Pier Luigi Bersani

“Noi italiani conosciamo bene come si reagisce al terrorismo e ai rigurgiti fascisti, abbiamo sempre reagito andando in piazze pacifiche e andandoci con l’unita’ di popolo”. Lo ha detto Pier Luigi Bersani, di LeU, in merito alla manifestazione antirazzista prevista domani a Macerata. E ha continuato “Ristabiliamo subito questi concetti”. “In piazza – ha aggiunto Bersani intervenuto a Padova ad un evento elettorale – ci si va pacificamente, e ci si va piu’ larghi possibile. lo abbiamo fatto quando c’era il terrorismo, quando hanno rapito Moro. Se qualcuno provocava lo isolavi. Si e’ andati tutti quanti in piazza, comunque la si pensasse, a difendere il nostro patto civico, la nostra religione, che si chiama Costituzione, ed e’ antifascista. Quelli di LeU ci saranno con questa posizione”.

“Speranza ha preso una iniziativa importante e ha fatto una proposta seria. C’e’ da augurarsi che le risposte siano serie e non arroganti e propagandistiche. Sarebbe un punto di non ritorno”. Lo scrive su Facebook Pier Luigi Bersani di art. 1 Movimento democratico e progressista. Sul socialnetwork l’ex segretario del partito democratico rilancia l’intervista di Roberto Speranza su Repubblica dove il coordinatore di Mdp chiede al Pd un confronto per discutere di sinistra e alleanze future.

Si torna a parlare di primarie per la guida del centrosinistra in vista delle politiche. “Fosse per me le farei”, afferma Pier Luigi Bersani, leader di Mdp, in un colloquio con la Stampa in cui apre a una possibile alleanza con il Pd alle prossime politiche. Pisapia, secondo l’ex segretario del Pd, potrebbe sfidare Renzi “ma con il Mattarellum, che prevede vere coalizioni, non con questa legge che stanno discutendo. E con un’intesa su un programma in discontinuita’ con i governi di questi anni”.
Aggiunge Bersani: “Noi non siamo la sinistra settaria, non siamo la Cosa rossa. Se c’e’ un centrosinistra pulito, senza Alfano, come nel Lazio e in Lombardia, noi ci sediamo al tavolo. Ma non credo che Renzi vorra’ allearsi con noi. Non ci ha neppure invitato alle feste dell’Unita’”. Riguardo alla legge elettorale e al Rosatellum, Bersani osserva: “A me pare un Verdinellum. Ci saranno ancora piu’ parlamentari nominati rispetto a quelli previsti dalla legge attuale. A me pare un regalo alla destra, una promessa di inciucio”. Se il Pd vuole fare sul serio una coalizione serve il Mattarellum che ci hanno bocciato in commissione. Ma noi siamo disposti a votare domani mattina anche una seria legge di tipo tedesco”.

Quanto dura il governo Gentiloni? “Questo governo deve garantirsi che il Parlamento abbia fatto le leggi elettorali, risolvere il problema delle banche, vedere cosa ci dice l’Unione europea sulle banche e in questo stesso tempo, saranno mesi, correggere delle politiche. Sto parlando di cose che possono correggere l’incertezza e lo scontento che c’e’ tra la gente. Dico una questione su tutte: l’umiliazione del lavoro. Bisogna interessarsi di queste cose”, risponde Pier Luigi Bersani a margine di un seminario. “Non e’ questione di un mese di piu’ o di meno. E spero che questi mesi, pochi o tanti che siano, consentano al mio partito, alla mia gente di riprendere i contatti con la gente che ha dei problemi”, aggiunge.

“Invito tutti i commentatori a levarsi dalla testa il tema della scissione. Nessuno mi buttera’ fuori dal mio partito, cioe’ da casa mia, ci puo’ riuscire solo la Pinotti schierando l’esercito”. Cosi’ Pier Luigi Bersani, interpellato in Transatlantico.  Questo il commento dell’ex segretario del Pd, il giorno dopo l’infuocata direzione del partito nel corso della quale sono state espresse le posizioni della minoranza. E’ stato annunciato il No al referendum, ma anche l’insoddisfazione per le aperture fatte da Matteo Renzi sulle modifiche alla legge elettorale. Le posizioni restano distanti e quasi tutti i commentatori politici hanno paventato il rischio, concreto, di una scissione del partito.