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“Stiamo lavorando con il Miur all’aggioramento della piattaforma Innovitalia per mettere in comunicazione imprese e ricercatori, e trasmettere un forte messaggio al mondo di innovazione e ricerca”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Angelino Alfano nel corso dell’incontro con gli addetti scientifici alla Farnesina. “Sono convinto – ha aggiunto – che non manchino le opportunità per fare un ulteriore passo in avanti nella cooperazione internazionale: con la Cina per esempio l’Italia ha intenzione di creare una grande via di conoscenza, con circa 600 accordi in ambito scientifico e universitario”.

“Siamo il Paese in Europa con il minor numero di diplomati e di laureati, e’ un tema che la politica si deve porre: bisogna allargare assolutamente la possibilita’ per gli studenti di andare all’universita’. Perche’ serve al Paese, non soltanto per favorire la scelta del singolo ragazzo e della singola ragazza”. In un’intervista a Radiouno Rai, la ministra dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca, Valeria Fedeli, risponde cosi’ a una domanda sui test di ingresso agli atenei. “Bisogna tornare a investire sull’universita’ – raccomanda la ministra -, perche’ noi dobbiamo nello stesso tempo allargare e garantire qualita’ e innovazione didattica anche dentro i percorsi universitari”. Quanto allo sciopero dei docenti che lamentano il blocco degli scatti stipendiali, Fedeli garantisce che “stiamo lavorando per trovare le risorse. E’ un elemento all’attenzione del governo, certamente alla mia attenzione. Questa e’ una stagione nella quale c’e’ il rinnovo e dobbiamo trovare le risorse per il rinnovo dei contratti di tutto il personale della scuola, docenti e non docenti, e dell’universita’”.

