, resa ancora più preziosa dal senso di umanità, coraggio e sensibilità che ogni operatore ha saputo manifestare”, ha detto il viceministro dell’Interno – Filippo Bubbico – incontrando la stampa al Centro Operativo Comunale di Penne insieme al capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, e ai rappresentanti delle strutture operative intervenute dal 18 gennaio nelle attività di ricerca e soccorso sul sito dell’hotel Rigopiano”, si legge nel comunicato della Protezione Civile.
“Si è concluso un momento importante dal punto di vista tecnico di ricerca, ma non l’attività del Sistema di Protezione civile che sta garantendo dallo scorso 24 agosto , giorno del primo forte terremoto in queste zone, la propria costante presenza e azione nelle quattro Regioni del Centro Italia” ha dichiarato il Capo Dipartimento Curcio.
“Lo scenario sul quale si sono svolte le operazioni è stato particolarmente difficile sul piano tecnico ma anche sul fronte delle forti emozioni che ha prodotto: “abbiamo gioito quando sono state tratte in salvo 11 persone e ci siamo rattristati nel computo delle 29 vittime” ha proseguito Curcio.
Alla conferenza stampa hanno preso parte i rappresentanti delle diverse componenti del Sistema di protezione civile a sottolineare che “i veri obiettivi nell’interesse del Paese si possono raggiungere se tutte queste eccellenze del Paese lavorano in modo coeso” ha continuato il Capo Dipartimento. “Protezione civile è un sistema in cui ognuno contribuisce per la propria parte: dal volontariato ai Vigili del Fuoco, dalle Forze di Polizia a quelle Armate, dal Soccorso Alpino al alla comunità scientifica – che come sempre ha saputo mettere a disposizione della sicurezza degli operatori le proprie conoscenze, professionalità e strumenti – fino ai Comuni e agli Enti locali per arrivare al singolo cittadino”.
Continua la nota: “Da mesi il sistema è stato sotto pressione ma ha saputo dare risposte ai massimi livelli, sempre”. Ha sottolineato Curcio: “Oggi siamo qui per ringraziare e sostenere questo sistema, ma bisogna supportarlo tutti i giorni, perché l’emergenza è il momento in cui si raccoglie il frutto di un percorso in cui ogni forza pianifica e si struttura per il tempo dell’emergenza”.
Il Capo Dipartimento ha concluso esprimendo vicinanza alle famiglie delle vittime e dei colleghi che hanno perso la vita nell’incidente che ha coinvolto un velivolo del 118 lo scorso 23 gennaio, proprio durante un’operazione di soccorso, ricordando che “chi lavora in emergenza si espone sempre a dei rischi, fino a sacrifici estremi”.

“La speranza” di trovare persone vive sotto le macerie dell’hotel Rigopiano “c’è sempre”. Lo ha detto a In mezz’ora su Rai 3 il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio. “Chi lavora in quelle condizioni – ha spiegato – lavora come se fossero da recuperare persone ancora vive: la speranza c’è sempre, quelle condizioni tecniche difficilissime possono aver dato luogo a situazioni molto particolari, quindi la speranza c’è sempre”, ha concluso Curcio.

Ci sarebbero “tanti morti” all’hotel ‘Rigopiano’ a Farindola, sul Gran Sasso, travolto ieri da una slavina staccatasi probabilmente a causa delle scosse di terremoto di ieri mattina. Trenta persone, il personale dell’albergo e i clienti, da quasi 24 ore sarebbero sotto la neve e le macerie. E’ stata estratta la prima vittima ma “ci sono tanti morti”, ha riferito all’Ansa il capo del Soccorso alpino abruzzese Antonio Crocetta, che da ieri sera si è messo in marcia con gli sci insieme agli altri soccorritori per raggiungere l’albergo poiché le strade di accesso erano bloccate dalla neve caduta negli ultimi giorni.
“L’hotel e’ stato raggiunto alle 4 e 30 di questa mattina da uomini valorosi del soccorso alpino, che in condizioni al limite hanno raggiunto la struttura. Sono state messe in sicurezza due persone, i soccorsi sono al lavoro”. Cosi’ il capo della protezione civile, Fabrizio Curcio nel corso del punto stampa sulle emergenze in corso, trasmesso in diretta da Rainews. Curcio ha precisato che “nell’albergo ci sono una trentina di persone, tra quelle registrate e chi stava lavorando”. Il capo della Protezione civile ha rivolto “un appello alla comunicazione” invitando tutti “al massimo rispetto per quelli del soccorso che stanno lavorando, per le persone nella struttura e per i familiari. Esiste solo una comunicazione che e’ la prefettura”.