Statuto siciliano

“Celebrare i settantanove anni dello Statuto della Regione Siciliana è un dovere nei confronti di quanti, subito dopo il dramma della seconda guerra mondiale, si ritrovarono, provenendo da contesti sociali e politici diversi, per dare vita al primo vagito di quella che solo più tardi sarebbe diventata l’Italia repubblicana: fu il primo atto formale della rivalsa del popolo siciliano”. Così il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno. “Una compensazione che, tuttavia, non è mai stata pienamente realizzata per responsabilità che vanno ricercate in larga parte al di fuori dei nostri confini regionali – aggiunge -. Eppure, lo Statuto resta la nostra ‘Carta fondamentale’ che difendiamo con convinzione, pur nella legittima diversità di vedute sull’autonomia, alimentata soprattutto dal dibattito politico degli ultimi anni. Proprio su questo tema, di recente in occasione di un’assemblea riservata dei presidenti dei Consigli regionali, ho avuto modo di ribadire che la Sicilia, se posta in condizioni paritarie, ad esempio sul piano infrastrutturale, sarebbe perfettamente competitiva – ancora Galvagno -. Non avremmo, insomma, timore di camminare sulle nostre gambe. Desidero esprimere particolare gratitudine agli insegnanti, alle associazioni e alle istituzioni locali che hanno scelto di celebrare questa giornata insieme agli studenti, spiegando loro l’importanza dello Statuto autonomistico, le ragioni che ne hanno determinato la nascita e il significato profondo di questa ricorrenza tutta siciliana. Anche per questo abbiamo il dovere, nei confronti dei giovani di quest’Isola, affinché costruiscano qui il loro futuro, di celebrare lo Statuto e ispirarci sempre ai valori dell’Autonomia, intesa sì come un diritto, ma soprattutto come una responsabilità”.

Il Consiglio dei ministri nella riunione di oggi ha approvato le norme di attuazione dello Statuto siciliano in materia di entrate. A comunicarlo è il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, che esprime “la propria soddisfazione”. Per Crocetta “l’accordo ha un valore storico, poiché rivede un sistema vigente dal 1970, che ha determinato un mancato riconoscimento di entrate previste dalle norme statutarie, mai attuate dallo Stato”. Dichiara il presidente: “Abbiamo lavorato in questi anni perché fossero riconosciuti diritti sanciti dalla Costituzione e mai rispettati dai precedenti governi. Con Renzi viene finalmente applicata la Costituzione e si rende giustizia al popolo siciliano”. Il decreto dovrà essere promulgato dal presidente della Repubblica. “Inizia una nuova fase per la Regione siciliana – osserva Crocetta – laddove si riconosce una certezza del sistema delle entrate che potrà permettere di effettuare una programmazione pluriennale delle risorse, la realizzazione di bilanci basati su entrate certe e non virtuali, nella logica del pareggio di bilancio, che dovrà essere alla base della nuova finanziaria. Si spende quello che si ha e si chiude con la logica delle entrate gonfiate per giustificare sprechi e privilegi”.