Lingotto

Questa sera, alle 18.25 su Rai3, a #Cartabianca in apertura si parlerà di attualità politica, dalla tre giorni del Lingotto alle sfide che si aprono nel centrosinistra. Seguirà un approfondimento sulla lotta al caporalato. A discuterne con Bianca Berlinguer: Maurizio Martina, ministro dell’Agricoltura, e Magdalena Jarczak, sindacalista della Flai Cgil. Ospite della puntata anche l’attore e regista Tullio Solenghi.

La tre giorni di Matteo Renzi al Lingotto di Torino “ha visto la presenza di un botto di gente, gente straordinaria, dopo tre mesi di polemiche e discussioni”. Lo ha detto l’ex premier alla convention organizzata per la sua candidatura alla segreteria del Pd. “In queste sale c’era gente chiusa a discutere sul fatto che la politica e’ una cosa bella, l’elemento chiave e’ che qui c’e’ un popolo, non insieme di dirigenti, c’e’ un popolo che ci crede”, ha detto Renzi. “C’è chi pensa che essere di sinistra sia stare sul palco, fare il pugno chiuso e cantare Bandiera rossa. E’ un’immagine da macchietta, non è il modo di aiutare i cittadini”, ha continuato l’ex presidente del Consiglio. Per l’ex segretario del Pd e oggi di nuovo in corsa: “Un certo amarcord per la sinistra del passato e’ comprensibile ma a volte fa a cozzi dalla realta’. Sento parlare dell’Ulivo da persone che lo hanno segato dall’interno, passaggi di apoteosi sull’Ulivo da chi ha contribuito a concludere anticipatamente l’esperienza di governo di Prodi, cosa che non sarebbe accaduta se fosse stato segretario del partito”. “Nel curriculum possono dire di essere esperti di xylella non di Ulivo”, ha detto Renzi.

“Siamo di fronte a uno schema nuovo: populisti contro responsabili; una sfida da affrontare di petto, con i valori, con le idee per il futuro”. Lo ha detto il ministro della Cultura, Dario Franceschini, intervenendo alla tre giorni del Lingotto. “Se il populismo e’ trasversale, e guardate Grillo, anche noi, in modo intelligente, dobbiamo essere trasversali e Matteo ha indicato questa strada. A loro le paure e a noi le speranze, loro costruiscono i muri e noi costruiamo ponti. Per loro la politica e’ odio, per noi e’ fatta di migliaia di persone che la vivono come servizio”, ha aggiunto.

“Cio’ che sta emergendo in queste ore dalla kermesse del Lingotto restituisce agli italiani la solita, sbiadita foto del Pd: inconsistente, appesa alla cantilena del suo ex segretario, che vuol mostrarsi agli elettori con un’immagine rinnovata, ma continua a ripetere gli effimeri slogan di sempre”, dice l’europarlamentare Lorenzo Cesa (Udc), che conclude: “Mentre il centrosinistra continua la ricerca di un’identita’ che appare sempre piu’ lontana, e il centrodestra rincorre le follie di Salvini, l’Udc ha trovato la sua strada, ripartendo dai propri valori, quelli dell’area democratico cristiana, e seguendo una traccia limpida e chiara, che porta ai bisogni dei giovani, delle famiglie e del Mezzogiorno, a un’idea diversa d’Europa”.

“A chi e’ andato via auguri. Siete andati via e avete festeggiato la sconfitta al referendum e avete festeggiato perche’ li’ avete visto lo spazio di un ritorno alla palude, perche’ li’ avete visto il ritorno in campo del manuale Cencelli”. Il viceministro Teresa Bellanova infiamma la platea del Lingotto. “A chi e’ andato via ribadisco: auguri. Ma in alcune realta’ neanche si accorgeranno di voi. In altre avranno la certezza che se la scissione era una liberazione, come avete dichiarato, questa c’era gia’ stata. Il legame si era gia’ rotto. E stavate su un treno per portarlo verso il deragliamento. Buon lavoro amici e compagni, noi ci sentiamo a casa nostra”. Dario Franceschini prendendo la parola dopo Bellanova, le dice: “Teresa, Teresa…”.

