omosessuale

Sono in molti a voler difendere i diritti, sacrosanti, degli omosessuali senza averne i titoli, il garbo, il rispetto per le persone. Vi è chi lo fa perché realmente motivato nella tutela della dignità di chi ama persone dello stesso sesso, ma vi è anche chi si cimenta in questa impresa solo per ribadire il proprio ruolo, per farsi portavoce di una istanza senza alcuna autorizzazione o solo per quindici minuti di celebrità. Chissà a quale categoria di difensori appartiene Alessandro Cecchi Paone che, intervenendo in modo scomposto a La zanzara su Radio 24, si è lanciato in una delle sue invettive «Le calciatrici lesbiche hanno un doppio problema. Ci sono molte più donne lesbiche nel calcio femminile che gay in quello maschile. Da anni aspettiamo il coming out di un calciatore, ma dopo il Mondiale ci sarà il coming out di intere squadre femminili. In una squadra almeno la metà sono lesbiche e ovviamente non lo dico in senso negativo. Le ho sempre protette…’. Viene da chiedersi se un atleta ha l’obbligo di dichiarare i propri gusti sessuali, se deve farlo per compiacere Cecchi Paone e chi la pensa come lui. Si tratta forse di una informazione essenziale per apprezzare le gesta sportive di un calciatore o di una calciatrice? Può esistere una sfera della propria vita privata, della propria intimità che è possibile tenere fuori dal clamore della stampa, dei social media e del pettegolezzo? Speriamo di sì