Olanda

L’Europa sarà teatro di una “guerra santa”. Così il ministro degli Esteri turco Mevlut Çavusoglu, ha commentato l’esito delle elezioni in Olanda. “Quando si guarda ai partiti, si vede che non c’e’ differenza tra i socialdemocratici e il fascista Wilders. Hanno tutti la stessa mentalita’. Avete dato inizio al collasso dell’Europa. State trascinando l’Europa nell’abisso. Presto in Europa inizieranno le guerre sante”, ha dichiarato. L’ultima settimana di campagna elettorale in Olanda si è svolta in forte tensione con Ankara, dopo il divieto da parte della autorità olandesi di consentire comizi a due ministri turchi in vista del referendum costituzionale del 16 aprile in Turchia. Nei Paesi Bassi vivono circa mezzo milioni di turchi su una popolazione complessiva di 17 milioni di abitanti.

Il Vvd, partito popolare per la Liberta’ e la democrazia, del premier uscente Mark Rutte si conferma primo partito in Olanda. Sconfitto l’esponente dell’ultradestra, Geert Wilders. “Oggi, l’Olanda, dopo il Brexit, dopo le elezioni Usa, dice ‘stop’ a questa forma sbagliata di populismo”, ha dichiarato Rutte. “No #Nexit La destra anti Ue ha perso le elezioni in Olanda. Impegno comune per cambiare e rilanciare l’Unione”, così ha scritto su Twitter il premier Paolo Gentiloni, commentando il voto olandese. Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker si è congratulato con il premier olandese Mark Rutte per la sua vittoria, definendo il risultato elettorale “una fonte di ispirazione per molti”. Ha scritto Juncker in una lettera pubblicata online: “I cittadini olandesi hanno votato in modo schiacciante per i valori dell’Europa: società libere e tolleranti in un’Europa prospera”, ed ha aggiunto: “Cerchiamo ora di costruire un’Europa forte insieme”.

Ancora tensione tra Olanda e Turchia dopo che le autorità olandesi hanno impedito la partecipazione di due ministri turchi, degli Esteri Mevlut Cavusoglu e della Famiglia Fatma Betul Sayan Kaya, a un evento politico a Rotterdam dove intendevano fare campagna elettorale per il referendum costituzionale turco del 16 aprile. Vicino al consolato turco a Rotterdam, la polizia ha disperso la protesta di circa 2mila sostenitori di Erdogan con cariche a cavallo e cannoni ad acqua. Dodici manifestanti sono stati arrestati. Il presidente turco, Recep Tayyp Erdogan ha chiesto alla comunità internazionale di imporre sanzioni all’Olanda. L’Olanda “pagherà di certo il prezzo” per avere danneggiato i rapporti con la Turchia e “insegneremo loro la diplomazia internazionale”, ha detto Erdogan. Ed ha aggiunto: “Pensavo che il nazismo fosse morto, ma mi sbagliavo. Il nazismo è ancora diffuso in Occidente”. Il ministro turco degli Affari europei, Ömer Çelik, ha affermato che il modo di agire delle autorità olandesi è “esattamente fascismo”. L’idea che l’Olanda si scusi è “bizzarra”, ha detto il primo ministro Mark Rutte, ricordando che Erdogan “ci ha presentato come fascisti e un Paese di nazisti”; “io tenterò una de-escalation, ma non offrendo scuse”, ha dichiarato a un talk show. Intanto, per le scintille tra i due Paesi, il premier della Danimarca Lars Lokke Rasmussen, ha chiesto di rinviare la visita del premier turco che era in programma per questo mese, ritenendo gli attacchi della Turchia un’azione contro i Paesi bassi. In Germania, il ministro tedesco delle Finanze Wolfgang Schaeuble ha detto che queste tensioni rendono difficili gli aiuti economici alla Turchia.

“Se vinco l’Europa sparirà”. Così il ‘Messaggero’ intitola oggi l’intervista a Geert Wilders, leader populista olandese anti Islam. “L’Europa non è riformabile. E’ una unione politica… e questo non va bene, è inaccettabile”, sostiene il leader del partito della Libertà, secondo il quale “l’Europa non serve per garantire la pace. A garantire la pace ci pensa la Nato”. “Non abbiamo bisogno dell’Unione Europea – incalza il leader populista- non ci porta la pace, non ci porta niente, ci toglie soltanto la nostra sovranità. E noi la nostra sovranità la vogliamo indietro”. “L’Euro, come pure l’Unione Europea, sono come alla fine dell’Impero romano. La fine è già cominciata, tra pochi anni non esiteranno più”, aggiunge Wilders. Il suo partito Pvv potrebbe diventare una delle prime forze politiche dell’Olanda alle elezioni di mercoledì, in uno scenario di un parlamento frammentato. Le altre forze politiche hanno escluso ogni collaborazione con Wilders.

In vista delle attese elezioni olandesi del 15 marzo, il Parlamento uscente, su iniziativa dal cristiano-democratico Pieter Omtzigt (all’opposizione) ha approvato una mozione che chiede al Consiglio di Stato (massimo organo consultivo del governo) di preparare un rapporto sulla possibilita’ e sulle modalita’ dell’eventuale uscita dell’Eurozona del Paese, in parte nostalgico del Fiorino (Gulden). Una volta che il rapporto sara’ preparato sara’ esaminato dai deputati del prossimo Parlamento. Ad alimentare i sentimenti anti moneta unica di alcuni esponenti politici olandsi, la politica di tassi zero della Bce che sta, sostengono, danneggiando i risparmiatori locali. Con la sua iniziativa Omtzigt, scrive il britannico Daily Mail, rischia di favorire ulteriormente l’islamofobo ed eurofobico Geert Wilders, leader del Pvv che tutti i sondaggi danno, seppur in calo, in testa davanti al liberali, Pvd del premier Mark Rutte. Ma il proporzionale puro usato dagli olandesi obbliga i partiti a formare governi di colazion e finora tutti hanno escluso alleanze con Wilders.