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Lunedì 30 ottobre nuovo appuntamento con Report, in onda su Rai3 alle 21.05. Le inchieste della puntata riguarderanno: il dna e il business legato alla genetica (ll patrimonio di Giorgio Mottola); il grano e la sua provenienza (Che spiga!) di Manuele Bonaccorsi; l’acquisto di diamanti allo sportello della banca (Com’è andata a finire? – Occhio al portafoglio di Emanuele Bellano).
L’attenzione sarà puntata anche sui fondi erogati alle università dal Miur e sul mondo dei tatuaggi. (Immagine: sito web ufficio stampa Rai)

“Una trasmissione non si chiude mai, come non si dovrebbe mai chiudere un giornale, perche’ tv e giornali nutrono la democrazia”. Carlo Verdelli, ex direttore editoriale per l’offerta informativa della Rai, decide di togliersi qualche sassolino dalle scarpe e, all’indomani delle polemiche divampate intorno a ‘Report’ per il servizio sui vaccini, si concede in una lunga intervista a Repubblica. “Possiamo fare degli errori, per i quali si deve chiedere scusa, questo si’, ma guai se si consente alla politica anche soltanto di minacciare l’esistenza di un programma televisivo. In un Paese civile questo non puo’ accadere e fa danni anche alla politica soltanto immaginarlo. Qualcuno dovrebbe pensarci prima di fare certe dichiarazioni”.

“Sarebbe gravissimo. Report non e’ di Sigfrido Ranucci, e’ dei cittadini che pagano il canone. Ci tirano per la giacchetta di qua e di la’, a seconda di dove tira il vento della politica”. Lo ha affermato l’autore-conduttore di Report Sigfrido Ranucci, commentando le indiscrezioni sul possibile stop della Rai alla trasmissione di inchieste di Raitre da lui ereditata da Milena Gabanelli, a seguito dell’ispezione avviata per la bufera scaturita dal servizio sui rischi del vaccino contro il papilloma virus e la querela ricevuta da Roberto Benigni per il servizio sui suoi studi cinematografici a Papigno. Su Benigni, Ranucci, intervistato da Repubblica, è lapidario. “Mi ha sorpreso. Non abbiamo mai detto che ha usufruito di finanziamenti pubblici per ristrutturare gli studi di Papigno. Abbiamo tutte le carte”. Quanto ai vaccini, “Io -afferma il giornalista di Report- ho fatto vaccinare mia figlia. Ma vogliamo parlare anche delle controindicazioni?. La cosa peggiore e’ non dare tutte le informazioni. C’erano dati che non collimavano e noi abbiamo cercato di capire perche´. Nessuno ha mai messo in discussione l’utilita’ dei vaccini, anzi, all’inizio della puntata ho detto esattamente il contrario. Chi ci accusa di questo non ha visto la trasmissione. Vogliamo registrare anche le reazioni di chi si e’ vaccinato ed e’ rimasto inchiodato sulla poltrona?». “La diffidenza – denuncia Ranucci- aumenta quando sei poco trasparente e fai la lotta alla corruzione. La confusione vera e’ sui dati dei decessi, sulle persone che si ammalano dopo la vaccinazione. Abbiamo fatto luce su come funziona la farmaco-vigilanza: entro 36 ore le eventuali reazioni avverse ai vaccini vanno segnalate, ma non sempre accade. Non ce lo siamo inventato noi: abbiamo raccolto le testimonianze. Vogliamo riflettere sui numeri? Abbiamo ripercorso tutta la vicen-da, abbiamo dato la parola a persone che non erano riuscite a segnalare la loro reazione avversa. Saranno anche pochi casi, ma per questo devono essere abbandonati? Credo di no. Il servizio pubblico deve seguirli”.

Lunga vita a Report e al giornalismo d’inchiesta che incarna. Innegabili negli anni i successi della trasmissione, prima sotto la guida di Milena Gabanelli e oggi con la conduzione di Sigfrido Ranucci. Ma l’eguale spazio e dignità offerta, nell’ultima puntata, alle due tesi, l’una a favore e l’altra contro le vaccinazioni per il papilloma virus, é un autogol, non fosse altro che per il fatto che la scienza e le sue argomentazioni dimostrabili e dimostrate, sta da una parte e non dall’altra. Il giornalismo d’inchiesta é un bene primario e irrinunciabile della democrazia, ma le tesi precostituite e l’autorefenzialità sono suoi nemici che stanno dietro l’angolo.

