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Nicola Zingaretti segretario del Pd “non l’ho escluso, e’ uno dei nomi che puo’ dare un contributo per la riscossa del Pd, ma non e’ il momento della scelta dei nomi. Stavolta per arrivare a scegliere un segretario dobbiamo prima rifondare il Pd, prima dei nomi dobbiamo riposizionare il partito”. Cosi’ il ministro uscente della Giustizia e componente della minoranza del Pd Andrea Orlando ad Agora’ sui Rai Tre.

Oggi ultima giornata a Rimini del congresso fondativo di Sinistra italiana che si concluderà con l’elezione del segretario nazionale. Salvo imprevisti, oggi la carica dovrebbe andare a Nicola Fratoianni. Dato per favorito, pisano, 44 anni, Fratoianni è stato assessore regionale nella giunta di Nichi Vendola, e coordinatore di Sel. Ieri il suo intervento al palacongressi. “Vogliamo parlare – ha detto – ai lavoratori che perdono ogni giorno un po’ di salario, ai precari, agli studenti che oggi non possono più permettersi di esserlo, alle donne, ai migranti trattati come un’umanità di scarto”. Ed ha continuato: “Prendiamo un impegno solenne: facciamo un partito per stare dalla parte di chi sta peggio, di chi subisce una diseguaglianza insopportabile. Dopo otto anni dall’esplosione della crisi hanno fatto o proposto ogni riforma possibile, nessuno ha messo in agenda la riforma radicale della finanza predatrice”. E riferendosi al travaglio all’interno del partito democratico: “Ci sarà forse una rottura nel Pd, un fatto importante, cui dobbiamo guardare e con cui dobbiamo interloquire”.

“Io volevo andare in pensione ma quello che mi e’ scattato e’ vedere quanto bisogno di buona politica c’e'”: Giuliano Pisapia, ex sindaco di Milano, lo ha detto in un incontro a Milano spiegando che per lui questo significa fra l’altro legalita’, sobrieta’ e rinuncia ai privilegi. Bisogna fare dei programmi dal basso “senza rottamare nessuno”. “Il Pd faccia il suo congresso, Sinistra italiana faccia il suo congresso. Noi stiamo a guardare con rispetto ma chiediamo lo stesso rispetto – ha aggiunto – per chi come noi chiede un campo piu’ largo”.

“A Emiliano che pone la questione di un congresso svolto con la legge elettorale ancora in itinere rispondo che la legge elettorale non è un elemento ostativo al congresso per nessun articolo dello statuto né per il buonsenso della politica”. Così il segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, chiudendo la direzione nazionale.

Sono piu’ di uno i pretendenti alla guida del partito Democratico. Enrico Rossi e Michele Emiliano sicuramente. Lo hanno fatto intendere piu’ o meno velatamente nei mesi scorsi e ora vogliono approfittare di questo passo falso di Renzi. “Nessuno vuole andare al voto: Pd, Centrodestra e nemmeno M5S”. Lo dice ad Agorà su Rai3 il Governatore della Regione Puglia Michele Emiliano. “Renzi e’ andato a schiantarsi contro un muro a 300 all’ora, ma milioni di italiani hanno scelto di fermare il suo progetto”. Se Renzi vuole gestire la transizione al congresso, dopo le dimissioni da premier dovrebbe presentare anche quelle da segretario del Pd”.