Paolo Gentiloni parla “piano” e va lontano: anche se la sua voce non e’ tra le piu’ trasmesse dalle televisioni nazionali, gli italiani lo giudicano il politico con la migliore reputazione. Lo dimostra l’Analisi della presenza dei principali politici in tv condotta da Cedat 85 e EMG Acqua. La societa’ di ricerche diretta da Fabrizio Masia ha elaborato i dati messi a disposizione dall’innovativa soluzione Mediamonitor di Cedat 85, che da 30 anni opera nella fornitura di contenuti provenienti dal parlato. “Il nostro servizio- spiega Gianfranco Mazzoccoli, fondatore di Cedat 85- consente di monitorare on line e in tempo reale le radio e tv nazionali e quelle principali di ogni regione. Mediamonitor.it offre la trascrizione automatica e simultanea delle trasmissioni radio-tv decodificando il parlato in testo e indicizzando contemporaneamente tutti i contenuti”. L’indagine si sviluppa lungo un arco di tempo di tre settimane e analizza la presenza dei 14 politici piu’ rappresentativi nelle trasmissioni di alcune delle principali emittenti televisive nazionali (Raiuno, Raidue, Raitre, Rete4, Canale 5, Italia 1, Tgcom24 e SkyTg24). I dati numerici sono stati, quindi, incrociati con i risultati dell’indagine di fiducia e posizionamento condotta su un campione rappresentativo di 2.000 italiani maggiorenni. I politici presi in considerazione sono Paolo Gentiloni, Matteo Renzi, Luigi Di Maio, Matteo Salvini, Pietro Grasso, Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni, Laura Boldrini, Angelino Alfano, Andrea Orlando, Massimo D’Alema, Michele Emiliano e Nicola Fratoianni, oltre al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. TEMPI TELEVISIVI E REPUTATION – Gentiloni fa notizia, ma non e’ tra gli stacanovisti del microfono, a differenza del segretario del PD Matteo Renzi come certifica l’analisi di Cedat 85 e EMG Acqua. Non a caso il premier e’ tra i pochi a parlare meno di quanto non venga citato (tempo di parola 57’41” e 59′ 39″ tempo di notizia). Molto piu’ ‘loquaci’ sul piccolo schermo risultano persino colleghi come Andrea Orlando e Michele Emiliano (rispettivamente 1h 52′ 06″ e 1h 16′ 33″ per effetto delle primarie del PD), ma anche il leader della Lega Nord Matteo Salvini (1h 04′ 21″) e il parlamentare dei 5 Stelle Luigi Di Maio (1h 03′ 08″). Secondo il pubblico intervistato, tuttavia, e’ proprio il premier il piu’ “serio e onesto” e il piu’ “preparato e competente” tra i politici.
Il primato del minutaggio televisivo, come rilevato da Cedat 85, spetta a Matteo Renzi, apparso sui teleschermi per poco meno di 5 ore, oltre 3 delle quali costituite da dichiarazioni fatte in prima persona. Il segretario del Pd e’ alle spalle di Gentiloni nell’indice di fiducia (22% contro il 26%), sullo stesso piano di Di Maio e davanti a Salvini e al presidente del Senato Grasso (entrambi al 19%). Renzi si deve accontentare della piazza d’onore anche nella classifica di “carisma e capacita’ di comunicare”: lo scettro in questa categoria resta saldamente nelle mani di Silvio Berlusconi, a cui le tv hanno dedicato in complesso circa 40 minuti di antenna, anche se sono stati trasmessi soltanto 17 secondi di sue dichiarazioni. Tra coloro che, al contrario, hanno un tempo di parola superiore alle citazioni figurano il ministro Orlando (con una percentuale quasi doppia), Di Maio, Salvini e soprattutto Giorgia Meloni, che ha collezionato 2’14” di tempo di notizia, ma ha parlato quasi dieci volte di piu’, precisamente 34’28”. Quali sono stati gli argomenti toccati dai principali politici italiani durante le trasmissioni televisive? Il tema piu’ caldo e trasversale del periodo in esame e’ la questione migranti. Gentiloni, come certifica Cedat 85, si e’ soffermato soprattutto sui nodi di Alitalia e sulle questioni di politica estera, mentre il programma politico e le primarie sono stati i cavalli di battaglia di Renzi, Orlando ed Emiliano. Di Maio ha parlato in particolare del caso migranti-ONG e della legge elettorale, mentre i due concetti-chiave degli interventi di Salvini sono stati “immigrazione” e “legittima difesa”. Il presidente della Camera Laura Boldrini si e’ concentrata su fascismo e neofascismo, mentre l’omologo al Senato Pietro Grasso si e’ espresso soprattutto sull’inchiesta di Catania legata al caso migranti-ONG. MATTARELLA, IL SUPER PARTES AL TOP – Le classifiche cambiano fisionomia se si include il capo dello Stato: “Sergio Mattarella – precisa il direttore di Emg Fabrizio Masia – merita un discorso a parte in virtu’ del suo ruolo super partes. E’ lui a raccogliere il piu’ alto tasso di fiducia, pari al 37%”. Nel complesso Mattarella ha collezionato 1h 21′ 07″ di tempo d’antenna, di cui solo la meta’ di discorsi diretti (39′ 53″ di tempo di parola). Tra i contenuti politici trattati, spiccano lavoro, resistenza e Liberazione in virtu’ della concomitanza dell’analisi con le celebrazioni del 25 aprile e del 1° maggio”.

“La ricerca del Cnr conferma altre analoghe che vedono il 20% di giovani coinvolti nel gioco d’azzardo, con una particolare pericolosita’ di quello online che sfugge al controllo degli adulti. Il gioco d’azzardo e’ diventato un enorme business, la terza industria italiana per fatturato (verso i 100 miliardi all’anno), I suoi danni sono sociali, per la disperazione che coglie i giocatori che perdono tutto nella scommessa, ed economico, perche’ sottrae grandi risorse ai consumi delle famiglie di cui rappresenta il 12%. Italia dei valori ha promosso una pdl sottoscritta dai cittadini e depositata in Parlamento che prevede il divieto assoluto dell’organizzazione dell’azzardo. Lo Stato non la prende in considerazione perche’ non vuole privarsi della misera tassa sulla disperazione che da esso ricava, avendo negli ultimi vent’anni tutti i governi aumentato il numero dei giochi e delle scommesse legalizzate. Le entrate, pero’, sono abbondantemente compensate dalle spese sociali, restando in piedi la distruzione delle persone. Ma neanche sull’altare di una politica fiscale cinica uno Stato puo’ continuare ad assistere alla rovina dei propri cittadini e dei giovani, che hanno diritto di essere incoraggiati a puntare sulle loro risorse personali invece che sulla chimera della vincita al gioco”. Cosi’ il segretario nazionale dell’idv Ignazio Messina.

