Italia Germania

Il programma ‘Stasera casa Mika’ su Rai2 totalizza 3.312.000 spettatori ed uno share del 14,4%, collocandosi al secondo posto degli ascolti del prime time di mercoledì. Lo show del cantante è battuto solo dalla partita ‘Italia-Germania’ su Rai1, che ottiene 7.325.000 spettatori con uno share del 27,7%. A seguire, tra gli ascolti della prima serata: il film ‘Tutta colpa di Freud’ su Canale 5 ha raccolto 2.501.000 spettatori (share 11,1%), ‘Le Iene Show’ su Italia 1 ha conquistato 1.653.000 spettatori, (share 8,6%). Per ‘DiMartedì’ su La7 spettatori 1.038.000 (share 5,4%); il film ‘Jane Eyre’ su Retequattro ha raccolto 859.000 spettatori (share 3,9%) e su Rai3 ‘Tribuna Politics’ 704.000 spettatori (share 2,7%).

“Il risultato va accettato, abbiamo fatto una buona partita. Abbiamo concesso obiettivamente poco, i giocatori mancavano a entrambi”. Così le prime battute del ct Giampiero Ventura sull’amichevole Italia-Germania giocata ieri al Meazza di Milano e terminata con un pareggio senza reti. Il primo tempo favorisce i tedeschi, nella ripresa ha la meglio la nazionale italiana. Prima gli azzurri trovano una buona occasione con Immobile e poi all’82 sono vicini alla vittoria con Belotti, che coglie il palo. La Germania lamenta un gol annullato nel secondo tempo a Volland per fuorigioco. “Abbiamo concesso quasi niente – ha detto Ventura – solo una parata di Buffon e nel secondo tempo neanche un tiro in porta. Mentre noi abbiamo avuto 4-5 palle gol, è stato estremamente positivo l’approccio, la lettura delle situazioni”. Ed ha aggiunto: “complimenti a questa squadra che ha iniziato un percorso e che ha tanto lavoro da fare ma il futuro è molto più roseo di quello che possiamo anche immaginare”.

“Il mio europeo resta positivo? Non me ne frega niente, sono triste e chiedo scusa agli italiani”. Cosi Graziano Pelle’ all’Ansa sul bilancio a Francia 2016. “Se avessi segnato sarei diventato un fenomeno, cosi’ invece…Mi dispiace per tutti, ma non si dica che volevo provocare Neuer: lui neanche se n’e’ accorto, semplicemente facendo il gesto dello ‘scavetto’ lo volevo costringere a rimanere fermo. A fine partita Neuer (portiere della Germania) e’ venuto anche a farmi i complimenti. Nessuno dica che volevo fare lo sbruffone. Certo, mi dispiace davvero tanto quello che e’ successo: e pensare che in allenamento sia io che Zaza la mettiamo sempre dentro la palla. Il fatto e’ che a Bordeaux ho provato ad allargare il tiro, diciamo che ho allargato troppo”. L’attaccante spiega poi il meccanismo di selezione dei rigoristi: “La lista l’ha fatta Conte e piu’ o meno era quella. Poi ognuno diceva se se la sentiva di tirare. E io purtroppo me la sentivo molto…”.

Almeno dieci donne sono morte al largo delle coste libiche nel naufragio di una nave carica di migranti. In 107 si sono salvati, secondo la Guardia Costiera, che è intervenuta in due distinte operazioni. Secondo una stima dell’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni, nel 2016 oltre 230 mila arrivi, la stragrande maggioranza via mare. Quasi 3000 persone sono morte durante la traversata del Mediterraneo. La morte per la nostra cultura è oggi niente più che un incidente di percorso, una notizia e solo il numero delle vittime prova, invano, a svegliarci dal torpore di una coscienza collettiva annoiata e adagiata comodamente sul divano. Prevale l’impotenza e la rassegnazione: migliaia di disperati fuggono dalla morte che li aspetta in acqua, sommersi dai flutti, gettati in mare da moderni gerarchi nazisti della tratta di schiavi. Dieci donne, le ultime, inghiottite dalla nostra inettitudine, dal nostro egoismo indifferente oltre che dall’avidità di marinai-mostri alla guida di barconi. Chi erano queste dieci donne? Erano madri? Lo sarebbero mai diventate? I loro nomi? A nulla serve l’indignazione, a poco servono le lacrime se non seguono i fatti. Salvare le banche e’ una priorità, cercare di risolvere o almeno contenere il dramma delle migrazioni di disperati sembra una utopia. Un fallimento dell’Unione europea, dell’Onu, della Casa Bianca, degli organismi internazionali, della politica globale. Continuino a morire: la nostra vita deve proseguire. E poi domani ci sono gli Europei di calcio; c’è la partita delle partite: Germania-Italia. E sarà comunque goal.