rifiuti

Sembra quasi una barzelletta, una fake news. E invece no. E’ tutto vero. Leoluca Orlando Cascio dice di essere uno statista e che la Sicilia non e’ ancora pronta per un governatore del suo calibro. Sembra quasi di sentirle le pernacchie provenienti da ogni angolo della citta’ ricoperto di montagne di immondizia, dalle strade sventrate da lavori di cui non si ricorda la posa della prima pietra e dei quali nessuno osa chiedere la chiusura, dalle periferie-repubbliche autonome del degrado, dell’incuria e dell’abbandono. Palermo e’ una citta’ senza presente. Il futuro e’ stato offuscato dal fumo degli slogan vuoti e insignificanti di Leoluca, uno che non ha saputo neanche fare il sindaco, figuriamoci lo statista. Ma Palermo e’ disperata: chi non l’ha gia’ lasciata alla ricerca di un lavoro, si barcamena in lavori precari per ritardare la partenza e per questo non fa piu’ caso a chi la spara piu’ grossa. Una citta’ sostanzialmente indaffarata a sfamarsi non puo’ fare caso all’ennesima boutade di uno che ha costruito la propria carriera politica sul nulla, sull’effetto annuncio, sul culto di se stesso e sulla legittimazione di una corte dei miracoli e di un cerchio magico a dir poco raccapricciante.. Del resto, Leoluca Orlando e’ uno abituato a parlare a vanvera: non fu lui, professionista antimafia ante litteram, ad accusare Giovanni Falcone di non contrastare in modo adeguato la mafia? Perche’ Palermo e’ cosi: non ha memoria. Dimentica e continua a votare Leoluca Orlando. Continua a votare Leoluca Orlando e dimentica, senza piu’ neanche la forza e la verve per seppellire cotanto statista con una lunghissima, ispirata, meritata, melodiosa e liberatoria pernacchia. Alfonso Lo Sardo

“Rifiuti, siamo alla carnevalata. Impianti bluff, Regione-pantano, Comuni che mescolano differenziata-indifferenziata. Sicilia fuori legge”. Scrive così stamattina su Twitter la Cisl Sicilia, puntando l’indice sulla vergognosa situazione del settore nell’Isola. “La Sicilia è alla deriva”, si legge in un altro tweet. Che aggiunge: “Mancano visione e strategia politica. È danno grave all’ambiente mettere insieme differenziata-indifferenziata”. Insomma, la Sicilia dei rifiuti “affonda”, insiste un altro tweet lanciato dal sindacato guidato da Mimmo Milazzo. Che constata: affonda e “non sa e non vuole uscirne”. Per la Cisl, mischiare i rifiuti vanificando gli sforzi dei cittadini, com’è pratica in parte dei Comuni siciliani a causa della asfittica situazione degli impianti di settore, è un fatto deplorevole e sconsiderato insieme. “Una truffa” ai danni della Sicilia e dei siciliani, rimarca ancora un tweet. Così, l’unica chance per sperare di venirne fuori, si legge nel social del cinguettio, per la Cisl resta la nomina di un “supercommissario nazionale”. “Che ci auguriamo arrivi presto”, si augurano al sindacato.

“Bisogna fare molta attenzione, perche’ una politica che ha la pretesa e l’arroganza di portare i rifiuti di Roma in altri comuni puo’ far scattare una rivolta di chi e’ contrario”. Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, intervenendo ad un convegno alla Camera di Commercio di Roma.

“Siamo alle battute da osteria”. Così il fondatore ed ex direttore de Il Fatto Quotidiano Antonio Padellaro ha commentato, al programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, il titolo di Libero su Renzi e Boschi in riferimento alla giornata delle magliette gialle: “E’ abbastanza banale, bruttissimo, perché non c’è un minimo di elettricità, di novità. E poi ha aggiunto: “Conosco abbastanza Vittorio Feltri per sapere che quando gli viene in mente un titolo si farebbe torturare pur di non rinunciarvi”.

“Io sono molto contento della iniziativa, a prescindere da chi pulisca. Grazie alla nostra iniziativa in due o tre giorni siamo riusciti a ottenere la mobilitazione straordinaria dell’Ama e questo è un fatto molto positivo”. Lo ha detto Roberto Giachetti (Pd) su Facebook, partecipando all’iniziativa delle Magliette gialle davanti a una scuola di Monte Spaccato, a Roma. “Ora vediamo quanto ci sarà costata questa mobilitazione straordinaria dell’Ama. Il problema è che si dovrebbe garantire quotidianamente la pulizia della città, e non soltanto quando si mobilita il Partito democratico. Abbiamo pensato che annunceremo tutte le settimane i luoghi dove le magliette gialle andremo a pulire – continua – così magari riusciremo a ottenere di ripulire tanti posti che non sono stati coperti dalla mobilitazione straordinaria di Ama”. “Io sono contento, ho girato molti posti e visto molti cittadini che si impegnano. Speriamo che al nostro contributo si aggiunga quello della politica – da parte di questa amministrazione – sulla gestione dei rifiuti con proposte adeguate per ottenere risultati che finora non abbiamo visto” conclude Giachetti.

“Per risolvere il problema dei rifiuti dobbiamo risolvere il problema della politica, che sui rifiuti ci ha vissuto per cinquant’anni. Discariche e inceneritori sono la manna della politica di oggi, e noi abbiamo interrotto questo corto circuito”. Così Beppe Grillo sul suo blog.”La produzione dei rifiuti va ridotta, e lo faremo. Ma esistono già delle tecnologie che possono aiutarci – prosegue – A Barcellona c’è uno dei più grandi separatori di immondizia, non brucia niente, separa le materie prime dalle secondarie e poi vende alluminio, carta, vetro, plastica. L’immondizia diventa una risorsa”.