Giovedi’ 30 marzo, alla Camera dei deputati, sara’ presentata la ricerca “Le donne nelle missioni internazionali. L’esperienza italiana ad Herat” realizzata da due giovani ricercatrici dell’Istituto affari internazionali (Iai) con la collaborazione del Ministero della Difesa. Interverranno fra gli altri, il ministro della Difesa, Roberta Pinotti e il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano. Dalla Pinotti e’ nata l’idea della ricerca, in occasione della presentazione della sezione italiana di “Women in International Security”. In quella circostanza, il ministro sottolineò l’importanza del contributo femminile nelle missioni internazionali e in contesti dove il contatto con la popolazione locale rappresenta un tratto essenziale della missione. Paola Sartori e Alessandra Scalia, ricercatrici dell’Iai analizzano la valenza del contributo delle donne alla sicurezza internazionale prendendo in esame l’Afghanistan ed in particolare la provincia di Herat. Lo studio ha l’obiettivo di focalizzare il contributo delle donne alla sicurezza internazionale, soprattutto la partecipazione femminile alle operazioni di pace, con particolare attenzione alle missioni di stabilizzazione e ricostruzione, e alle attivita’ di peace-building condotte a livello internazionale.

Dalla sua fondazione, nel 1990, Telethon ha investito in ricerca oltre 475 milioni, finanziando 2.600 progetti con quasi 1.600 ricercatori e piu’ di 470 malattie studiate. Un sistema di valutazione stringente, rigore, premio del merito, riduzione al massimo dei margini di errore sono alcuni cardini su cui poggia la scelta dei progetti da finanziare per la ricerca sulle malattie genetiche rare, per la quale si stanno raccogliendo fondi in questi giorni con una maratona sulle reti Rai e un sms al 45510. A spiegarlo Francesca Pasinelli, direttore generale della Fondazione. “Abbiamo mutuato questo sistema, al punto praticamente da copiarlo, dai Paesi con ricerca scientifica di successo, come quelli anglosassoni – spiega – uno dei cardini e’ rappresentato dal fatto che in fase di erogazione dei fondi si fanno controlli piu’ stringenti e in comparazione, cosa che consente di scegliere il progetto piu’ promettente, innovativo e in grado di dare risposte. Cio’ permette anche di minimizzare i margini di errore. Poi vi sono altri controlli, tesi a verificare che i soldi vengano spesi bene”. “Da noi lavorano molti ex scienziati, in grado di dare una lettura dei progetti – aggiunge – fanno attenzione a scegliere i valutatori del progetto, mai solo uno e rigorosamente attivi nella ricerca, impedendo conflitti di interesse. Poi la valutazione finale e’ collettiva. E’ questa una delle ragioni che ha fatto in modo che negli anni la nostra ricerca abbia avuto performance molto buone, in termini di innovazione scientifica, ma anche dal punto di vista dell’applicazione pratica”. Il metodo, di “peer review”, si utilizza nelle riviste scientifiche ma con la differenza che in Telethon, anche la decisione finale e’ collettiva. “La promessa implicita , il patto con il donatore, e’ l’investimento in una ricerca che abbia il paziente come obiettivo. Non promettiamo la cura per tutti, ma l’impegno a perseguirla – conclude – e per farlo e’ fondamentale seguire l’intera filiera della ricerca”.

 

E’ morto Umberto Veronesi. L’oncologo è deceduto nella sua casa milanese. Veronesi è deceduto nella sua casa di Milano. Da alcune settimane le sue condizioni di salute si erano progressivamente aggravate. Era circondato dai familiari, la moglie e i figli. Oncologo e uomo politico, Veronesi avrebbe compiuto 91 anni il 28 novembre. Ha dedicato la sua vita alla lotta ai tumori. E’ stato fondatore e presidente della Fondazione per la ricerca sul cancro che porta il suo nome, ministro della Sanità nel secondo governo Amato e senatore. “Andate avanti, perché il mondo ha bisogno di scienza e ragione.” Queste le parole di Umberto Veronesi nell’ultimo periodo trascorso nella Fondazione che porta il suo nome. E’ la stessa Fondazione Veronesi a renderle note le sue parole. Siamo tutti profondamente colpiti da questa dolorosissima perdita, scrive la Fondazione