Il caso ‘Report’ sarà tra gli argomenti del prossimo Cda della Rai, fissato per giovedì e impegnato probabilmente sulla questione dei tetti ai compensi degli artisti. Ad annunciarlo all’AdnKronos è il consigliere d’amministrazione Arturo Diaconale, commentando le polemiche sulla puntata di ieri del programma di Rai3, rispetto alla quale si sono registrate minacce di azioni legali sia da parte di Eni che di Pessina Costruzioni: “La libertà dei giornalisti deve essere sacrosanta e quindi va garantita e va difesa – premette Diaconale, che è lui stesso giornalista – nello stesso tempo – aggiunge – mi auguro che questa libertà non abbia portato a degli errori di diffamazione rispetto ai quali ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità”. “Io comunque – annuncia Diaconale – chiederò giovedì in Cda di chiarire la posizione dell’azienda rispetto a ‘Report’ e cioè fino a che punto c’è la manleva dell’azienda rispetto al lavoro di ‘Report'”.

Riparte l’appuntamento con “Report” e con Sigfrido Ranucci che raccoglie il testimone da Milena Gabanelli da lunedi’ 27 marzo alle 21.30 su Rai3. Tra i servizi in scaletta: Sotto le stelle di Bernardo Iovene. Una stella Michelin cambia la vita a un ristorante e allo chef, ma anche le forchette del Gambero Rosso e i cappelli dell’Espresso possono fare la fortuna di un cuoco, che da quel momento ha la possibilita’ di partecipare a trasmissioni televisive, eventi culinari nazionali e internazionali, avere sponsor, diventare consulente, docente e fondare scuole. Ma agguantare stelle, cappelli e forchette ha un prezzo. Qual e’? L’inchiesta di Bernardo Iovene racconta come dietro il fantastico mondo della cucina ci sia in realta’ un gioco delle parti e un intreccio promiscuo tra cuochi, fornitori e critici delle piu’ prestigiose guide. Un indotto che porta soldi e notorieta’ a pochi e che crea un sogno: soltanto nel 2016 sono stati circa duecentomila i ragazzi che hanno frequentato gli istituti professionali alberghieri, il 21% in piu’ rispetto al 2010. L’altra faccia della medaglia ci mostra un mestiere che non ha tutela sindacale, dove il doppio turno e’ la regola, e dove la meta’ dello stipendio e’ in nero. E ancora un servizio dal titolo Ricercatori e ricercati di Giulio Valesini. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche gestisce un budget di circa un miliardo e duecento milioni di euro. Ma come lo fa? Una parte dei soldi della ricerca sono stati spesi in gonfiabili, ortaggi, vino, tappeti orientali. Dalle carte di un audit interno del Cnr di cui Report e’ venuto in possesso, emergono convegni contabilizzati piu’ volte, richiesta di finanziamenti con firme false e progetti di ricerca inesistenti. All’Istituto per l’ambiente marino costiero, uno dei piu’ prestigiosi del Cnr, alcuni acquisti venivano fatti all’insaputa dei ricercatori responsabili dei progetti. Segue il servizio Ospiti indesiderati di Alessandra Borella. Hanno soppiantato le classiche candeline per torte. Si chiamano fontane luminose, stelline scintillanti o sparkler. In realta’ sono petardi e sopra la panna, con le scintille, scende una pioggia di metalli pesanti tossici per la salute. Nella normativa europea sui fuochi di artificio non c’e’ alcuna deroga che possa far pensare al contatto con il cibo. E cosi’ ogni azienda di import-export sulle etichette scrive un po’ quello che vuole: inserire nella torta, in un terreno soffice, in posizione stabile, in verticale, usare solo all’esterno, usare ovunque anche all’interno. Questo perche’ c’e’ un vuoto normativo. Infine La decadenza di Alessandra Borella. L’aula del Senato ha salvato dalla decadenza il senatore Augusto Minzolini, che pero’ sarebbe interdetto dai pubblici uffici, dopo la sentenza definitiva per peculato per l’uso improprio delle carte di credito Rai, confermata in Cassazione il 12 novembre 2015.

“Dal 2015 al 2017 il Pil della Sicilia è cresciuto del 3,6%, in assoluto un incremento contenuto ma che segnala che siamo usciti dalla crisi pari a una guerra”. E’ uno dei principali elementi che emerge dal 46° Report Sicilia, il Rapporto sull’economia siciliana del Diste Consulting, presentato dalla Fondazione Curella. Positivi anche gli andamenti dell’occupazione. Secondo il Report, nei tre anni è cresciuta del 2,7%, in assoluto dal 2015 con un saldo di 20.590 addetti, anche se il tasso di disoccupazione, per i noti effetti statistici dovuti all’ingresso di nuove persone nel mercato del lavoro, è aumentato fino al 22%. Interessante l’aumento degli investimenti fissi lordi nel 2015 del 4,6%. “Certo – spiega Pietro Busetta, presidente della Fondazione Curella – siamo usciti dalla guerra ma lontani dai tassi di crescita necessari alla nostra regione per diventare una regione a sviluppo compiuto”. I dati completi saranno diffusi mercoledì 22 febbraio in occasione della conferenza stampa di presentazione del Rapporto.

