Massimo Ciancimino

Il pm della dda di Caltanissetta Stefano Luciani ha chiesto la condanna a 5 anni e 9 mesi di Massimo Ciancimino, accusato di calunnia. Secondo l’accusa, Ciancimino avrebbe incolpato falsamente l’ex funzionario del Sisde Lorenzo Narracci di avere avuto un ruolo di intermediario tra il padre Vito, ex sindaco mafioso di Palermo, il boss Bernardo Provenzano e il fantomatico “signor Franco”, ovvero il personaggio dei servizi segreti che sarebbe coinvolto nella presunta trattativa Stato-mafia. Ciancimino, sempre secondo l’accusa, avrebbe anche incolpato l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro di avere avuto rapporti con il conte Romolo Vaselli fornendogli informazioni riservate da fare arrivare al padre Vito Ciancimino. E per l’imputato c’e’ anche l’accusa di violazione del segreto istruttorio per avere rivelato notizie riservate ad alcuni giornalisti. Ciancimino, superteste del processo sulla trattativa, e’ al momento detenuto.

Pignoramento di beni per Massimo Ciancimino, figlio di don Vito, ex sindaco di Palermo e in carcere da gennaio, dove sta scontando quattro anni e cinque mesi per detenzione e porto di esplosivi e fittizia intestazione di beni. Gli ufficiali giudiziari, sono entrati nella sua casa, nella zona centrale di Palermo, a due passi dal teatro Politeama, supportati dalle forze dell’ordine. Pignorati mobili, gioielli ed altri oggetti di valore, azione che avviene dopo le dichiarazioni del superteste-imputato nell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia. Massimo Ciancimino aveva calunniato un ex agente dell’Aisi, Rosario Piraino, sostenendo che fosse emissario del personaggio misterioso “Signor Franco”, e che l’avesse minacciato a Bologna per fargli ritrattare le accuse agli uomini delle istituzioni coinvolti nella vicenda. Dichiarazione falsa per il giudice di Palermo Michele Ruvolo, che ha disposto un risarcimento da 50 mila euro in favore di Piraino che poi lasciò i Servizi. Da qui il pignoramento. La moglie separata di Ciancimino, Carlotta Messerotti, intanto sostiene che tutto cio’ che c’e’ in casa appartiene a lei e non all’ex marito.