smog

L’annuncio di qualche giorno fa relativo alle 6 nuove zone ’30’ antismog che saranno previste a Milano, non serve a riabilitare la politica anti-inquinamento posta in essere da Comune negli ultimi anni”. Così il Codacons Lombardia in una nota. Che aggiunge: “La legge italiana e comunitaria è stata violata per anni impunemente dal Comune di Milano, con valori delle emissioni inquinanti sempre superiori ai valori soglia stabiliti dalla normativa, e con giorni di superamento che sistematicamente sforavano le indicazioni comunitarie”.

Con oltre 90.000 morti premature e 1.500 decessi per milione di abitanti l’Italia e’ tra i peggiori paesi europei per l’inquinamento atmosferico, che fa piu’ morti degli incidenti stradali. Queste, in estrema sintesi, le conclusioni del Report sulla qualita’ dell’aria, la ricerca realizzata dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con Enea e con la partnership delle Ferrovie dello Stato. La qualita’ dell’aria nelle citta’ italiane, nonostante i miglioramenti dovuti alle tecnologie, alle nuove regolamentazioni, a un mix energetico migliore e a carburanti piu’ verdi, resta sempre critica soprattutto in alcuni hot spot. Non solo il bacino padano – da Torino a Venezia – ma anche l’area metropolitana di Roma, quella di Napoli, l’area del frusinate, la Puglia, la costa sud est della Sicilia. I responsabili dell’inquinamento delle citta’ italiane? Secondo il report, il traffico stradale, ma anche l’agricoltura e il riscaldamento a biomasse legnose.

“84.400 vittime all’anno nel nostro Paese stimate dall’Agenzia Europea dell’Ambiente a causa dell’inquinamento, a questo dato bisogna unire lo studio della rivista medica Lancet che collega lo smog ai danni al cervello – spiega in una nota il membro dell’Esecutivo Nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, che prosegue: “Esattamente un anno fa abbiamo presentato ai titolari dei dicasteri all’Ambiente, della Salute e delle Infrastrutture il nostro dossier Di Smog Si Muore nel quale avevamo snocciolato dati e cifre che descrivono l’emergenza inquinamento in Italia: – 84.400 vittime all’anno nel nostro Paese a causa dello smog (dati Agenzia Europea dell’Ambiente) – 226 miliardi di euro di spese e di perdite per la collettivita’ che rappresenta il 14,6% del PIL italiano (statistiche del’Oms) – 25.000 decessi l’anno in meno grazie alla la completa adesione ai limiti di legge previsti dalla normativa europea e nazionale (progetto VIIAS) – nelle zone piu’ inquinate di Roma, come l’Aurelia, c’e’ un aumento della mortalita’ del 7% rispetto alla media per lo smog, in tutta la Capitale piu’ di 1000 morti/anno (progetto VIIAS) “In Italia e’ assodato che ci sia una emergenza sanitaria legata all’inquinamento – prosegue l’ecologista – ma la politica (sia al Governo che all’opposizione) non sta affrontando con la necessaria determinazione il problema. Per questo chiediamo ancora una volta che ci sia una sessione straordinaria del Parlamento a Camere riunite che discuta dei provvedimenti strutturali da adottare per contrastare questa emergenza sanitaria. Tra l’altro l’inquinamento del traffico spesso si somma a quello delle grande aree industriali che coinvolgono tutto lo stivale: da Priolo a Taranto passando per Piombino e Trieste.” “Questa emergenza – conclude Bonelli – oltre ad avere gravi conseguenze sanitarie rappresenta un costo sociale elevatissimo per tutta la collettivita’ e costi economici sicuramente superiori a quelli necessari per i provvedimenti preventivi che abbiamo indicato nel nostro dossier. Ancora una volta invitiamo il Governo a farsi carico del problema urgentemente.”

Nonostante la qualità dell’aria in Europa stia migliorando, l’inquinamento atmosferico resta il principale fattore ambientale di rischio per la salute umana, abbassa la qualità della vita ed è la causa stimata di 467mila morti premature l’anno in tutto il continente. Sono i dati del Rapporto “Qualità dell’aria in Europa 2016”, pubblicato ieri dall’Agenzia europea per l’ambiente (Eea). Lo studio presenta una panoramica aggiornata e l’analisi della qualità dell’aria in Europa per il periodo 2000-2014 sulla base di dati provenienti da stazioni di monitoraggio ufficiali, tra cui più di 400 città in tutta Europa. Tra gli altri risultati, risulta che nel 2014 circa l’85% della popolazione urbana nell’Ue sono stati esposti a particolato fine (PM2.5) a livelli ritenuti dannosi per la salute dalla Organizzazione Mondiale della Sanità. “E’ chiaro che i governi locali e regionali svolgono un ruolo centrale nella ricerca di soluzioni” al problema, ha commentato il commissario europeo all’ambiente Karmenu Vella, auspicando per oggi un voto positivo del Parlamento europeo sui nuovi tetti alle emissioni inquinanti (Nec). Il commissario ha accennato alla necessità di “aiutare i diversi livelli di governo a lavorare meglio insieme” alludendo al fatto che a volte le istituzioni locali hanno strategie più ambiziose dei governi in tema di riduzione delle emissioni.