Leonardo Sciascia

Scesi dal bus 19 barrato, in via Libertà, all’angolo con via Notarbartolo, attraversai la strada, in tuta e con la racchetta in mano, e lo raggiunsi in prossimità del cancello di Villa Zito ‘posso stringerle la mano?’. Era il 1980. Di lui conoscevo solo ‘Il giorno della civetta’ che avevo appena letto grazie alla scuola. Con quello sguardo sinceramente umile, autentico nella gentilezza, si protese verso di me, ragazzino di undici anni ‘certo, grazie, grazie’. Ricordo che mi sorrise affettuosamente. Mi voltai e me ne andai. Felice. Oggi mi ritrovo, cinquantenne, a constatare l’enorme vuoto che ha creato, venti anni fa, la sua scomparsa. Di Sciascia, del suo valore, della lungimiranza delle sue parole, della sua coscienza civica, della sua libertà di pensiero, oggi abbiamo la piena consapevolezza. Poveri di veri intellettuali come siamo, di pensatori che non debbano rispondere a nessuno se non alla propria moralità e alle proprie idee. Personalmente non riesco a pensare a Sciascia e non anche, contemporaneamente, a Luigi Pirandello. Due facce della stessa medaglia. Due conoscitori dell’anima siciliana, dei siciliani, dei nemici della Sicilia, dei millantatori, degli adulatori di professione, della gente in maschera e con le maschere, dei tanti prostituti, dei demiurghi un tanto al chilo. Sciascia e Pirandello. Pirandello e Sciascia. La Sicilia migliore. Perché… “la verità è nel fondo di un pozzo: lei guarda in un pozzo e vede il sole o la luna; ma se si butta giù non c’è più né sole né luna, c’è la verità.” (L.S)

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, in occasione del trentesimo anniversario della scomparsa di Leonardo Sciascia, avvenuta il 20 novembre 1989, ha disposto con propria determina (numero 201 del 31 ottobre 2019), l’intitolazione della Biblioteca Comunale, in piazzetta Lucrezia Brunaccini, allo scrittore siciliano. “E’ la conferma della straordinaria importanza di Leonardo Sciascia nella storia culturale della Sicilia e nella letteratura europea” ha dichiarato il sindaco di Palermo, in condivisione di impegno con l’assessore alle Culture, Adham Darawsha, e con il presidente del Consiglio Comunale, Salvatore Orlando. La cerimonia di intitolazione e’ prevista per il 20 novembre prossimo, data della ricorrenza.

«La Sicilia offre la rappresentazione di tanti problemi, di tante contraddizioni, non solo italiani ma anche europei, al punto di poter costituire la metafora del mondo odierno». Sono parole di Leonardo Sciascia, nel libro intervista di Marcelle Padovan, ‘La Sicilia come metafora’. Può, la Sicilia oggi essere ritenuta una metafora per la comprensione delle odierne contraddizioni del mondo contemporaneo? A chi scrive la Sicilia appare oggi come una rappresentazione del caos, causato dall’assenza di cultura, intesa come visione di una società imperniata su valori predominanti. Manca una concezione di sviluppo, la politica arranca, la borghesia non solo non é illuminata ma é spenta, i valori della cittadinanza e della polis, dell’appartenenza e e del vivere sociale se ne stanno da parte, coltivati come hobby da una minoranza avveduta. Dove sono i maestri? Dove sono i poeti? Si naviga a vista e il presente é l’unica dimensione. L’abolizione del futuro é stata sancita. Si vive dell’attimo, non per scelta ma per bisogno e per assenza di un domani.

E’ morto a Palermo il giornalista e scrittore Giuseppe Qatriglio. Nato 94 anni fa a Catania, e’ vissuto sin dall’infanzia a Palermo. Laureato in giurisprudenza, ha percorso quasi tutta la sua carriera professionale al Giornale di Sicilia. Si e’ occupato in prevalenza di cultura ma e’ stato anche autore di reportage dall’estero e ha scritto numerosi saggi, romanzi, racconti. Diversi suoi libri sono stati tradotti anche all’estero come “Mille anni in Sicilia. Dagli Arabi ai Borboni”, edito da Marsilio. Fu Quatriglio a scoprire e a fare conoscere a Leonardo Sciascia, di cui era stato amico, le camere di palazzo Steri nei quali i prigionieri dell’Inquisizione avevano scritto i loro drammi e i loro tenebrosi pensieri. Di quel viaggio nelle ombre del passato e di quel ritrovamento ha lasciato una testimonianza non solo sui giornali ma anche nel volume “Urla dal silenzio” (Sellerio editore) nel quale sono pubblicati i saggi di Giuseppe Pitre’ e di Leonardo Sciascia. Lungo l’elenco delle opere di Quatriglio. Tra i saggi vanno ricordati, oltre alla storia della Sicilia, quelli su Cagliostro, sui viaggiatori del Grand Tour, sulla storia di Palermo, su Pirandello e su Michele Amari. Tra i racconti di Quatriglio, che hanno avuto anche vari riconoscimenti, “La donna scarlatta e le ombre”, “Bavaria Klinik”, “L’uomo orologio e altre storie”. Scritti e reportage di Quatriglio, che da giovane ha frequentato la Medill School of Journalism della Northwestern University (Illinois), sono anche apparsi su Oggi, La Settimana Incom, il Messaggero, il Giorno, America Oggi, Nuova Antologia. Grande e’ stato pure l’interesse di Quatriglio, che era il padre della regista Costanza, per la fotografia. Lui stesso era un fotoreporter. Le sue immagini, che corredavano gli articoli, sono state ripubblicate da Alinari e nel volume “Volti del Novecento”: ottanta foto in bianco e nero che ritraggono personaggi del secolo scorso, dal 1947 al 1999. I funerali di Quatriglio si svolgeranno martedi’ 28 marzo, alle ore 12, nella chiesa di San Saverio a Palermo.