La criticita’ in cui versa la gestione dei rifiuti a Roma richiede meno proclami e piu’ risposte immediate. Serve un Piano Rifiuti concreto ed affidabile. Devono essere individuate le cause e definite le soluzioni, tracciando un percorso serio e monitorabile e definendo le misure da adottare nel quadro della sostenibilita’ ambientale, economica e sanitaria e tenendo conto degli impegni che ci attendono, si legge in una nota del Wwf. “Con questo spirito lo scorso ottobre il Wwf Lazio aveva presentato un documento con il quale si stimavano le potenzialita’ e le opportunita’ derivante da una corretta gestione dei rifiuti a Roma verso un’economia circolare – dichiara Andrea Filpa Delegato Wwf Italia per il Lazio – e a tale scopo si consigliava una ristrutturazione dell’Ama per farla divenire uno strumento capace di guidare una simile svolta. Nel quadro romano, infatti, manca un soggetto a cui assegnare un simile compito”. L’Ama non e’ attualmente in grado di adempiere agli impegni oggi attribuiti. Insufficienza e inefficienza di mezzi, indisponibilita’ di impianti, qualificazione del personale, coordinamento con le altre strutture di governo del territorio sono solo alcune delle cause della sua scarsa resa. E’ difficile immaginare che Ama, in assenza di sostanziali mutamenti – possa assolvere a compiti ambiziosi come quello di traghettare Roma verso l’economia circolare. La situazione, peraltro, e’ aggravata dal fatto che il comparto economico connesso alla gestione dei rifiuti e’ strutturato solo per procedere all’incenerimento e/o allo smaltimento in discarica dei rifiuti. In questo deserto infrastrutturale, pur apprezzando la buona volonta’ della nuova amministrazione, il Wwf Lazio non ritiene sufficiente il piano adottato dal comune, perche’ non riesce ad incidere sui fattori che oggi frenano un simile sviluppo. Mancano azioni capaci di cambiare il modello economico, di promuovere iniziative alternative all’incenerimento e alla discarica, di sostenere la formazione di nuovi profili professionali e quindi di iniziative innovative. Il caso di Pomezia conferma questo quadro. Non basta fare la raccolta differenziata, se poi il materiale non trova uno sbocco. Il Wwf Lazio, pertanto, auspica che la Regione e la Capitale dialoghino ed uniscano le proprie forze per: – armonizzare i piani e programmi gestionali, puntando su impianti di riciclo, recupero e compostaggio, che risultano carenti nel territorio; – non sprecare ulteriori risorse in nuovi impianti di incenerimento, in quanto esiste gia’ sufficiente capacita’ impiantistica rispetto agli impegni previsti dalla legge; – promuovere la ricerca, spin off e la formazione di nuovi profili professionali sulla prevenzione e gestione dei rifiuti; – riordinare le tasse, tariffe, gli incentivi e i disincentivi sui rifiuti al fine di rendere sempre meno economico lo smaltimento e l’incenerimento; – di aprire un focus sui rifiuti da costruzione e demolizione al fine di combattere lo smaltimento illecito, nonche’ sulla frazione organica garantendo sbocchi al compost e sulle plastiche, in particolare per contrastare il fenomeno della sua diffusione nei mari.

Il settore edilizio in Italia, tra cemento, mattoni, asfalto e tubazioni, “ricicla solo il 10% dei materiali” principalmente per “illegalita’, burocrazia e ritardi”. Il dato, lo riporta l’Ansa, emerge dal convegno ‘Edilizia e infrastrutture: i rifiuti come materie prime”, organizzato oggi dalla commissione Ecomafie e dal Centro Materia Rinnovabile alla Camera dei deputati. Durante i lavori sono state avanzate alcune proposte, tra cui quella di una ”task force” tra istituzioni, esperti e associazioni per il rilancio del settore. Secondo le stime relative all’Italia, “quasi il 90% dei materiali provenienti dal settore edilizio finisce in discariche illegali, oppure viene smaltito in modo indifferenziato in discarica” sfuggendo alla filiera del recupero.

La raccolta e la gestione dei rifiuti in Sicilia avviene con “La presenza di un sistema di illegalità diffuso e radicato che costituisce uno dei veri ostacoli ad un’autentica risoluzione delle problematiche esistenti ormai da decenni”. E’ quanto si legge nella relazione territoriale della commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, approvata oggi. Lo studio della commissione, presieduta da Alessandro Bratti, 400 pagine, è stato presentato da Stella Bianchi (Pd) e Renata Polverini (FI). “Prima ancora che l’ambiente, ad essere inquinato è l’intero sistema di gestione dei rifiuti nella Regione, come confermato anche da importanti indagini giudiziarie per corruzione effettuate dalla procura della Repubblica di Palermo”, sono le conclusioni. Il nodo centrale indicato dalla commissione Ecomafie è la costruzione degli inceneritori prevista a partire dal 2002. Una decisione che “ha compromesso lo sviluppo della raccolta differenziata”, mentre “la costituzione dei 27 Ato ha esautorato i comuni delle proprie competenze altresì provocando una gravissima crisi finanziaria conseguente alla deficitaria e non trasparente gestione di queste società che, è bene riaffermarlo, sono stati uno strumento in mano alla politica per il controllo del consenso”. L’attività di indagine parlamentare è durata quasi un anno.