Poletti

“Bisogna sostenere l’occupazione dei giovani anche attraverso un intervento che nel tempo garantisca una diversita’ di costo tra il lavoro stabile e quello temporaneo. E’ un impegno al quale dobbiamo trovare una risposta. Alcune risposte le abbiamo gia’ date. Ma su questo versante si puo’ e si deve fare un altro passo avanti”. Lo dice il ministro del lavoro Giuliano Poletti nel corso del seminario dal titolo “Non e’ una pensione per giovani. Rapporti tra generazioni e riforma del sistema previdenziale”, tenuto al Pd.

“C’e’ sicuramente un buon risultato e un apprezzamento in generale. Naturalmente c’e’ un lavoro di monitoraggio e verifica importante da fare: essendo una novita’, una innovazione, ha bisogno di essere analizzata puntualmente perche’ possono esserci dei problemi e bisogna affrontarli. Ma credo che il giudizio non possa che essere positivo”. Lo ha detto il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti in occasione del convegno “L’alternanza scuola-lavoro: l’impegno della cooperazione” al liceo linguistico statale Ninni Cassara’, a Palermo.

‘Il lavoro? Piu’ facile trovarlo giocando a calcetto che mandando un curriculum”. Sara’ vero? Probabilmente, ma sentire questa frase dalla bocca del ministro della Repubblica, dicastero Lavoro, Giuliano Poletti, fa un certo effetto. Il ministro con tanta barba bianca e poca saggezza non e’ nuovo a questo genere di affermazioni. Anzi. Appartiene infatti a quella schiera di politici che parlano senza pensare. Una disgrazia per il nostro Paese. Come quella della disoccupazione.

Il Consiglio dei ministri ha condiviso la decisione del Presidente Paolo Gentiloni di conferire al ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, le funzioni, attualmente proprie, in materia di politiche giovanili, servizio civile nazionale e universale, nonche’ integrazione. Il Consiglio dei ministri ha inoltre approvato l’integrazione della delega di funzioni conferita dal ministro dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan al vice ministro Luigi Casero. L’integrazione riguarda le funzioni relative al contenzioso valutario e all’attivita’ finalizzata al contrasto del riciclaggio, nonche’ quelle per la disciplina della revisione legale e della gestione dei relativi registri ed elenchi.

“Riteniamo doveroso e urgente promulgare provvedimenti straordinari di sostegno al reddito per quanti siano impossibilitati a continuare la propria attivita’ lavorativa e per le categorie indigenti”. È quanto si legge in una nota della Cgil nazionale in merito all’emergenza sociale vissuta nelle aree terremotate, dovuta al succedersi di eventi sismici e atmosferici di forte intensita’ e grande diffusione. “Tali strumenti, in deroga all’attuale legislazione, – prosegue la Cgil – dovranno avere modalita’ volontarie di accesso, estendersi a un bacino ampio di popolazione, ed essere amministrati dalle quattro Regioni coinvolte dal sisma”. “Sollecitiamo il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti a intervenire rapidamente e fattivamente su questo tema e – conclude la nota – siamo disponibili a esaminare forme sperimentali di sostegno al reddito utili al superamento dell’emergenza”.

“Pare che il premier Gentiloni abbia intimato al ministro del lavoro, dopo la sua sprezzante ‘perla’ sui giovani che vanno all’estero, di smetterla di dire sciocchezze, cosa che negli ultimi tempi gli sta riuscendo molto bene, purtroppo per l’Italia. Tuttavia non basta”. Lo afferma Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana. “Il ministro del lavoro – prosegue l’esponente della sinistra – tolga il disturbo, anzi per dirla ‘alla Poletti’ si tolga dai piedi, se va via il Paese non ne soffrira’, anzi siamo certi che il giovamento sara’ notevole. Se poi – conclude Fratoianni – a togliersi dai piedi fosse anche il Jobs Act sarebbe perfetto”.

