Psoe

“Non siamo certo tifosi dei nazionalismi nè delle scelte indipendentiste unilaterali, ma vogliamo dirlo con grande forza: consideriamo la vergognosa repressione messa in campo dal governo Rajoy, che tutto il mondo ha potuto vedere in diretta, un vero scandalo. Rinnoviamo la richiesta al presidente del Consiglio italiano affinchè il nostro governo si attivi perché ritorni la politica, ritorni la democrazia, ci sia più democrazia, e si costruiscano occasioni di dialogo tra la Catalogna e la Spagna”. Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. “Ci auguriamo – prosegue il leader di SI – che l’iniziativa intrapresa in queste ore da Podemos nei riguardi del Psoe aiuti a trovare una soluzione diversa di quella di un governo che oggi non rappresenta più non solo la Catalogna ma la Spagna tutta. Sinistra Italiana – conclude Fratoianni – sostiene gli sforzi della Sindaca di Barcellona Ada Colau che sta insistendo sulla necessità di una soluzione politica che metta al centro la democrazia e il dialogo”.

E’ terminata la lunga fase di stallo della politica spagnola. Dopo l’investitura concessa dal Parlamento, il leader del Partito popolare (Pp) Mariano Rajoy si appresta a giurare come presidente del governo. Giovedi’ presentera’ al Re Filippo VI la lista dei ministri e per venerdi’ e’ atteso il primo consiglio dei ministri. Il voto con cui Rajoy ha ottenuto il secondo mandato ponendo fine a una vacatio di oltre trecento giorni ha aperto diversi scenari politici nel paese. Il piu’ sensibile riguarda il destino del Partito socialista spagnolo (Psoe): l’astensione della maggioranza dei suoi parlamentari ha garantito a Rajoy la maggioranza semplice, utile a diventare capo del governo per la seconda volta – una costante da quando la Spagna e’ tornata alla democrazia – ma ha creato una frattura nelle stesse file socialiste. Il voto contrario espresso dai socialisti catalani (Partit dels Socialistes de Catalunya, Psc) sara’ oggetto di un confronto con la dirigenza centrale che potrebbe anche portare a rivedere il patto che da decenni lega le due entita’. Polemica anche la decisione dell’ex segretario Pedro Sa’nchez di non presentarsi al voto e di dimettersi da deputato. Contrario a un nuovo mandato di Rajoy, Sa’nchez ha detto di volersi ricandidare alla guida del partito disegnando una strategia piu’ vicina alle politiche del partito emergente Podemos. “E’ stato un errore definirli semplicemente populisti”, ha detto Sa’nchez in una dichiarazione rilanciata dai media locali. Per il quotidiano conservatore “El Mundo”, il nuovo esecutivo costretto a governare in minoranza, dovra’ essere molto piu’ attento alle questioni politiche rispetto al profilo economico che lo ha contraddistinto, garantendogli – unico tra i leader del Sud Europa – la conferma al potere dal dopo elezioni europee del 2014. Al tempo stesso si osserva che il partito di governo e’ tutto sommato uscito indenne dalla tempesta politica nata con l’avanzata dei nuovi partiti: Podemos a sinistra, e i riformisti di Ciudadans. Molte le segnalazioni inoltre per la decisione di Rajoy di non discutere con nessuno la formazione dell’esecutivo e tenere blindati i nomi della squadra fino a giovedi’: un impegno che sara’ mantenuto, assicurano i media locali, e che per questo agita le fila di un partito comunque alla ricerca di un cambio.

Mariano Rajoy è il vincitore delle politiche spagnole, che hanno visto tramontare il ‘sogno’ di Podemos di diventare il primo partito della sinistra superando i socialisti e candidarsi alla guida del governo. “Rivendichiamo il diritto di governare – ha detto il premier spagnolo uscente e leader del Pp – perchè abbiamo vinto. Da domani – ha aggiunto – inizieremo a parlare con tutti” in vista della formazione di un futuro governo. Il Pp ha conquistato la maggioranza assoluta nel Senato di Madrid con 130 seggi su 208, davanti a Psoe (43) e Podemos (16). Rispetto al Senato uscente il Pp cresce di 6 seggi, il Psoe ne perde 4. I senatori in Spagna non votano la fiducia al governo ma sono decisivi nelle riforme costituzionali. Il Partito di Rajoy ha superato il Psoe nel suo bastione storico, l’Andalusia. I popolari hanno ottenuto nella ‘regione rossa’ il 33,5% dei voti e 23 deputati, contro il 31,2% e 20 seggi dei socialisti. Podemos è terzo con il 18,5% e 11 deputati andalusi.