Questo è il compito del Pd: dare un’anima democratica all’Europa, prendersi cura dell’Italia, con identità di un ‘patriottismo dolce’, che restituisce dignità alla politica e bellezza all’Italia”. Matteo Renzi ha chiuso così ieri il suo intervento al Lingotto di Torino che ha aperto la sua corsa alla segreteria del Partito democratico. Oggi alla kermesse di Matteo Renzi interverranno la leader dei radicali Emma Bonino; Sergio Chiamparino; il filosofo Biagio de Giovanni; Debora Serracchiani; Giovanni Recalcati; Pier Carlo Padoan; Maurizio Martina; Dario Franceschini e il politologo Beppe Vacca.

Uno sguardo a quello che sarà il ‘Lingotto 2017′, la kermesse politica voluta da Matteo Renzi come prima tappa della sua campagna per le primarie del partito democratico. Massimo Gramigni, organizzatore dell’evento, che partirà venerdì a Torino, lo ha spiegato ieri durante il programma di Rai Radio1 “Un Giorno da Pecora”. “Il Lingotto 2017 – ha detto – sarà organizzato in questa maniera: all’interno di un padiglione, ci sarà un rettangolo di 140 metri per 50, alto 10 metri, al cui interno ci sarà la platea ovale e 12 grande stanze dove si discuterà il programma della candidatura e quello del futuro governo”. I colori predominanti “saranno il blu ed il rosso”. Renzi dovrebbe intervenire venerdì e domenica. Che musica ci sarà? “E’ più facile che ci siano i Muse o gli U2, le canzoni le sceglie Veronique, un’amica di Matteo Renzi, che è in sintonia con lui dal punto di vista musicale”, ha continuato l’organizzatore. La kermesse sarà simile alla Leopolda? “No – ha dichiarato Gramigni – La Leopolda ha un palco dove ciascuno parla, mentre qui le 12 stanze di lavoro contano quanto la plenaria”.

Il governo di Matteo Renzi ha lasciato l’Italia meglio di come l’ha trovata. A dirlo e’ l’ex premier su Facebook. “Rivisti al rialzo i dati Istat usciti qualche ora fa. Bene il 2016 si chiude con il piu’ 1%. Abbiamo preso un Paese che stava al -2% e lo lasciamo col segno piu’ davanti, finalmente. Naturalmente c’e’ ancora molto da fare, ma per chi ama i bilanci possiamo dare i dati definitivi dei mille giorni: dal secondo trimestre 2014 al quarto trimestre del 2016 il Pil e’ aumentato del 2% (export +10%; investimenti +6%; industria +4%, nonostante il calo di costruzioni, banche e assicurazioni). Se si somma al dato di ieri del lavoro – ricordate: +680mila posti grazie al JobsAct – si puo’ dire che abbiamo lasciato la guida del Paese meglio di come l’avevamo trovata. Ma sappiamo che non basta. E per questo stiamo costruendo i prossimi mille giorni”. Renzi aggiunge che “c’e’ bisogno di una nuova visione per l’Italia dei prossimi anni. Per un’Europa piu’ giusta, con meno burocrazia e piu’ uguaglianza, piu’ opportunita’. Ne parleremo al Lingotto, la settimana prossima. Spero di vedervi in tanti perche’ questa sfida possiamo vincerla solo tutti insieme. Parlando di contenuti, non di polemiche. Raccontando che cosa abbiamo in testa per l’Italia, non parlando di me”. L’ex premier ricorda: “Io continuo a viaggiare, specie al Sud. Dopo la Locride e la Calabria, ho toccato Taranto, Castellaneta, Matera capitale della cultura europea nel 2019, Bari. Tante persone incontrate, tante esperienze raccolte, tanta passione condivisa”.