Referendum costituzionale

La maggioranza degli italiani oggi non sarebbe favorevole alla riforma costituzionale sulla quale è chiamata ad esprimersi al referendum di ottobre. A sostenerlo è Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia, che cita un sondaggio Euromedia Research. “Questo rilevamento spiega – ci dice che il No è ancora in crescita: siamo al 52,1% contro il 47,9% del Si”. E aggiunge, riferendosi alla “campagna di propaganda” di cui è stato accusato il premier dall’opposizione:” Quindi il fronte del ‘no’ continua crescere nonostante Renzi, nonostante il governo, nonostante le televisioni pubbliche e private che sono schierate in tal senso”.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi non è deluso, ma non è felice dell’esito delle amministrative che si sono tenute negli oltre mille comuni. Esprime una certa soddisfazione, anche se il voto segna un forte gradimento popolare del Movimento 5Stelle e il Pd può gioire soltanto degli unici due sindaci di Cagliari e Salerno, che passano al primo turno. Il premier guarda ai ballottaggi che si terranno il 19 giugno e che interesseranno grandi città come Roma, Milano e Torino e afferma: “in quindici giorni può succedere di tutto”. E aggiunge, riferendosi all’esito: “comunque vada non riguarda il governo”. Il pensiero già corre al referendum di ottobre sulla riforma costituzionale, da sempre indicato come banco di prova da Renzi per arrivare a fine legislatura.

Con l’approssimarsi del referendum costituzionale, si riscaldano gli animi sulle presenze in tv dei sostenitori del si e del no. Cio’ avviene perche’ si ritiene decisivo il ruolo della televisione per convincere gli indecisi.
“Dagli attuali dirigenti del Partito Democratico, ogni giorno arriva una sorpresa – commenta Nicola Fratoianni, di Sel. ‘Quella di oggi e’ davvero sorprendente. Il Pd si lamenta con i vertici della trasmissione tv Ballaro’ denunciando addirittura una censura. Insomma, quelli che occupano tutti gli spazi televisivi riescono anche a lamentarsi”. Nicola Fratoianni, dell’esecutivo nazionale di Sinistra Italiana e componente della Commissione parlamentare di Vigilanza non ci sta: “La verita’ e’ che la loro trasmissione preferita e’ quella dove il dibattito e’ un monologo buono per la loro propaganda senza contraddittorio. Lo diciamo con tanta piu’ forza proprio noi di Sinistra Italiana che spesso siamo del tutto esclusi da molte trasmissioni tv”.