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“Non possiamo pensare di cambiare l’Italia se non coinvolgiamo la popolazione delle periferie. Se li lasciamo in un limbo. Qualcosa, in passato, non ha funzionato in alcune realtà periferiche dove abbiamo perso capacità di consenso e indirizzo”. Così il ministro dell’Interno Marco Minniti da Bologna. “Dobbiamo partire da coloro che vivono in periferia perché sono il popolo italiano – sottolinea – e un partito che si chiama democratico, se non si occupa del popolo e dei più deboli, non si capisce cosa ci sta a fare. Dobbiamo occuparcene con la forza di un progetto politico”. “Rispetto a una persona che ha paura, un sentimento molto intimo e profondo – ha spiegato Minniti – quale dev’essere l’atteggiamento di una grande forza si sinistra? Stare accanto a chi ha paura, ascoltarlo. Poi è qui la differenza radicale tra noi e i populisti, la sinistra riformista cerca di liberare le persone dalle loro paure mentre i populisti fanno finta di ascoltare per tenere la gente incatenata alle loro paure”.

Tremila iscritti al Partito Radicale entro il 31 dicembre per la vita delle lotte nonviolente per lo Stato di Diritto democratico federalista laico.
E’ l’obbiettivo minimo da raggiungere entro il 31 dicembre per assicurare la “vita” al Partito e alle lotte di Marco Pannella. È quanto si legge in una nota.
Per questo sono stati indetti i dieci giorni di mobilitazione straordinaria con Assemblee straordinarie del Partito Radicale a partire dal 26 ottobre in Piemonte e poi fino al 4 novembre in tutta Italia, tre giorni di Convention su Stato di Diritto, diritti umani e lo sterminio per fame nel mondo che si terrà presso la sede del Partito Radicale a Roma dal 27 al 29 ottobre a cui seguiranno due giorni dal 30 al 31 ottobre su carcere e giustizia in Italia.
Alle iniziative partecipano personalità internazionali ed esponenti del Governo italiano, come Sandro Gozi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che interverrà su Stati Uniti d’Europa, domenica 29, Gennaro Migliore e Cosimo Ferri, Sottosegretari al Ministero della Giustizia, che interverranno il 31 ottobre, parlamentari di maggioranza ed opposizione.
Questa mattina i lavori sono poi proseguiti con Sid Ahmed Ghozali già Primo Ministro (Algeria), Abdelbasset Ben Hassen Presidente Istituto Arabo per i diritti Umani (Tunisia) Laura Harth Rappresentante all’ONU del Partito Radicale (Belgio) Nicola Ciracì Deputato, Presidente del Gruppo di Amicizia Italia – Marocco (Italia) Ismail Mohades Scrittore e attivista (Iran) Paul Strauss Senatore Washington D.C. (USA)

Il nuovo partito centrista del presidente francese Emmanuel Macron amplia il suo vantaggio nei sondaggi per le elezioni parlamentari di giugno, secondo le ultime rilevazioni pubblicate stamani, che continuano a evidenziare il momento molto positivo per il neo presidente 39enne. Un sondaggio Harris Interactive mostra che il 32% dei francesi vuole votare per Republique en Marche (Rem), la formazione di Macron, al primo turno delle politiche, il prossimo 11 giugno. Si tratta di una crescita di tre punti percentuali rispetto a una settimana fa, mentre la destra de Les Republicans e l’estrema destra del Front National perdono un punto ciascuno al 19%. Un altro sondaggio pubblicato oggi da Elabe mostra che il 61% dei francesi approva il nuovo governo annunciato ieri, che mescola socialisti, centristi, esponenti della destra e neofiti della politica. Il premier Edouard Philippe, uomo della destra, ha detto che il governo è stata scelto per durare ed è “in linea cone il rinnovamento politico che stiamo attuando”. Macron, che il 7 maggio ha battuto al ballottaggio la leader di estrema destra Marine Le Pen, diventando il più giovane presidente della storia francese vuole sconvolgere il panorama politico francese con il suo nuovo movimento. Punta a ottenere la maggioranza di seggi in parlamento con Rem e gli alleati centristi, il che gli consentirebbe di realizzare al sua ambiziosa agenda di riforme del mercato del lavoro,d elal previdenza, delle scuole e delle pensioni. I sondaggi non prevedono il numero di seggi che Rem potrebbe ottenere sui 577 dell’Assemblea nazionale, a causa del sistema elettorale a doppio turno, nel quale i due partiti più forti al primo turno si sfideranno al ballottaggio il 18 giugno.

“Io avevo capito che il Pd stava cadendo in un sistema di potere e mi sono candidato anche per contrastare questo modello di partito, da cui ho preso le distanze gia’ dai tempi dell’Ilva e del Tap. C’e’ stata una grande opacita’ che, anche se fosse chiarita, mostrerebbe comunque una rilassatezza su aspetti importanti. Il Pd deve tornare a essere un partito di onesta’ e trasparenza. La politica arbitra, non gioca”. Cosi’, sul Corriere della Sera, il governatore della Puglia e candidato alla segreteria del Pd, Michele Emiliano, sulla vicenda Consip, per il quale “il Pd ha vissuto una deriva. Ha abbandonato i deboli, ma anche tanti imprenditori. Il Pd di Renzi ti lascia solo quando sei debole e ti cerca quando sei forte”. Sulla mozione di sfiducia al ministro Lotti, dice: “Se fossi in Parlamento il Pd non si farebbe portare a rimorchio della mozione di sfiducia, ma interverrebbe a tutela di se stesso, del Paese e del governo. Non ci si deve preoccupare tanto di Lotti, quanto di Gentiloni. Chi e’ coinvolto direttamente deve essere piu’ generoso verso il partito che verso se stesso”. Per Emiliano non c’e’ la necessita’ di rinviare le primarie e osserva: “temo che il rinvio del congresso sarebbe la fine del Pd, perche’ dovremmo ammettere la crisi politica e morale del partito. Se anche uno o piu’ candidati fossero in difficolta’, il congresso non si puo’ bloccare. Anche perche’ il Pd non e’ un partito personale. Dobbiamo tirare fuori il congresso dalle indagini”.

“Parisi? E’ simile a un fiume carsico. Scompare e riaffiora in superficie all’improvviso. Se in natura si conoscono le cause di questo fenomeno, in politica nel caso di Parisi sono sconosciute, si possono avanzare solo delle ipotesi o delle illazioni. Porte aperte a chi vuole dare un contributo, se ne e’ capace, ma Forza Italia a mio parere ha una classe dirigente che puo’ e deve affrontare le scadenze e gli appuntamenti decisivi che incombono. Non abbiamo bisogno di chi scompare e riappare, serve molto impegno, passione, esperienza e capacita’ per ricostruire il partito e il centrodestra”. Lo dichiara il senatore di Forza Italia, Altero Matteoli.