Podemos

“Come abbiamo ripetuto anche ieri insieme alla leader della Linke Katja Kipping il presente e il futuro dell’Europa e della sua democrazia passa da Barcellona e dalle risposte che verranno dalla politica spagnola. Ieri la sindaca Ada Colau, oggi il leader di Podemos Iglesias lanciano un monito ed un appello: ci sono solo pochi giorni per evitare un disastro irreparabile. Hanno ragione , ora e’ il momento di cogliere gli ultimi spazi per il dialogo indispensabile per trovare le soluzioni necessarie”. Lo afferma Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana. “Il governo italiano- conclude il segretario di SI- nelle sedi internazionali da Bruxelles a Madrid faccia tutto il possibile in queste ore perche’ l’appello di Iglesias non cada irresponsabilmente nel vuoto”.

“Il re ha fatto un errore storico che compromettera’ il suo futuro politico. Non ha parlato con nessuna forza politica fondamentale, non ha parlato con i baschi, non ha parlato con noi. Ha fatto una dichiarazione in cui ha rotto la neutralita’, ha fatto il discorso del governo. Un re che e’ un re del governo e non e’ il capo dello stato di tutti i cittadini e’ un re che ha problemi di legittimita’. Quello che ha fatto e’ stato molto irresponsabile”. Lo ha sottolineato Pablo Iglesias leader di Podemos, intervenuto questa mattina al programma Agora’ su Rai3. Il Re “non ha parlato del dialogo dei feriti, non ha avuto una sola parola alle persone ferite nelle cariche quindi ha fatto un discorso irresponsabile in cui ha lasciato fuori migliaia di cittadini catalani”, ha aggiunto sottolineando che “la Spagna non e’ un paese monarchico e’ un paese che ha voluto un re che aveva una capacita democratica di garantire la democrazia in un paese dove l’armata nel passato non era democratica. Adesso bisogna chiedere a cosa serve questo re che non e’ stato votato da nessuno. In Italia avete un capo dello Stato che scelgono i cittadini italiani. Qui no. A cosa serve? E questa e’ una domanda che le nuove generazioni spagnole si faranno”, ha concluso.

“Non siamo certo tifosi dei nazionalismi nè delle scelte indipendentiste unilaterali, ma vogliamo dirlo con grande forza: consideriamo la vergognosa repressione messa in campo dal governo Rajoy, che tutto il mondo ha potuto vedere in diretta, un vero scandalo. Rinnoviamo la richiesta al presidente del Consiglio italiano affinchè il nostro governo si attivi perché ritorni la politica, ritorni la democrazia, ci sia più democrazia, e si costruiscano occasioni di dialogo tra la Catalogna e la Spagna”. Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. “Ci auguriamo – prosegue il leader di SI – che l’iniziativa intrapresa in queste ore da Podemos nei riguardi del Psoe aiuti a trovare una soluzione diversa di quella di un governo che oggi non rappresenta più non solo la Catalogna ma la Spagna tutta. Sinistra Italiana – conclude Fratoianni – sostiene gli sforzi della Sindaca di Barcellona Ada Colau che sta insistendo sulla necessità di una soluzione politica che metta al centro la democrazia e il dialogo”.

Il carismatico leader di Podemos, Pablo Iglesias,e’ stato rieletto alla guida della formazione anti-establishment spagnola. Piu’ di 155 militanti hanno votato per lui e per la sua lista congressuale, approvandone la linea politica, dopo i forti dissensi interni con il numero due della formazione, Inigo Errejon. Podemos e’ nato nel gennaio 2014 sulla falsariga del partito greco di sinistra Syriza e ha avuto un forte successo elettorale in un paese attraversato da una grave crisi economica e, oltre a una consistente presenza in Parlamento, guida citta’ come Madrid e Cadice. Iglesias rappresenta l’ala piu’ di sinistra del partito che punta sul movimento anche di piazza e l’alleanza con ecologisti e comunisti, il suo avversario Errejon voleva a una maggiore trasversalita’ anche verso l’elettorato piu’ moderato del Partito socialista.

I sondaggi parlano chiaro: il Partito socialista operaio spagnolo (Psoe) e’ oramai la terza forza politica, dietro i popolari (Pp) al governo e dietro anche la formazione antisistema di Podemos. Ma dopo diversi mesi passati a constatare una emorragia di consensi, i socialisti ottengono dai dati elaborati a gennaio dal Centro di ricerche sociali (Cis) ben l’1,6 per cento di consensi in piu’ rispetto a ottobre. La ragione, per i quotidiani di centrodestra “El Mundo” ed “Abc” e’ indubbia: l’elettorato premia la linea moderata e di responsabilita’ che ha portato il partito, astenendosi al voto di investitura, a consentire al conservatore Mariano Rajoy di formare un governo di minoranza. I pronostici del Cis, molto accreditati presso l’opinione pubblica spagnola, assegnano al Pp un 33 per cento (0,5 per cento in meno rispetto ad ottobre), il 21,7 per cento a Podemos (-0,1 per cento), il 18,6 per cento ai socialisti e il 12,4 a Ciudadans (-0,4 per cento), partito centrista che garantisce appoggio esterno al governo.

Mariano Rajoy è il vincitore delle politiche spagnole, che hanno visto tramontare il ‘sogno’ di Podemos di diventare il primo partito della sinistra superando i socialisti e candidarsi alla guida del governo. “Rivendichiamo il diritto di governare – ha detto il premier spagnolo uscente e leader del Pp – perchè abbiamo vinto. Da domani – ha aggiunto – inizieremo a parlare con tutti” in vista della formazione di un futuro governo. Il Pp ha conquistato la maggioranza assoluta nel Senato di Madrid con 130 seggi su 208, davanti a Psoe (43) e Podemos (16). Rispetto al Senato uscente il Pp cresce di 6 seggi, il Psoe ne perde 4. I senatori in Spagna non votano la fiducia al governo ma sono decisivi nelle riforme costituzionali. Il Partito di Rajoy ha superato il Psoe nel suo bastione storico, l’Andalusia. I popolari hanno ottenuto nella ‘regione rossa’ il 33,5% dei voti e 23 deputati, contro il 31,2% e 20 seggi dei socialisti. Podemos è terzo con il 18,5% e 11 deputati andalusi.