New York

Come si legge su Milano Finanza “a New York, hanno fatto registrare il tutto esaurito” i laboratori esperienziali delle Strade della Ceramica Siciliana. Il quotidiano dedica un articolo a «Sicily Lands in Hands», il progetto di Migi Press, nato dalla collaborazione tra una serie di comuni dell’Isola: Burgio, Caltagirone, Collesano, Monreale, Santo Stefano di Camastra e Sciacca. “Un progetto cofinanziato dall’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Siciliana nell’ambito dell’iniziativa «Sicilia che piace 2026», che ha portato negli USA le eccellenze artigianali delle sei città siciliane della ceramica, trasformando per tre giorni Brooklyn e Manhattan in una finestra aperta sulla Sicilia. Il sold out registrato sia al Choplet Ceramic Studio Shop & Gallery di Brooklyn sia da Eataly Flatiron, a Manhattan, non rappresenta solo il successo di un evento promozionale, ma conferma proprio la tendenza del mercato turistico a stelle e strisce verso un turismo con al centro identità, artigianato, piccoli borghi e tradizioni locali, aprendo anche inaspettate nuove prospettive di mercato per il segmento delle ceramiche siciliane” continua il quotidiano.

Hillary for mayor: un’ipotesi non da escludere. Lo scrive il New York Post citando il magnate dei supermercati della Grande Mela, John Catsimatidis, secondo cui l’ex candidata democratica alla presidenza Usa sarebbe quasi pronta a tornare nell’arena politica come sindaco di New York, sfidando quest’anno l’attuale primo cittadino Bill de Blasio. Secondo Catsimatidis, proprietario della catena Grestides, la Clinton e’ decisa al 50%. Catsimatidis ha detto che e’ anche pronto a mettersi da parte lui stesso come candidato sindaco in caso Hillary decidesse effettivamente di correre. “Le ho parlato – ha detto Catsimatidis – e non mi ha detto mai oppure no. Secondo la mia opinione personale e’ 50-50”. Il magnate si era gia’ candidato per i repubblicani nel 2013 ma perse le primarie a favore dello sfidante Joe Lhota.

America divisa in due. E non é finita qui. L’elezione di Trump alla Casa Bianca divide e dividerà. Migliaia di persone al grido di ‘Not My President’ sono scese in strada in tutti gli Stati Uniti per protestare contro l’elezione di Trump. Le due manifestazioni piu’ imponenti a New York e Chicago. Almeno 30 persone sono state arrestate a Manhattan dove si e’ svolta una imponente manifestazione contro Donald Trump. In migliaia, nonostante la pioggia, si sono radunati a Union Square e hanno poi sfilato verso Midtown fino alla blindatissima Trump Tower sulla Fifth Avenue , dove si trova l’abitazione del nuovo presidente Usa. Paralizzato per ore il traffico nella zona. Tensione ed arresti anche a Columbus Circle, all’ingresso Nord di Central Park, dove si trova il grattacielo del Trump Hotel. Tutta l’area dove si trova la residenza del nuovo presidente, uno dei cuori pulsanti dello shopping e del turismo a Manhattan, e’ blindatisssima. I voli sopra la zona sono stati vietati. L’isolato della Trump Tower e’ circondato da camion ‘anti-bomba’ pieni di sabbia e da decine di agenti alcuni in tenuta antisommossa. Questi ultimi presidiano anche l’ingresso della residenza della famiglia Trump. Tra gli slogan cantati dalla folla di manifestanti ‘Not my President’ e “Hey Hey Ho Ho Donald Trump has to go’. Ma proteste anche a Seattle, Portland, Oakland, San Francisco, Los Angeles, Boston, Filadelfia, Detroit, Austin. Davanti alla Casa Bianca a Washington una folla di persone si e’ riunita per esprimere tutta la propria rabbia e frustrazione per la sconfitta di Hillary Cinton, invocando anche il nome di Barack Obama.