leader

“Sembrava che Renzi fosse un leader che ci potesse accompagnare a fare un passo in più” Deluso? “Mah, non lo so, stiamo a vedere cosa farà”. Lo ha detto Gianni Morandi durante il faccia a faccia di Giovanni Minoli su La7. “L’italia ha perso molte di quelle speranze che avevamo negli anni ’60. Oggi è molto disordinata , non è compatta e non conosciamo più il senso del collettivo: ognuno ha sempre la propria squadra, ognuno ha sempre la propria idea di politica e ognuno vuol fare un partito”, ha aggiunto il cantante emiliano.

“A livello locale l’alleanza con Forza Italia funziona. Il centrodestra funziona e amministra bene in Lombardia, Veneto, Liguria e in centinaia di Comuni. Non capisco perché non farlo anche a livello nazionale”. Matteo Salvini, intervenendo a Coffee Break su La7, ha ribadito il proprio progetto di un’alleanza di centrodestra per le elezioni politiche nazionali, partendo da quello che accade già in molte amministrazioni locali. Sul tema del leader, però, il segretario della Lega ha detto che la cosa peggiore è continuare a fare dei nomi che vengono regolarmente accantonai a breve. “Prima di sapere chi sarà il centravanti – ha detto usando una metafora calcistica – credo che si voglia sapere che progetto abbiamo per i prossimi 20 anni. Chi sarà il portavoce lo decideranno poi gli elettori”. In tema di alleanze, comunque, Salvini ha lasciato una porta aperta al Movimento 5 stelle. “Non ritengo come dicono Renzi e Berlusconi – ha detto ad Andrea Pancani – che i 5 stelle siano un gruppo di pericolosi sovversivi, e in democrazia contano i voti che si prendono. A onor del vero a Roma dopo un anno di Raggi è un disastro e io non sono d’accordo sul reddito di cittadinanza, che è un reddito di immigrazione, ma dico che di certo non farò mai un’alleanza con Renzi’

Si’ a “primarie aperte” per un nuovo centro-sinistra “come chiesto da Giuliano Pisapia”, perche’ “una vera leadership deve avere l’umilta’ di offrire a un campo piu’ ampio la possibilita’ di decidere insieme. E mi riferisco alla societa’ civile”. Lo dice Gianni Cuperlo, intervenuto a Napoli all’assemblea di centro democratico. A suo giudizio un nuovo centro-sinistra e’ possibile, “ma dico che siamo in una stazione di passaggio, in cui il Pd si pone al servizio di un progetto piu’ ampio e quindi deve dare la possibilita’ di scegliere insieme chi ha la capacita’ di unire”. Per l’esponente del Pd, “davanti a noi ci sono giorni che daranno una risposta da cui derivera’ in gran parte il destino dell’Italia nei prossimi anni. Bisogna ripensare le tappe, ma nella convinzione che bisogna avere una meta”. Questa meta “e’ il centro sinistra aperto, largo, unito e vincente. La lotta politica non e’ mai un campo pacificato, vive di conflitti, ma dobbiamo temere un conflitto depurato dal traguardo”.

“La sinistra unita è un’ipotesi inverosimile. Sarebbe un contenitore con dentro tutto e il suo contrario. Io faccio altro: scrivo, racconto, creo. La politica è un altro lavoro e non è il mio lavoro”. Così Roberto Saviano, in un’intervista al Corriere della Sera, a proposito del sondaggio Ipr che darebbe la sinistra alternativa al Pd al 16% con lui come leader. “Tra i tanti errori che potrei commettere nella mia vita futura – rimarca – uno dei più gravi sarebbe mettermi alla guida della sinistra unita”.

