Perugia

E’ stato sottoscritto oggi il protocollo d’Intesa tra Regione Umbria, Anci Umbria e le organizzazioni sindacali dei lavoratori del credito (Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Unisin). Con questo atto, valido per i prossimi quattro anni, Regione, Comuni umbri e sindacati bancari si impegnano a lavorare insieme per contrastare la desertificazione bancaria, garantendo la qualità dei servizi e sostegno all’economia locale, e affrontare con determinazione le criticità del settore del credito, garantendo al contempo la stabilità occupazionale nel settore. L’intesa nasce da un percorso di confronto avviato già nella primavera del 2026 tra Regione, Anci Umbria e le sigle sindacali del credito, che ha portato a individuare strumenti condivisi per contenere un fenomeno che negli ultimi anni ha colpito duramente il territorio umbro. I numeri che hanno motivato l’iniziativa, esposti prima della firma dall’assessore allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti, sono allarmanti. Secondo i più recenti dati disponibili sulla desertificazione bancaria, in Umbria vivono ormai circa 53mila persone in Comuni completamente privi di sportelli bancari, un numero cresciuto del 10% solo nell’ultimo anno, mentre sono circa 3.400 le imprese che non hanno più una filiale di riferimento sul proprio territorio, anch’esse in aumento del 10%. Un terzo dei Comuni umbri è oggi senza alcuno sportello bancario, e altri 24 Comuni ne conservano soltanto uno: condizione che, se il trend non dovesse cambiare, rischia entro pochi anni di lasciare senza filiali oltre la metà dei Comuni della regione. ”Un fenomeno – ha detto la presidente della Regione Stefania Proietti – che incide profondamente sulla vita quotidiana delle persone e delle imprese, colpendo in particolare le aree interne, i borghi e i piccoli Comuni umbri, dove la chiusura di uno sportello significa spesso l’ultimo presidio di prossimità che viene meno. Da qui la scelta di istituzioni e parti sociali di costruire una risposta di sistema, la prima a livello nazionale, condivisa e non più affidata alla sola iniziativa dei singoli soggetti. Sono intenzionata a sottoporla alla Conferenza delle Regioni, affinché possa servire da paradigma per la sottoscrizione di altri documenti analoghi. La giunta regionale si impegna a promuovere politiche di sostegno al credito e al lavoro, a coordinare queste azioni con le strategie già in campo per le aree interne e i piccoli borghi, e a intervenire direttamente presso gli istituti di credito affinché mantengano una presenza territoriale adeguata alle esigenze di cittadini e imprese, invitando i Comuni a fare altrettanto presso ad esempio l’istituto di credito che ne cura la tesoreria”.

“Confermiamo che non ci risultano vittime, abbiamo circa una ventina di feriti, alcuni dei quali in codice giallo”, lo ha detto il capo della protezione civile Fabrizio Curcio, a Rieti a circa quattro ore dalla scossa di magnitudo 6.5 che oggi ha colpito le province di Perugia e Macerata. Ed ha aggiunto: “confermiamo tutte le criticità dal punto di vista dei crolli, sia nelle aree storiche centrali, dell’epicentro, ma anche al di fuori di queste”. Il capo della Protezione civile in conferenza stampa ha affermato: “E’ dal 1980 che non ci confrontiamo con un sisma di questa magnitudo”. Curcio ha dichiarato che si stanno “potenziando le strutture ricettive gia’ messe in piedi nelle zone colpite, continueremo in questo modo”. La scossa di magnitudo 6.5 si è verificata in Umbria, epicentro tra Norcia, Preci e Castel Sant’Angelo sul Nera. Il terremoto è stato a 10 chilometri di profondità. La scossa è stata avvertita fortissima in tutto il centro Italia ma anche lungo tutto lo stivale, da Bolzano alla Puglia. ‘E ‘ crollato tutto, vedo colonne di fumo, e’ un disastro, in disastro!”, ha detto il sindaco di Ussita, Marco Rinaldi dopo l’ultima forte scossa. “E’ venuto tutto giù, ormai non ci stanno più i paesi”, così il sindaco di Arquata del Tronto Aleandro Petrucci dopo l’ultima scossa. Per fortuna che erano zone rosse. La poca gente che è rimasta è scesa in strada. Adesso stiamo andando in giro per le frazioni per vedere quello che è successo”.