Non si placano le polemiche e i botta e risposta tra Salvini e il governo sulla gestione del fenomeno dei migranti. I casi di questi giorni – i migranti respinti a Goro – e il tira e molla con Bruxelles sui fondi per l’accoglienza, offrono il destro al leader della Lega che di certo non si tira indietro. “Poletti, ministro del lavoro (lavoro delle cooperative rosse, forse) ripete ancora oggi che “i migranti pagano all’Italia il doppio rispetto a quello che ricevono indietro”, e che pagano le pensioni degli italiani. Solita barzelletta di un governo razzista che sta pagando, coi soldi degli italiani, l’albergo a 163.000 immigrati, di cui oltre il 60% e’ clandestino e dovrebbe essere espulso (ma non lo sara’). Poletti, Renzi e Alfano, fatevi pagare lo stipendio dai ‘migranti’ e magari emigrate pure voi, l’Italia ve ne sara’ grata”. Lo scrive su facebook Matteo Salvini, segretario della Lega Nord.

“Tra sviluppo e legalita’, dirimente diventa la questione del lavoro e della dignita’ dello stesso”. Così il ministro del Lavoro Giuliano Poletti alla presentazione a Palermo di un pacchetto di misure a tutela delle imprese e dei lavoratori delle aziende sequestrate alla mafia. La proposta e’ stata presentata oggi alla Biennale dell’Economia cooperativa da Legacoop Sicilia. “Anche grazie alle associazioni – ha proseguito – e’ cambiato l’assioma che contro la mafia non si puo’ fare nulla. Ora occorre rafforzare la rete e dare risposte”. Il governo nazionale per il 2017 ha messo a disposizione circa 700 milioni di euro per incentivi all’assunzione di giovani fino a 25 anni e disoccupati di lungo periodo.

“Abbiamo deciso di introdurre la tracciabilita’ piena dei voucher per contrastare con ancora maggior forza il loro utilizzo irregolare, prevedendo, per i committenti, l’obbligo di comunicare via sms o posta elettronica alla sede territoriale dell’Ispettorato del lavoro, almeno 60 muniti prima dell’inizio della prestazione lavorativa, i dati anagrafici del lavoratore, il luogo e l’ora di inizio e di fine della prestazione. È un intervento importante, che il governo ha voluto con forza per riaffermare l’importanza delle legalita’ nel lavoro, e di cui monitoreremo gli effetti: qualora non si ottenessero i risultati voluti interverremo ancora”. A dirlo e’ il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, commentando l’approvazione, nel Consiglio dei Ministri di ieri sera, del decreto legislativo correttivo del Jobs Act che contiene, oltre alla norma sui voucher, altri interventi di rilievo. “Abbiamo previsto – prosegue Poletti – la possibilita’ di trasformare i contratti di solidarieta’ ‘difensivi’ in contratti di solidarieta’ ‘espansivi’, in modo da favorire ed ampliare l’opportunita’, per le imprese, di accrescere gli organici e di far entrare dei giovani ricorrendo alla riduzione di orario”. Un capitolo particolarmente significativo e’ quello che riguarda gli ammortizzatori sociali. “Al fine di attuare una specifica indicazione del Parlamento – sottolinea il Ministro – abbiamo deciso un intervento sulla cassa integrazione straordinaria per le aree di crisi industriale complessa. Per evitare che i processi di reindustrializzazione in atto si interrompano e i lavoratori perdano il legame con la loro azienda, viene introdotta la possibilita’ di prorogare la Cigs fino a 12 mesi legandola alla presentazione di un piano di recupero occupazionale che preveda appositi percorsi di politiche attive del lavoro. È stato inoltre previsto, per tutto il territorio nazionale, di aumentare dal 5% al 50% la percentuale delle risorse finanziarie per la cassa integrazione e la mobilita’ in deroga che le Regioni potranno utilizzare in modo piu’ libero al fine di affrontare le situazioni sociali piu’ difficili”. “Il Governo – conclude Poletti – ha convenuto che per le situazioni non coperte da queste misure verra’ predisposto un intervento normativo specifico all’interno della legge di bilancio”.

“In queste settimane la questione sociale e’ diventata un tema di grande discussione in molte sedi, a cominciare da quella europea, credo sia un bene, abbiamo un grande bisogno di un’Europa sociale, ma l’Europa deve cambiare politica economica”. Così il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, intervenendo alla presentazione del rapporto annuale dell’Inps. “Non si puo’ far camminare in parallelo austerity e politiche sociali e per questo motivo il nostro Paese insiste con forza perche’ si cambi l’impianto e la struttura. Noi chiediamo di affrontare le tematiche sociale ma in un disegno diverso. Le politiche sociali hanno molto a che fare con le politiche economiche e del lavoro, noi abbiamo bisogno che rapidamente si prendano delle decisioni”.