Strage Monaco

Continua l’omaggio silenzioso dei passanti alle vittime della strage avvenuta al centro commerciale di Monaco, dove un uomo ha ucciso 9 persone e poi si è suicidato. Fiori, biglietti, candele, preghiere per ricordare le vittime. Questa sera è prevista una commemorazione, mentre intanto ci si interroga sul possesso delle armi. Il ministro dell’Interno tedesco, Thomas de Maiziere, e il vicecancelliere e ministro dell’Economia, Sigmar Gabriel, chiedono la revisione delle leggi sulle armi. Secondo dichiarazioni rilasciate alla Bild am Sonntag, De Maiziere, riferendosi all’attacco di Monaco, dice uno dei punti chiave delle indagini è ricostruire come la pistola sia arrivata al killer che l’avrebbe tenuta illegalmente. “Una volta che ciò si saprà – ha detto – dovremo valutare se sia necessario fare riforme legali per migliorare il controllo sulle armi”

“Da ieri, le Tv di tutta Europa, praticamente a ciclo continuo e con dovizia di ospiti tuttologi e onniscienti, trasmettono notizie e commenti sui fatti di Monaco, presentandoli – pur con qualche interrogativo più o meno di rito – come l’ennesimo atto terroristico di matrice islamica. Adesso viene fuori che si trattava di un adolescente depresso e svitato, desideroso di vendicarsi per le umiliazioni subite da piccolo. I morti sono morti, comunque, e la vicenda è tragica. Ma perché montare subito un palco mediatico di questo tipo?”. Lo chiede Lorenzo Dellai, capogruppo di Democrazia solidale-Centro democratico, alla Camera. “Nessuno nel mondo della comunicazione – aggiunge – pensa che serva un minimo di codice di autoregolamentazione in una fase così delicata? La regola che dovrebbe impedire alla cattiva politica di speculare sulla paura della gente non è la stessa che dovrebbe agire anche nei confronti del sistema mediatico per impedire che tutto si giustifichi, purché l’audience sia alto? In ogni caso, purtroppo, il Califfo sentitamente ringrazia: stiamo lavorando per lui”.