militari

Gli Stati uniti non escludono un’opzione militare come risposta alla sempre più grave crisi politica ed economica venezuelana: lo ha dichiarato il presidente Donald Trump, parlando in conferenza stampa. “Abbiamo diverse opzioni per quel che riguarda il Venezuela, compresa quella militare se necessario: abbiamo soldati sparsi per tutto il mondo, in psotio anche molto lontani. Il Venezuela non è lontano e la sua gente sta soffrendo”.

“Il Parlamento ha dato a maggioranza molto consistente il via libera all’intervento, che avra’ come base il porto di Tripoli, di unita’ della nostra Marina a sostegno della guardia costiera libica”. Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni nel collegamento avvenuto ieri con i militari italiani all’estero al Coi. “Sappiamo tutti quanto i cittadini italiani si attendano risultati nella lotta dei trafficanti di esseri umani e nel controllo sui flussi migratori irregolari. Il contributo delle forze armate in questa direzione e’ assolutamente strategico e determinante: questa non e’ certo una missione aggressiva ma di sostegno alla fragile sovranita’ di quel Paese”, ha aggiunto.

“Fortunatamente, sia a Bruxelles sia a Parigi gli attentati non sono andati a segno. Evidentemente l’operatività, la capacità di reagire delle forze dell’ordine belghe e francesi sono superiori a quelle di qualche tempo fa. E anche gli attentatori commettono errori, tanto che alla fine l’unica vittima è stato l’autore stesso del tentativo di strage”. Lo ha detto Antonio Tajani, presidente del Parlamento Europeo, intervenendo in diretta a Voci del Mattino su Radio1 Rai.

Aiuti alle tribu’ in Libia, se serve anche con l’invio di un piccolo contingente militare con il compito di controllare che i patti tra tribu’ vengano rispettati. Questo l’impegno del ministro dell’Interno, Marco Minniti, come spiegato in un colloquio con Eugenio Scalfari su Repubblica. Minniti racconta dei suoi incontri con i capitribu’: “Persone degne della massima considerazione”, ma con “uno scarso potere rappresentativo”, per questo “ho suggerito a ciascuno di loro e a tutti insieme di mettersi d’accordo, costituire una vera e propria confraternita politico-sociale” per parlare “con le autorita’ politiche dello Stato in cui vivono e in quelli limitrofi perche’ queste tribu’ sono piuttosto estese. Hanno molto gradito questo suggerimento e dovrebbero ora effettuarlo”. “La contropartita da parte nostra, cioe’ dell’Italia e dell’Europa, – spiega il ministro – sara’ quella di aiutarli con capitali adeguati e imprese adeguate ad avviare uno sviluppo notevole dell’economia di quei territori. Abbiamo anche fatto delle cifre e abbiamo anche previsto, se necessario, che l’Italia mandi un contingente militare di qualche centinaio di giovani i quali abbiano il solo compito di controllare che i patti tra le tribu’ e i governi vengano rispettati e le persone piu’ disagiate, quelle pronte a trasformarsi in fuggitivi con tutti i malanni che questa situazione comporta, si siano adeguatamente forniti di lavoro e del relativo benessere che da quel lavoro puo’ scaturire”. “Vedremo – conclude – il seguito e l’applicazione concreta, ma le basi fondamentali ormai ci sono”.

“A Milano manderemo altri 150 militari a supportare le forze dell’ordine, che già operano a livelli eccellenti”: lo ha annunciato il ministro dell’Interno Angelino Alfano, che ha partecipato alla riunione sulla sicurezza con i vertici delle forze dell’ordine e il prefetto Alessandro Marangoni. Dopo l’uccisione di un dominicano a Piazzale Loreto e la rissa scoppiata tra un gruppo di filippini sotto il grattacielo della Regione Lombardia con un bilancio di due feriti, il sindaco Sala aveva chiesto un intervento del governo. E sull’immigrazione ha spiegato: “Milano ha già fatto la sua parte. Ha raggiunto la sua quota e quindi se ci sarà un calo degli sbarchi, come è presumibile per il periodo invernale, ci sarà uno stop agli arrivi di migranti”. Il nuovo modulo operativo dei soldati che verranno impiegati in città, a Milano, prevede pattuglie con un agente e due militari. “Tra pochi giorni verrà convocato un nuovo Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Valuteremo la situazione della sicurezza sia alla luce dei più recenti episodi, sia per quanto concerne il modo di impiego e il dislocamento dei militari che coadiuveranno le forze dell’ordine sul territorio”, ha dichiarato il prefetto Marangoni.

I militari che sono impegnati in varie città italiane nell’operazione Strade Sicure “in nessun senso possono sopperire all’operato delle forze dell’ordine”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2016-2017 del Centro alti studi per la difesa (Casd). “In un momento in cui c’e’ la diffusione della minaccia terroristica – ha spiegato Pinotti – mettiamo a disposizione le nostre forze armate, senza prendere i compiti di altri”. Ed ha aggiunto: “Le forze armate sono una risorsa per questo Paese e noi vogliamo metterle a disposizione a 360 gradi senza invadere i campi di altri”.

“Io sto parlando di esercito, di avere un po’ piu’ di militari, dalla campagna elettorale, quindi da un anno. Ne parlero’ con il ministro Alfano e io spero che ci diano alcune forze”. Lo ha spiegato il sindaco di Milano Giuseppe Sala a margine del Consiglio comunale precisando la sua posizione sulla richiesta di avere piu’ militari in citta’. “Mi era stato spiegato che non era possibile” averli subito “perche’ a Roma c’era il Giubileo, che portava nella capitale molti militari per l’operazione Strade sicure – ha detto – Siccome il Giubileo e’ finito io reitero la mia richiesta”. “Non voglio essere polemico ma non ho parlato di via Padova, di quello si parlava nella domanda precedente in cui mi hanno chiesto una opinione sulla situazione della zona – ha aggiunto – Non penso ai militari in via Padova ma penso che avere a Milano un po’ di militari dell’operazione Strade sicure, quando si saranno liberati da Roma, sarebbe una cosa buona”. I militari secondo il sindaco potrebbero presidiare “prima di tutto i luoghi sensibili. Se mettiamo un po’ di militari e liberiamo un po’ dei nostri li possiamo impiegare per altri lavori. Servono un po’ di persone in piu'”.