“Il Macron che cerca Berlusconi si chiama Berlusconi. Se c’è un leader che è stato un catalizzatore del centrodestra e ha predicato il moderatismo, quello è lu”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a Il Mattino. “La leadership non può essere che la sua – osserva Brunetta – E sulla sua candidabilità, poi, resto ottimista e non pongo limiti alla provvidenza. Se ci sarà una coalizione, a Palazzo Chigi andrà chi ha preso più voti. Perché è quello che è sempre successo. Perché Forza Italia ha sempre preso più voti degli alleati”. E sull’unità del centrodestra Brunetta risponde: “In una logica inclusiva c’è spazio per tutti, tranne che per i traditori che hanno appoggiato Renzi. Anche perché con i Fitto, i Quagliariello, i Mario Mauro, gli Storace e Alemanno, la Democrazia cristiana di Rotondi, i socialisti di Caldoro, i repubblicani di Nucara e i liberali di De Luca e le tante personalità del civismo territoriale oscilliamo tra il 32 e il 35 per cento. E con il voto utile si può arrivare anche al fatidico 40 per cento”.

“Il Pd dovrebbe scegliere un leader che non ha fatto parte di un governo con Alfano e Renzi. Stimo Orlando ma era nel governo che ha fatto scelte discutibili e sbagliate anche se crede in cio’ che dice”. Lo ha detto Massimo D’Alema in un convegno a Brescia. “Le primarie con i gazebo – ha aggiunto – sono un sistema plebiscitario e manipolato, non hanno nulla a che vedere con la democrazia e la politica”.

Questa vince questa perde. Il gioco delle tre carte e’ servito. Renzi continua a dare le carte e impone al nuovo Premier e al Capo dello Stato nomi e incarichi. Abbiamo gia’ detto su questo giornale che Renzi e’ un fuoriclasse. Un po’ come il destino: cinico e baro. Molto cinico, molto baro. Ma la realta’ e’ che non ha avversari e che alla sua leadership non vi sono alternative, e lui questo lo sa bene, a meno che non prenda il sopravvento il M5S. Ps: chi diceva che Angelino Alfano non ha il quid, si guardi un po’ allo specchio.

Renzi o lo ami o lo odi. Non ci sono alternative. Un vero leader politico non puo’ che essere un decisionista ed e’ normale che per i suoi detrattori sia soltanto un arrogante, un ‘uomo solo al comando’, indifferente alle piu’ elementari dinamiche della democrazia. Ma e’ davvero e solo questo Matteo Renzi? Per chi lo apprezza e ne ha colto le capacita’ di sintesi e la lungimiranza, Renzi ha saputo accorciare i tempi delle decisioni politiche, adeguandoli a quelli della societa’ che produce e lavora. Un uomo intelligente dei nostri tempi, che sa progettare, realizzare e comunicare. Gli altri leader politici, a confronto con lui, sembrano preistorici.

Leader politici in campo per l’ultimo week end di campagna elettorale referendaria in vista del 4 dicembre. Il premier Matteo Renzi è a Venezia, Genova, Savona e a Roma, alla ‘Nuvola’ per una serie di iniziative per il Sì. Il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi sarà in piazza Montecitorio, alle 10, per una manifestazione di Idv. A Roma ci sarà un corteo dei cinque stelle con Beppe Grillo e i suoi parlamentari. Silvio Berlusconi sarà intervistato da Emilio Carelli a Skytg24 per spiegare le ragioni del No. Oggi si terrà la manifestazione nazionale ‘Non una di meno’ contro la violenza sulle donne con la partecipazione della presidente della Camera, Laura Boldrini.

Il presidente eletto Donald Trump e il suo vice Mike Pence hanno parlato sinora con 28 leader stranieri, oltre al segretario generale dell’Onu: lo rende noto un comunicato del transition team. La precisazione arriva dopo che il Nyt ha scritto delle difficolta’ dei leader stranieri a contattare Trump. Nell’elenco figurano, tra gli altri, vari leader europei (Renzi, Merkel, Hollande, May) il presidente cinese Xi Jinping, il leader del Cremlino Vladimr Putin, il premier giapponese Shinzo Abe, quello indiano Narendra Modi, quello israeliano Benjamin Netanyahu, quello canadese Justin Trudeau. Tra i presidenti anche Enrique Pena Nieto (Messico), Recep Tayyip Erdogan (Turchia), Abdel Fattah al-Sisi (Egitto), Park Geun-hye (Corea sud), Petro Poroshenko (Ucraina).