Rajoy

“Non siamo certo tifosi dei nazionalismi nè delle scelte indipendentiste unilaterali, ma vogliamo dirlo con grande forza: consideriamo la vergognosa repressione messa in campo dal governo Rajoy, che tutto il mondo ha potuto vedere in diretta, un vero scandalo. Rinnoviamo la richiesta al presidente del Consiglio italiano affinchè il nostro governo si attivi perché ritorni la politica, ritorni la democrazia, ci sia più democrazia, e si costruiscano occasioni di dialogo tra la Catalogna e la Spagna”. Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. “Ci auguriamo – prosegue il leader di SI – che l’iniziativa intrapresa in queste ore da Podemos nei riguardi del Psoe aiuti a trovare una soluzione diversa di quella di un governo che oggi non rappresenta più non solo la Catalogna ma la Spagna tutta. Sinistra Italiana – conclude Fratoianni – sostiene gli sforzi della Sindaca di Barcellona Ada Colau che sta insistendo sulla necessità di una soluzione politica che metta al centro la democrazia e il dialogo”.

Il premier spagnolo, Mariano Rajoy, incontrerà oggi il leader del Psoe, Pedro Sanchez, e il presidente di Ciudadanos, Albert Rivera, per illustrare loro le operazioni giudiziarie e di polizia in corso in Catalogna per impedire che vi siano le condizioni per lo svolgimento del referendum per l’indipendenza convocato per il primo ottobre. In questo modo, spiegano fonti citate dal cito di El Pais, Rajoy vuole la conferma dell’appoggio dei due partiti – che non partecipano al suo governo di minoranza ma ne hanno permesso la formazione – alle azioni del governo contro la sfida secessionista catalana. Subito dopo la notizia degli arresti, il Psoe ha confermato l’appoggio del governo “anche alle misure che risultano più difficili da accettare”, ha affermato il segretario della Organización socialista, José Luis Ábalos. “Il Psoe è stato sempre in difesa della legalità”, ha aggiunto.

“Italia e Spagna si appellano con forza al Governo venezuelano affinche’ riconsideri la sua decisione di indire un’Assemblea costituente. Anche perche’ la Costituzione del 1999 prevede gia’ i meccanismi utili a individuare una soluzione politica in grado di ricomporre i diversi interessi nel rispetto delle Istituzioni, delle leggi e della sovranita’ popolare”. Lo scrivono il presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni e il presidente del governo spagnolo Mario Rajoy in una lettera-appello congiunta al presidente del Venezuela Nicolas Maduro pubblicata dal Corriere della Sera. “Chiediamo che Maduro e il suo governo non reprimano il dissenso, rispettino la separazione dei poteri e la legittimita’ democratica dell’Assemblea nazionale cosi’ come i diritti umani, incluso il diritto a manifestare pacificamente”, scrivono Gentiloni e Rajoy, secondo cui “e’ tempo di definire una piattaforma negoziale che attivi una dinamica di riavvicinamento e di responsabilita’ comune tra le forze contrapposte”. “Nel farlo – evidenziano i due leader europei – non si potra’ prescindere da quattro condizioni fondamentali per raggiungere un risultato efficace: rispetto dello Stato di diritto, e in particolare dell’autonomia del Parlamento, rilascio dei detenuti politici, apertura di un canale umanitario a favore della popolazione venezuelana e adozione di un calendario elettorale chiaro e condiviso”. “L’Italia e la Spagna saranno al fianco del Venezuela in questo difficile percorso. Ma la responsabilita’ ultima sulla strada da intraprendere – scrivono Gentiloni e Rajoy – spetta naturalmente al Governo del Venezuela. Alle sue scelte politiche – che la Storia verra’ chiamata a giudicare – sono appesi il destino, i bisogni, le speranze e le paure di milioni di cittadini”.