reddito di cittadinanza

Non c’è tempo da perdere: al M5S il reddito di cittadinanza o qualcosa che ci assomigli, serve prima delle Europee. I sondaggi confermano che il bluff interpretato dai seguaci di Grillo e di Casaleggio è stato ormai ampiamente smascherato. L’incompetenza e l’improvvisazione che hanno sin qui dimostrato molti dei suoi ministri, l’evanescenza e l’inconsistenza politica del premier Giuseppe Conte, l’arroganza del capo politico nonché vicepremier in coabitazione, Luigi Di Maio sono sotto gli occhi di tutte le persone dotate di buonsenso e decenza. Ciò che occorre, per non vedersi doppiati dalla Lega di Salvini è portare in dote il reddito di cittadinanza. Poco importa se nel frattempo il nostro Paese andrà a rotoli e se rimarrà isolato dall’Unione europea. La vita politica, la sopravvivenza del personale politico pentastellato, altrimenti destinato ai giardinetti, dipende dalla elargizione di un sussidio ai disperati del Mezzogiorno, che potranno prontamente ricambiare con il loro voto per il rinnovo del Parlamento europeo, sbarrando il simbolo del M5S.

“Beppe Grillo, Davide Casaleggio, gli eletti M5S e tutti coloro che vogliono un Paese più giusto e civile, sabato 20 maggio saranno di nuovo in marcia da Perugia ad Assisi per chiedere l’adozione del reddito di cittadinanza”. E’ quanto si legge in un comunicato del M5S. “Se oggi nel nostro Paese, si parla di lotta alla povertà è soprattutto grazie all’azione politica che il MoVimento 5 Stelle porta avanti da anni nelle istituzioni, battendosi per introdurre un reddito di dignità in grado di aiutare le famiglie che sono in momentanea situazione di difficoltà, il cosiddetto reddito di cittadinanza. Una misura di sostegno al reddito collegata e condizionata al reinserimento nel mondo del lavoro”.

Alessandro Di Battista, uno dei cinque membri del direttorio del M5S commenta le parole del Premier Renzi e rilancia su uno dei temi politici ed economici che piu’ stanno a cuore al Movimento, sottolineando le difficoltà economiche di buona parte degli italiani, alle prese con una crisi economica e sociale che non accenna a stemperarsi e con una disoccupazione molto alta “Oggi Renzi ha detto che non siamo protesta, ascolterei allora i milioni di cittadini che appoggiano i 5 stelle. Subito farei, al suo posto, una legge sul reddito di cittadinanza. Renzi ha fallito al di là della sconfitta elettorale . Ha fallito perché 10 milioni di famiglie hanno difficoltà a curarsi, ha fallito sui problemi economici del paese”.

E’ un referendum per garantire 2.250 euro a tutti. I sondaggi che sono stati sinora effettuati prevedono un voto contrario. Urne aperte in Svizzera per un referendum in tutta la confederazione in cui si decide se concedere un reddito di cittadinanza minimo garantito e incondizionato, dalla nascita alla morte, che i promotori dell’iniziativa quantificano in 2.500 franchi elvetici, circa 2.250 euro e di 625 franchi (560 euro) per i minorenni. L’iniziativa popolare su cui gli svizzeri decidono con un sì o un no e che raccolse 100.000 firme, vuole garantire a tutta la popolazione di “condurre un’esistenza dignitosa e partecipare alla vita pubblica, anche senza esercitare un’attività lucrativa” in un mondo che tende a sostituire al lavoro umano quello robotizzato, ed è stata promossa da un gruppo di cittadini indipendenti. Governo e parlamento l’hanno respinta praticamente in blocco e stando agli ultimi sondaggi anche il verdetto delle urne dovrebbe essere negativo con circa il 70 % di voti contrari. Sempre oggi, gli Svizzeri si pronunciano anche su altri quattro temi: l’iniziativa popolare “a favore del servizio pubblico”, quella “per un equo finanziamento dei trasporti” e su due modifiche legislative. La prima consentirebbe, ad alcune condizioni, un esame genetico degli embrioni ottenuti con fecondazione artificiale. La seconda riguarda la nuova legge sull’asilo e mira a istituire procedure più rapide per l’esame della domande dei richiedenti.