Rapporto Migrantes

Dal 2006 al 2016 la mobilita’ italiana e’ aumentata del 54,9 per cento passando da poco piu’ di 3 milioni di iscritti all’Aire, a oltre 4,8 milioni. A gennaio del 2016 gli italiani iscritti all’Anagrafe dei residenti all’estero sono 4.811.163. Sono i numeri nel “Rapporto italiani nel mondo 2016” della Fondazione Migrantes della Cei presentato a Roma. Nel 2015 ad espatriare sono stati 107.529 italiani, il 6,2% in piu’ rispetto al 2014. Di questi, il 36,7%, ha tra i 18 e i 34 anni. La maggior parte delle iscrizioni riguarda l’espatrio (oltre 2,5 milioni) e la nascita (1.888.223). Resta ancora al primo posto l’origine meridionale dei flussi, con la Sicilia che vede registrati 730.189 iscritti, anche se si assiste ad un calo progressivo dei valori percentuali del Sud a favore di quelli del Nord del Paese. L’Isola è seguita da Lazio e Campania, ma si osserva una dinamicita’ anche delle regioni settentrionali, in particolare Lombardia e Veneto. La Germania e’ la destinazione preferita seguita dal Regno Unito. “I flussi migratori che guardano oggi all’Europa e agli Stati Uniti – ha detto il presidente della Repubblica Mattarella – hanno una portata di durata epocale. Affrontarli con intelligenza e con visione e’ necessario per costruire un mondo migliore con lo sviluppo dei Paesi di origine”. Ed ha continuato: “La nostra cultura e’ anche l’immensa ricchezza che gli italiani, nel tempo, hanno seminato nel mondo, abbellendo e rendendo piu’ prosperi tanti territori nei diversi continenti. E questa cultura e’ poi tornata, accresciuta, nella nostra comunita’” . Ha commentato il premier Matteo Renzi: “La notizia mi ha fatto male ed e’ per questo che dobbiamo rendere il Paese piu’ semplice. I ragazzi che vogliono andarsene hanno tutto il diritto di farlo, noi dobbiamo creare un clima che permetta loro di tornare”. Il presidente del Consiglio lo ha dichiarato in una intervista realizzata dal vicedirettore della Stampa Massimo Gramellini, aggiungendo: “Lo scambio europeo e’ fisiologico ma siamo ancora poco attrattivi. Bisogna creare occasioni d’innovazione e ricchezza”.