Le banche, Poste e le multinazionali del web saranno al centro della nuova puntata di Report in onda lunedi’ 17 ottobre alle 21.30 su Rai3. Le inchieste tratteranno temi come la trasparenza degli investimenti proposti al cliente e le figure professionali che se ne occupano. Sul pianeta internet si parlerà del potere quasi illimitato delle multinazionali della rete, dei ricavi aziendali e del pagamento delle imposte. Al centro della discussione in particolare ci saranno i colossi Google e Facebook che hanno un valore di mercato complessivo di circa mille miliardi di dollari e raccolgono l’85% della pubblicita’ online.

Milena Gabanelli lascerà la conduzione di Report dopo questa stagione. L’annuncio è arrivato ieri in diretta al Tg1 delle 20: “E’ la cosa piu’ bella che ho fatto dopo mia figlia – ha detto la giornalista – Tuttavia, dopo vent’anni, penso che sia venuto il momento di dire che questa sara’ la mia ultima stagione alla conduzione di Report. Addio? E’ una brutta parola, Report ha davanti altri vent’anni, ha una squadra da guerra”. Banche, fondazioni, colossi del settore farmaceutico e dell’energia, la politica di tutti gli schieramenti, i servizi pubblici e l’alimentazione sono soltanto alcuni dei temi che in questi venti anni sono finiti sotto i riflettori della storica trasmissione di punta del giornalismo d’inchiesta. Aprendo il nuovo ciclo di puntate, ha spiegato la Gabanelli, riferendosi alla sua squadra: “E’ tempo di premiare la loro professionalita”’. E ha continuato: “Il direttore generale e il direttore di rete le hanno provate tutte per farmi cambiare idea, ma dopo tanto tempo penso che sia giusto che siano loro, i miei inviati, a portare avanti un programma che hanno contribuito a creare, facendone una trasmissione di successo”. Nel futuro della Gabanelli c’e’ ancora il giornalismo: “Io – ha assicurato – continuero’ a fare il mio mestiere”. Originaria di Nibbiano, classe 1954, la conduttrice di Report e’ stata inviata di guerra per Speciale Mixer di Giovanni Minoli. Nel 1994 e’ arrivata alla guida di Professione Reporter, tre anni dopo diventato Report con l’esordio su Rai3 in terza serata e il prime time conquistato nel 2003.

Gli scandali finanziari che si abbattono sul Monte dei Paschi di Siena, dall’acquisto di Antonveneta ad altre speculazioni, fino alla morte carica di sospetti del capo della comunicazione David Rossi, sono al centro della puntata di Report Cult “Il monte dei misteri” di Paolo Mondani, in onda su Rai 3 martedi’ 19 luglio alle 23.30. La morte di David Rossi, collegata inizialmente a una caduta piu’ o meno accidentale da una finestra dell’ufficio, appare strana fin dall’inizio: dopo una prima archiviazione per suicidio, nel novembre 2015 la Procura di Firenze riapre le indagini sulla base degli approfondimenti prodotti da periti incaricati dalla famiglia, che portano alla riesumazione della salma. Va segnalato pero’ che gia’ nel novembre 2014 Report aveva anticipato i molti punti oscuri della vicenda, dalla dinamica della caduta alle forti pressioni subite da Rossi, fino ai particolari della perizia legale e alle “stranezze” accadute nei minuti seguenti la sua morte, avvenuta il 6 marzo 2013. Ma la morte di Rossi e’ solo la punta dell’iceberg del cosiddetto Sistema Siena, una rete a maglie fitte costituita da politica, finanza, istituzioni e massoneria, che per anni ha governato la citta’, e che va progressivamente sgretolandosi. Dall’inchiesta emerge inoltre che Banca d’Italia e Consob, che avrebbero dovuto controllare la regolarita’ delle operazioni sui derivati poi rivelatisi disastrosi, sapevano bene che fine stava facendo la banca. E oggi? Oggi la Bce sta imponendo al Monte dei Paschi di Siena condizioni difficilissime per il recupero dei crediti deteriorati. Alla fine del mese di luglio il gup di Milano si esprimera’ sulla richiesta della banca di patteggiare la pena nel procedimento sui derivati che hanno causato il dissesto del bilancio.